Di pensieri da uno scialle
Ricordate la cake di cotone che Dolcezze ha comprato l'anno scorso?
In realtà Dolcezze aveva cominciato con molto entusiasmo e la semplicità dello schema, ripetitivo ma d'effetto, aveva fatto sì che lo scialle fosse a buon punto. Almeno tre mesi fa.
Poi il triangolo è diventato grande, ogni giro interminabile, le noccioline noiose. A un certo punto, per giunta, la cake si è dissolta e si è trasformata in un groviglio inestricabile. Il filo è composto, infatti, da quattro fili sottilissimi, che devono "camminare" insieme e che, progressivamente, cambiano colore per creare le meravigliose sfumature. Come fare? La soluzione più semplice sarebbe stata tagliare via la parte ingarbugliata, ma questo avrebbe rovinato l'effetto sfumato. Allora Dolcezze si è armata di tutta la sua pazienza residua e ha cominciato a districare la matassa, partendo dal fondo. Dopo tanto, tanto tempo, Dolcezze è arrivata al punctum dolens: uno dei fili, non sa come, si era avvolto intorno agli altri e proprio non era possibile liberarlo. Avrebbe potuto tagliare solo quello , ma poi ci sarebbe stato un nodo e i fili non sarebbero stati più appaiati. Oppure avrebbe dovuto eliminare un pezzo intero, ma poi i nodi sarebbero stati quattro...insomma, un vero guaio. Non sapendo che fare, lo scialle è rimasto lì per settimane. Poi Dolcezze lo ha ripreso e, mentre si preparava a un nuovo lungo combattimento col gomitolo, ha solo tirato un po': nel filo arrotolato si è creato un nodino impercettibile e tutto si è sistemato da solo.
Dolcezze ha pensato che , a volte, i problemi insormontabili hanno solo bisogno di essere lasciati decantare perché l'eccessiva attenzione li ingigantisce, mentre una mente serena capisce che, tirando appena il filo, si arriva alla soluzione.
La lavorazione dello scialle è allora ripresa, sempre lenta, sempre con poco entusiasmo.
E' come quando all'inizio di una storia, di un matrimonio, di un lavoro, si è carichi di entusiasmo e tutto sembra semplice e poi, col passare del tempo, la quotidianità, la ripetitività annoiano e stancano. Sarebbe un peccato, però, lasciare l'opera a metà, dopo tutto l'impegno profuso. Per questo Dolcezze ormai tiene la sacca con lo scialle sul divano e, quando ha cinque minuti, lavora un po'. Prima o poi, lo sa, il capolavoro si presenterà completo davanti ai suoi occhi.
E allora sarà felice di non aver mollato.
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