Di borse di recupero: Borsa Bisaccia

Nella folle categoria del riuso, Dolcezze è incappata in un nuovo art attack. 

In realtà tutto parte da un momento di disperazione: nella fretta di mettere l'ennesima lavatrice al rientro dalle vacanze, un prezioso maglione di lana è finito in mezzo alla biancheria "pesante". Il risultato è immaginabile: il prezioso maglione si è rimpicciolito e infeltrito. Dolcezze, inconsolabile, non si è rassegnata a retrocederlo al rango di panno per pavimenti e ha pensato che doveva continuare a usarlo (visto quanto era costato!), trasformandolo un po'. Ha deciso di farne una borsa, che ha chiamato "borsa bisaccia". Sì, lo sa bene che la bisaccia è un'altra cosa, ma il fatto che la porti a tracolla (mentre con una mano tiene la borsa col pc e con l'altra l'ombrello, vista la piovosità di quest'inverno), le ha fatto pensare alla bisaccia di Fra Galdino, senza noci, però.

Farla è stato un attimo: è bastato togliere le maniche, cucire la parte superiore, mantenendola doppia per irrigidire appena il fondo, rigirare il bordo inferiore, creando lo spazio per far passare un elastico  Basta aggiungere due anelli e una fascia... e il gioco è fatto.

Ha poi aggiunto un mazzolino di fiori di feltro appuntato con una spilla e se la porta a scuola ogni mattina con molto piacere, anche perché è leggerissima.

Che ve ne pare? E' un riuso un po' azzardato?





Commenti