Di gridi e speranze
Stamattina mi sono svegliata un po' così. Ieri sera ho fatto tardi per il compleanno di un'amica e al rientro avevo voglia di andare avanti con un romanzo che sto leggendo e che mi ha preso molto. Ho letto un po', si è fatto troppo tardi e, morale della favola, stamattina il risveglio è stato più difficile del previsto. Mi sono alzata con gli occhi chiusi, mi sono trascinata fino alla cucina pensando a tutto quello che mi aspetta oggi: una giornata scolastica di 6 ore, comprensive di ricevimento dei genitori, che sarà certamente pesante, come sempre. Insomma non è proprio una gran partenza. Prendo la tazzina, verso il caffè e sento qualcosa di strano. Alzo la tapparella. Non è una gran giornata di luce: il sole è coperto e si vede soltanto un po' di luminosità tra le nubi. Di nuovo dei suoni. Non è il solito tubare dai colombi, no, è qualcos'altro. È un coro di uccellini che cantano. Finisce uno risponde l'alt...








