Di riflessioni del cactus 22
A Dolcezze, ormai più di 10 anni fa, un'amica regalò un'orchidea. Conoscendo il suo pollice nero, pensava che sarebbe sopravvissuta l'espace d'un matin e invece, imprevedibilmente, la pianta ha prosperato e ogni anno fiorisce. Anche quest'anno è comparso un timido stelo e, come sempre, Dolcezze ha preso un bastoncino per sostenerlo. Per fissarlo ha preso una mollettina che ricordava essere stata usata dal fioraio per questo scopo e qualche giorno fa, visto che lo stelo cresceva, l'ha spostata.
Stamattina ha notato che il ramo si era ulteriormente allungato, ha staccato la mollettina per metterla più in alto e, forse perché non era di fretta come al solito, ha visto che nel ramo c'erano degli strani buchi. Ha pensato che ci fosse qualche insetto intento a banchettare, ma poi si è resa conto che i segni erano stati provocati dalla molletta. In pratica, per "raddrizzare" lo stelo, Dolcezze lo ha ferito, e non una volta sola.
Da genitore e da prof, Dolcezze si è sentita chiamare in causa: quante volte per correggere quelli che riteniamo errori, agiamo in maniera troppo "decisa", senza neanche renderci conto di far male?
Per uno strano scherzo del destino, l'istruttrice di Pilates di Dolcezze è una sua ex alunna. Chiacchierando fra uno squat e una flessione, è venuto fuori che il suo ricordo di alcuni docenti non era molto piacevole: regole troppo rigide, empatia zero, qualche parola di troppo...e l'autostima di un adolescente cala. Le ferite sono rimarginate, ma le cicatrici restano.
Dolcezze ha tolto la mollettina e ha messo un gancio più largo attorno allo stelo. Verrà su dritto lo stesso, ma senza ferite.
Commenti
Posta un commento