giovedì 18 ottobre 2018

Di 50 scatole

dal web


I piumoni e le coperte
I vestiti, i maglioni, le scarpe e gli stivali
Le lenzuola e gli asciugamani
Le pentole e i piatti…

Cosa posso prendere in 2 ore? Cosa può entrare in 50 scatole?

Le foto, i libri, il computer, il televisore
Il vestito da sposa
Il servizio buono
Il lenzuolo della nonna
I giocattoli dei bambini

La mia vita non può entrare in 50 scatole. Da giorni mi chiedo cosa fare, cosa prendere, cosa lasciare, in 2 ore. E non ci riesco. Penso che alla fine nella fretta afferrerò qualcosa di inutile: il pelapatate, il pigiama vecchio, delle scarpe scomode, ma non potrò portare con me le risate, i pianti, gli scarabocchi sui muri e le tacche sulla porta per misurare la crescita dei bambini. 
Non potrò portare con me la vista dalla finestra, sempre uguale (eppure diversa) da anni, la vaschetta del bagnetto e la culla dei bambini ormai cresciuti, le chiacchiere con la vicina di pianerottolo e le litigate col vecchietto che abita sopra. 
Non potrò portare con me la poltrona dove concludevo la mia giornata, con accanto il plaid e la lampada, le teglie a cuore per le torte di anniversario, la collezione di Topolino e la macchina da cucire della mamma.

Forse così è peggio che per un terremoto: lì crolla tutto, lì perdi tutto. Qui sei tu a dover scegliere, selezionare, scartare, e senza la possibilità di tornare indietro. 
Una cosa presa, una lasciata...
Forse così è meglio: almeno puoi prendere qualcosa attorno alla quale ricostruire il tuo nido.
Una cosa presa, una lasciata...

Sicuramente è altro ciò che conta: l’essere vivi e insieme, il futuro altro, diverso, nuovo…ma sempre futuro.
Sicuramente ogni giorno sarà un altro giorno.
Sicuramente ripartiremo, ma lo strazio di oggi ci segnerà per sempre.
Una cosa presa, una lasciata…

(con nel cuore gli sfollati di Genova)

lunedì 15 ottobre 2018

Di lessico famigliare 10


Appeso ad un gancio nel bagno c’è l’accappatoio dell’Amato Bene:
“Mamma, ma questo accappatoio è un po’ scolorito, non trovi?”
“Decisamente! Considera che lo usa da quando ci siamo sposati: l’ho lavato e rilavato…il colore è un po’ andato, ma la spugna è perfetta. L’accappatoio che papà ha al mare, pur di ottima qualità, non ha la stessa capacità di assorbenza …per questo lui non lo vuole sostituire. “
“Ma com’è possibile? Ventitré anni ed è ancora nuovo…”
“Ai tempi era costato carissimo. Sai, come diceva il Nonno: “O caru cattaci, o mercatu pensaci” *
E così, per contrapposizione, Dolcezze ha ricordato un altro vecchio modo di dire di famiglia: “Picca santi, picca paternostri”**, con il quale si intendeva che ciò che costa poco vale poco.
Così, infatti, diceva il Genitore ogniqualvolta un acquisto economico si rivelava di mediocre qualità. “Non puoi pensare che una cosa che costa poco sia resistente: se vuoi la qualità devi pagarla. E, tra l’altro, quello che spendi in più lo recuperi con la durata del prodotto: la qualità si paga, ma…paga.”

Dolcezze ha fatto delle ricerche, ma non ha trovato questa espressione attestata da nessun’altra parte. Qualcuno la conosce? E’ presente in qualche altro dialetto? Le piacerebbe saperlo…Certi momenti pensa che qualche suo antenato avesse una fervida immaginazione e “inventasse” modi di dire…

*Compra subito ciò che trovi a caro prezzo, rifletti bene prima di comprare ciò che è economico

**L'espressione letteralmente significa che se ci sono pochi santi in chiesa ci sono poche preghiere (e quindi poche offerte).




mercoledì 10 ottobre 2018

Di cose che non vorresti mai vedere 2

Verifica su Manzoni, per chiudere col programma dell'anno scorso e cominciare Leopardi: Dolcezze corregge, corregge...e poi si imbatte in questa pagina


come "forse"?  Forse ci sono opere manzoniane più importanti dei Promessi Sposi?
E si ricorda di quando un altro alunno aveva scritto in un compito "secondo il mio modesto parere, Leopardi ha una visione pessimistica dell'esistenza umana" ed era stato rinominato La Palice.
Mentre sorride  (e medita filosoficamente sul fatto che i ragazzi sono spesso talmente insicuri da non riuscire ad affermare, a voce forte e chiara, quanto conoscono) si trova davanti un altro compito:


Ecco chi, invece, esprime con limpida chiarezza le sue conoscenze...

giovedì 4 ottobre 2018

Di marmellata* di peperoncini piccanti



*sì, marmellata si dice solo di quella di arance, ma chissenefrega!


Dolcezze per ora è presa dalla casalinghitudine e si è data alle conserve. Ha rifatto la marmellata delle prugne del suo albero, l'ha fatta pure con le albicocche, ma ora è tutta protesa ai regali di Natale. Sa che le confetture da mangiare coi formaggi sono sempre un regalo gradito, per cui, dopo la marmellata di cipolle, ne ha sperimentato una di pere e, soprattutto, ha pensato bene di provarne una di peperoncini piccanti. L'anno scorso aveva provato una ricetta trovata in rete, ma, ovviamente, non la trova più  e, comunque, le era sembrata trooooppo piccante, anche se era stata apprezzata dai pochi eletti che l'avevano assaggiata (ne aveva fatto solo un vasetto).
Quest'anno ha fatto una sintesi di quelle della sua bacheca di Pinterest ed è venuta fuori questa ricetta, che le sembra riuscita:

gr. 700 di peperoni rossi
gr.150 di peperoncini piccanti (rossi, ovviamente)
gr.400 di zucchero
ml 30 di aceto bianco 
1 pizzico di sale.

Pulire bene i peperoni e i peperoncini, eliminando semi e filamenti (indossare i guanti, se non si vuole rimanere con le mani "piccanti" per un bel po'), poi tagliarli a pezzetti e metterli nella pentola con gli altri ingredienti e portare a cottura. Alla fine frullare a piacere con un frullatore ad immersione e invasare, seguendo le solite regole (certo, se avete il Bimby, fate prima).

Il risultato è veramente buono, anche se Dolcezze pensa di aumentare un po' la dose di aceto la prossima volta, per far sentire meglio la nota agrodolce.

Buon appetito!

martedì 2 ottobre 2018

Di chi cresce e si innamora (o forse si innamora perché cresce)


foto dal web
Dolcezze avrebbe dovuto parlare della sua cattedra scombinata, delle sue QUATTRO classi, della sua meravigliosa Quinta al suo ultimo primo giorno di scuola (accompagnato da maglietta celebrativa), della sua bellissima Seconda, in cui i maschi hanno cominciato a crescere, della Quarta, perduta per due anni e ora ritrovata, della Terza ancora sconosciuta, ma non ne ha avuto il tempo. Qui si pedala, si corre e anche il blog, ovviamente, langue...ma questo dialogo col Cucciolo non può non raccontarvelo.

"Mamma, ma tu lo sai che io sono nella pubertà?"
"Chi te lo ha detto?"
"La supplente, oggi. Ci ha detto che i maschi dai 12 ai 18 anni sono nella pubertà, le femmine, invece, dai 10 ai 16 anni. Io a gennaio ne compio 12, quindi..."
"Giusto, stai crescendo...vedi come sei diventato alto?"
"E sì. Ehm, mamma...posso dirti anche un'altra cosa?"
"Certo!"
"Mi sono fidanzato."
"Con chi? E lei lo sa?"
"Con C. Le ho scritto un biglietto e gliel'ho messo nello zaino."
"E lei che ti ha detto?"
"Niente."
"Ma l'hai firmato?"
"No di certo!"
"E come pensi che possa capire che sei tu?"
"Mah, non lo so...lei vede che io scrivo sempre."
"Ehm...ma così forse non capisce..."
"Non ti preoccupare."

Qualche ora dopo

"Mamma, per quella cosa...ha risposto"
"Ha capito che eri tu? E cosa ha risposto?"
"Non lo so se ha capito, ma comunque ha scritto nello stato di WA che non le piace nessuno della classe"
"Ah...e sei dispiaciuto?"
(scrollatina di spalle) "No, no...ne troverò un'altra. Mamma, mi prepari una torta?"



giovedì 27 settembre 2018

Delle cronache di Villa Arzilla 32


foto dal web
Il cuginetto è nato, sta bene ed è bellissimo. La Genitrice, com’è ovvio, vuole conoscerlo e per farlo decide di sfidare gli innumerevoli gradini che separano la sua casa dal parcheggio dell’automobile. Prima, però, chiede a Dolcezze di comprarle un regalino da portare al bimbo:
“Prendi qualcosa di carino, ma non di misura piccola, che possa mettere quando farà freddo.”

Dolcezze esce con la Stella e compra una deliziosa tutina. La Stella, saggiamente, consiglia di fotografarla, per farla vedere alla Genitrice, visto che la commessa deve fare una confezione regalo.

Arrivati a casa:
“Perché il pacchetto è chiuso? E io come faccio a vedere quello che hai comprato?”
“Non ti preoccupare: la Stella ha fatto la foto, così lo puoi vedere”
La Genitrice osserva la foto e prende il pacchetto.
“Ma che fai?”
“Lo apro per guardare la tutina!”
“Ma se ti abbiamo fatto la foto!”
“E che devo regalare la gatta nel sacco? E se poi non mi piace?”
“Ma, anche se non ti piace, io non vado certamente a cambiarla! La puoi vedere più tardi, quando gliela portiamo”
“Non se ne parla! Se non mi piace, almeno dico subito che non lo condivido”.

E apre il pacchetto.

Santa Dolcezze, ora pro nobis.

(qui e qui i doni preparati da Dolcezze per il piccolo)


domenica 23 settembre 2018

Di piacevoli novità

foto dal web

Per anni il tuo senso estetico è stato offeso da orribili magliette nere con disgustose stampe e dal mono-look jeans+maglietta per tutte le occasioni
per anni il tuo orecchio è stato offeso da musica rumori indistinti, versi gracchianti, suoni sgradevoli e penetranti
per anni il tuo olfatto è stato offeso dal rifiuto di usare profumi e/o deodoranti, giudicati troppo femminei ("Del resto mi lavo, non puzzo...che bisogno c'è?")
per anni non hai potuto coccolare, spupazzare, abbracciare e neanche toccare tuo figlio 
e poi...

una mattina il tuo ragazzo entra vestito di tutto punto, con pantaloni rossi(!) e camicia bianca (!), tutto profumato e ti abbraccia, mentre dal suo telefonino esce una musica strana ...
"Ma che stai ascoltando?"
"I Beatles, non li conosci?"
"Io sì...non sapevo li conoscessi tu..."

Forse l'adolescente è cresciuto.