giovedì 17 gennaio 2019

Di compiti in classe

perché nei compiti si "scopre" pure qualcosa di nuovo...


Giorni fa Murasaki ha pubblicato un post relativo all’utilità (o inutilità) dei compiti per casa. Lì Dolcezze ha già espresso la sua opinione a riguardo, ma ora qui vuole esaminare un altro aspetto, cioè quello dei compiti in classe, anche perché recenti avvenimenti le hanno dato parecchio da riflettere.

Non è un argomento nuovo in questo blog: ogni insegnante vive con un certo fastidio la verifica scritta (e non solo perché poi gli tocca di correggerla), visto che, fin troppo spesso, esso si risolve in una specie di lotta per impedire che l’alunno si “aiuti” e renda vana la prova. In altri tempi le cose erano relativamente più semplici: bisognava controllare che non ci fossero bigliettini, fisarmonichine, appuntini nelle pagine bianche del dizionario e che le comunicazioni con i sodali fossero ridotte. Che poi lo studente provasse a copiare e, spesso, ci riuscisse anche era parte del gioco. Con l’avvento della tecnologia tutto è diventato più semplice per l’alunno e più complesso per il docente, al quale non è sufficiente requisire il primo, il secondo e, a volte, anche il terzo cellulare, perché gli strumenti di cui i ragazzi dispongono oggi sono pressoché infiniti. Ciò nonostante il docente insiste: propone prove diversificate, dispone gli allievi a scacchiera, controlla come un falco da dietro, davanti, dall’alto eppure…il furbastro ci prova ma, siccome il diavolo fa le pentole ma si dimentica i coperchi, spesso succede che lasci mollichine dietro di sé, come Pollicino.

Prima delle vacanze Dolcezze aveva somministrato una verifica di letteratura latina, in sé non particolarmente complessa, alla Quinta. Durante le vacanze di Natale l’aveva corretta, insieme a quelle delle altre classi, ma, al rientro a scuola, si era accorta che 5 compiti erano rimasti infilati nella tasca della borsa e quindi, una sera un po’ più libera, aveva cominciato a lavorarci su, confidando di risolvere la faccenda in breve. E invece no. Letto e valutato il secondo e poi il terzo compito aveva notato delle molto sospette somiglianze col primo, riuscendo anche ad individuare la fonte (anni di filologia saranno pure serviti a qualcosa). Non contenta, visto che il compito n°3 presentava un’alternanza di stili degna del miglior Petronio, era andata a scartabellare su internet, trovando l’ulteriore fonte: WIKIPEDIA!!!
Ora va bene aiutarsi, va bene cercare conforto…ma utilizza qualcosa di meno rintracciabile, diamine!
Il giorno dopo Dolcezze ha tenuto una splendida (modestia a parte) lezione ricostruendo un mirabile Stemma codicum e poi ha fatto notare le incongruenze degli elaborati. A parte la fonte 1 (che aveva fatto copiare), i due copianti hanno protestato decisamente la loro innocenza, in base al principio: “negare l’evidenza, sempre”. Alla fine, il numero 3 ha ceduto: “Va bene, lasciamo perdere la domanda 1 e 3, ma il resto come andava?” Il 2 giura e spergiura di non aver usato il telefonino.

Alla fine, a che servono le verifiche in classe? Chi sa lo dimostra benissimo all’orale, chi non sa pure e, anzi, con una verifica scritta peggiora di gran lunga la sua posizione. Non sarebbe meglio lasciar perdere? 
Maggiore serenità per tutti, minori ulcere per i prof e più tempo per lavorare in classe.

(a giorni ci saranno i colloqui: i primi a prenotarsi sono stati i genitori dei due…to be continued)


mercoledì 16 gennaio 2019

Di premi e confessioni



Ho ricevuto un premio...e son soddisfazioni! Mi ha nominato per il SUNSHINE BLOGGER AWARD ( riconoscimento per blog che, con il proprio spazio web, sono fonte di ispirazione, creatività e positività per la communityla cara Roberta de La sportina e, ora che ho un minuto di tempo, mi concentro per rispondere.

Per partecipare occorre rispettare alcune regole: 
  1. ringraziare chi ti ha nominato fornendo il link al suo sito
  2. rispondere alle 11 domande
  3. nominare altri 11 blogger che dovranno rispondere alle stesse o ad altre 11 domande
  4. informare gli 11 candidati, commentando un loro post sui social/blog o taggandoli
  5. elencare le regole del premio e mostrare il logo del sole

1) Di cosa parla il vostro blog e com'è strutturato? 
Di tante, troppe cose: di scuola, di libri, di lavori creativi, di figli e di madri, di ricordi e di pensieri...forse è un po' confusionario, come me, del resto.

2) Passione vuol dire?
Amare e trovare gioia in ciò che si fa.

3) Che cosa fate per rilassarvi?
Leggo, ricamo, lavoro a maglia, rigorosamente da sola, quando tutti sono a letto.

4) Qual è stato l'ultimo viaggio che avete fatto per piacere?
A Napoli, con i miei figli maschi, quest'estate: bellezza pura.

5) Di solito viaggiate soli o in gruppo? 
Con la mia famiglia e con amici.

6) Qual è il posto che sognate di visitare da sempre?
Provenza, Normandia e Bretagna.

7) Qual è l'ultimo libro che avete letto?
Onora il padre di Annamaria Piccione, letto per la scuola, che non mi è piaciuto molto. Ora sto leggendo Le ceneri di Angela.

8) Qual è il vostro genere di libri preferito?
Ehmmmm, tutti. Spesso leggo gialli, soprattutto se voglio distrarmi. Mio marito teme che voglia organizzare il delitto perfetto (con lui come vittima, ovvio).

9) Quanto e cosa vi piace condividere delle vostre esperienze sui social?
Poco: ricette, paesaggi e i miei lavori. Ho Instagram e Pinterest, in Facebook ho un profilo privato.

10) Che rapporto avete con il luogo in cui vivete?
Amo la mia terra in modo viscerale.

11) Cosa vi piacerebbe che venisse valorizzato?
L'impegno, l'onestà e la correttezza dei tanti che fanno il loro dovere nel silenzio e nel nascondimento, mentre si parla solo di realtà negative.

Bene, a questo punto dovrei nominare 11 blog, ma, siccome non voglio condizionare nessuno...LIBERI TUTTI! Chiunque passa di qua e voglia farsi conoscere un po' di più, ne approfitti. Siamo tutti molto curiosi!














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venerdì 11 gennaio 2019

Delle cronache di Villa Arzilla 37


Visita dallo specialista per l'ennesimo controllo della Genitrice:

"Signora, mi scusi, ma quando ci siamo incontrati due mesi fa io le avevo prescritto quell'esame...non lo trovo tra le sue carte"
"Non lo trova perché non l'ho fatto"
"E perché?"
"Perché è pericoloso. E se mi fa male? E se si scatena una reazione allergica? Meglio non stuzzicare il cane che dorme!"
"Veramente quest'esame non è particolarmente rischioso. Io lo faccio fare a tutti, perché è quello che ci dà tutte le informazioni necessarie per stabilire la giusta terapia"
"E lei mi può garantire che non c'è rischio?"
"Il Signore lo sa! Certo, una percentuale minima di rischio c'è sempre, ma io penso che valga la pena correrlo"
"Professore, queste cose vanno bene per i giovani...io ormai sono vecchia"
"Appunto, io le consiglio di correre il rischio..."
"Di morire prima del tempo? No, grazie! Io l'esame non lo faccio! Del resto prima che inventassero queste diavolerie i medici antichi come facevano?"
"..."

martedì 8 gennaio 2019

Di centrotavola natalizi (ma anche genericamente invernali)

Un breve post per far vedere i due centrotavola preparati per queste feste, realizzati con pochi materiali, ma veramente carini.
Il primo è made in Ikea, nel senso che la maggior parte dei materiali (il vassoio e gli abeti) provengono da lì. La composizione, invece, è di Dolcezze.


Il secondo parte da un'idea vista su Pinterest: un vaso, anche questo Ikea (...e no, non è un post sponsorizzato!) riempito di pigne raccolta quest'estate in pineta e arricchito da decorazioni di legno provenienti dall'Austria.



Secondo Dolcezze non sono esclusivamente natalizi, specialmente se si tolgono i nastri rossi. Che ne pensate?

sabato 5 gennaio 2019

Di gnomi e di altre decorazioni natalizie

A feste  quasi finite, Dolcezze vi presenta una piccola carrellata delle decorazioni  prodotte quest'anno, poca roba...più espressione di forza di volontà che di spirito natalizio, come già detto

Questo è stato l'anno degli gnomi:

di feltro


scozzesi

con le pigne

Poi l'immancabile cuscinetto, con pupazzo di neve


e un dolce angioletto

Che ne dite?

mercoledì 2 gennaio 2019

Di bilanci 2018

dal web

Fare un bilancio di quest'anno è quasi impossibile per Dolcezze, visto quello che le ha portato via, ma non ci vuole rinunciare del tutto, e quindi, anche se in ritardo, procede:

Lavori creativi
il 2018 è stato l'anno in cui Dolcezze ha portato a termine lavori  che stazionavano nel cesto da anni: le tendine della cucina, il lenzuolo che riprendeva un ricamo antico, uno scialle fatto con della lana della Zia Romana (e che ancora non vi ha mostrato). Ha ricamato più degli altri anni, per il Sal e gli Swap dell'Isola Creativa, per il cuginetto in arrivo, per cui ha anche usato il suo amato feltro. Ha giocato con le decorazioni natalizie, con la fettuccia e con oggetti di recupero e, soprattutto, HA USATO LA MACCHINA DA CUCIRE...e queste sì che sono soddisfazioni (che poi ogni volta debba consultare il libretto delle istruzioni è un dettaglio!)

Libri:
libri letti sono stati 50, alcuni meravigliosi, altri che le hanno fatto spesso chiedere come le case editrici possano pubblicare certe cretinate (e pubblicizzarle, per giunta!)
il libro più emozionante: Un albero cresce a Brooklin (Smith)
il libro più noioso: Delitto a teatro (March)
il libro della memoria: In una lingua che non so più dire (Ranno)
il libro più coinvolgente(ex aequo) Stoner (Williams) e Gli aquiloni (Gary);
il libro più divertente : Assassinio all'Ikea (Zucca)
il libro più inaspettatoIl racconto dell'ancella (Atwood)
il libro più doloroso: (ex aequo) Avevano spento anche la luna (Sepetys) e Orfani bianchi (Manzini)
il libro più inutile: 3/4 gialli presi a prestito su Amazon prime o, peggio, comprati con l'offerta lampo (avrebbe speso meglio i suoi soldi per un rossetto!)
il libro più lungo: The dome (King)...1037 pagine! e Le notti di Salem (King) di sole 650 pagine
l’autore più letto: Alice Basso (3), ma molti autori con 2 libri a testa (Gazzola, Nemiroski, Fusco, Manzini, King, Corciolani)
il genere più letto: giallo (24)
classici: La giornata di uno scrutatore (Calvino)
il libro dell'anno: Stoner, decisamente.

Viaggi:
pochi, troppo pochi, ma belli e importanti.
Sicilia occidentale, già visitata con i grandi e ulteriore tappa del progetto di educazione alla bellezza del Cucciolo. Indimenticabile la sua meraviglia ad Erice nel trovarsi al di sopra delle nuvole, la sua attenzione nelle visite ai musei, il suo piacere nel gustare le specialità locali.
Caserta e Napoli: giorni rubati con i ragazzi, mentre la Stella rimaneva con la Genitrice e l'Amato Bene era ancora al lavoro. Viaggio bellissimo, che ha fatto riempire occhi e cuore di bellezza e che ha permesso a Dolcezze di condividere con loro la sua passione per Napoli.

Scuola: 
tanto lavoro, ma anche tanta bellezza e ricchezza.

Figli:
crescono e cambiano (ma non in peggio).

A parte gli addii, la fatica del quotidiano, le difficoltà della burocrazia scolastica, si è camminato. Dolcezze è rimasta quasi sconvolta nel rendersi conto che sono passati 19 anni dal capodanno del 2000...che sembra ieri. 
Il tempo è relativo...andiamo avanti e ancora auguri per il 2019.




lunedì 31 dicembre 2018

Dei dolci di casa Dolcezze: Riso nero (e di Auguri)


Nella ricchissima serie di dolci natalizi che la Sicilia offre, nella zona del messinese uno dei più amati e “casalinghi” è il “Riso Nero”. 


A dire il vero, questo dolce non era tipico di casa Dolcezze (la Nonna devota non amava il riso e non lo preparava), ma è una ricetta della famosa Zia dei liquori, oltre che dell’Amicalettrice, della FataMadrina, dell’Amicadelmare…insomma di tutti tranne che di Dolcezze. Poco male, direte…e invece no! perché l’Amato Bene lo ama alla follia (e oltretutto lo può mangiare, visto che è gluten free). Dolcezze, quindi, ha raccolto informazioni, pizzini, confessioni…e ha scoperto che NON CI SONO DUE RICETTE UGUALI!!! Chi usa le mandorle e chi le nocciole, chi usa il riso parboiled e chi il Balilla, chi mette il cacao e chi la cioccolata... non c’è stata altra soluzione che sperimentare, sperimentare, sperimentare. È nata, quindi, quest’ulteriore ricetta, che ora Dolcezze vi propone, per deliziare anche le vostre papille gustative, dopo quelle della tribù, che si è scofanata l’intera produzione natalizia in due giorni.

INGREDIENTI:
Gr 500 riso ( il ribe o il roma secondo lei sono i migliori, però fate voi)
Gr 200 cioccolata fondente
Gr 200 mandorle (o nocciole) tostate
Gr 150 zucchero
Gr 50 cacao amaro
1 bicchierino di rhum (o altro liquore a piacere)
1 litro di latte (tenerne pronto dell’altro, se necessario)
1 pizzico di sale

Tritare (separatamente) le mandorle tostate e il cioccolato e metterli da parte.
Lessare il riso nel latte, aggiungendo il sale. Quando è quasi cotto (il latte dovrebbe essere quasi tutto assorbito) aggiungere lo zucchero, il cacao, le mandorle, il cioccolato e il rhum, mescolando continuamente e aggiungendo altro latte se necessario (il composto deve essere cremoso, non asciutto). Versare in piatti piani o in coppette individuali, decorando a piacere con riccioli di cioccolato e confettini colorati o con una spolverata di cannella o cacao amaro.
Alcuni aggiungono anche i canditi (coi dolci al Sud si abbonda di tutto), però a casa Dolcezze si preferisce senza.  Si appronta in mezz’ora (tutto compreso) e quindi, anche se Natale è già passato, si può ancora preparare per Capodanno o per l'Epifania. 

Tanta dolcezza è anche l'augurio per il nuovo anno, che si spera ci possa portare pace, salute e serenità, ché il 2018 non è stato molto gentile da queste parti.Ringraziamo comunque Dio, per quello che ci ha tolto, ma anche per quello che ci ha dato e confidiamo nel Suo aiuto.


Buon 2019 a chi passa di qua...e al prossimo post per bilanci e propositi!


(AGGIORNAMENTO DEL 2/1/2019: una fonte attendibile ha raccomandato di aggiungere lo zucchero solo quando il riso è cotto e poi, a seguire, gli altri ingredienti perché, pare, lo zucchero ne blocca la cottura)