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Dei due galli del pollaio

Sabato santo: Dolcezze ha pensato di preparare i ravioli per il pranzo di Pasqua e si accinge all’impresa. Come al solito, però, non ha calibrato le sue forze: l’osso si sarà pure rimarginato, ma il braccio ancora non risponde al 100%. Non basta solo l’Amato Bene, da sempre addetto alla macchina della pasta, ma occorre l’aiuto dell’Erede, da poco coinvolto dalla Suocera in tali attività. Comincia allora uno scontro fra Titani: il figlio rintuzza il padre, che rimprovera il figlio, che si alza e se ne va. Allora Dolcezze lo richiama, riprendono a stendere e riempire e, stavolta, è il padre che, furente, si ritira. Dolcezze è in piena crisi di nervi: la cucina sottosopra, farina per ogni dove e la pasta che si sta asciugando. Implora i due, che finalmente, tornano e portano a termine il lavoro guardandosi in cagnesco, anzi…in gallesco . La storia dimostra che non si deve MAI chiedere aiuto a DUE uomini: ognuno si sentirà sminuito e si offenderà. Del resto, natura docet: UN SOLO GALLO

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