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Della festa della Madonna ( e di pranzi)

Ci sono giorni in cui le assenze pesano di più, in cui la memoria, che a volte fatica a tener dietro a nomi e cose, decide che è il momento di portare a galla ricordi sepolti nelle profondità del tempo, storie di bambini, giochi in cortile coi cugini...e pranzi di festa. La Madonna della Lettera, patrona della città, e S. Pietro e Paolo, onomastico della Nonna e dello Zio,  erano i giorni di festa di giugno, quelli in cui la famiglia si riuniva e la casa era piena della gioiosa confusione di fratelli, sorelle, cognati e nipoti di tutte le età che per niente al mondo avrebbero saltato l'evento:  la festa, appunto. E per queste due ricorrenze c'era il menu fisso: la ghiotta di pescespada, con cui condire la pasta "margherita" (quella che oggi si chiama spaccatelle). "Gli altri tipi non vanno bene: vedi? Questa "raccoglie" il sugo, imprigiona i capperi e le olive...per questo è più buona."  Il sugo sobbolliva dal mattino, nella grande pentola di allu...

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