Di gridi e speranze
Mi sono alzata con gli occhi chiusi, mi sono trascinata fino alla cucina pensando a tutto quello che mi aspetta oggi: una giornata scolastica di 6 ore, comprensive di ricevimento dei genitori, che sarà certamente pesante, come sempre.
Insomma non è proprio una gran partenza.
Prendo la tazzina, verso il caffè e sento qualcosa di strano. Alzo la tapparella. Non è una gran giornata di luce: il sole è coperto e si vede soltanto un po' di luminosità tra le nubi.
Di nuovo dei suoni. Non è il solito tubare dai colombi, no, è qualcos'altro. È un coro di uccellini che cantano. Finisce uno risponde l'altro. C'è un gran movimento, un movimento che io non vedo perché fuori è tutto fermo, statico: sono solo cinguettii che si ripetono. Allora la giornata svolta.
Va bene così: si prepara la primavera. In questo tempo così oscuro, di incertezze, di paure, di dolore e di di morte, qui, incredibilmente, vigorosamente, si prepara la primavera.

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