venerdì 22 giugno 2018

Di solitudine (e prove d'esame)

Automat, E. Hopper


C’è da riflettere sulle prove di italiano della maturità di quest’anno e non sulle tracce (peraltro a me piaciute abbastanza), ma sulla tipologia preferita dagli alunni, quella sulla solitudine.
Certo, non si tratta di una sorpresa assoluta: l’adolescente è ontologicamente solo, anche se vive in gruppo e non sembra manifestare particolari disagi.
L’adolescente è solo nell’interrogare il suo corpo che cambia, nel vivere i suoi sentimenti contrastanti, nello scoprire l’altra metà del cielo, nel perdersi nella contemplazione di un progetto, di un ideale. L’adolescente è solo nelle sue paure, nei suoi sogni e nei suoi bisogni, nonostante sembri perfettamente inserito nella famiglia, nel gruppo classe e nella comitiva di amici, nonostante, spesso, non se ne renda conto nemmeno lui. In questi giorni ho letto critiche su questa traccia, che è stata definita bellissima, ma inadatta ai ragazzi. 
Non ho la presunzione di avere ragione, ma credo, per esperienza diretta, che la solitudine si impari a conoscerla proprio da adolescenti e che, semmai, si impari a conviverci (e ad amarla) da adulti.
L’adolescente ha verso di essa un atteggiamento duplice: da una parte la fugge, preso da quell’horror vacui che lo spinge a riempire ogni spazio buco del proprio tempo, dall’altro la ricerca, chiudendosi nella sua stanza ed escludendo il mondo.
Tra l’altro la solitudine è una risorsa. Per tirare in ballo Seneca, è il momento privilegiato dell’incontro con sé stessi, della progettazione, dell’analisi e dell’autoanalisi, del silenzio.
E questo è l’aspetto buono. Meno buono è quello dell’isolamento, che mi pare il più diffuso oggi, anche (o forse proprio a causa) dei telefonini e dei social. Non dico certamente nulla di nuovo quando noto che i ragazzi di oggi sono più soli di quanto lo fossimo noi, anche se sono costantemente “connessi”.
Da ragazza io mi sentivo sola. Pensavo che nessuno mi capisse e non parlavo molto di me, pur essendo una ragazza aperta e, a detta di tutti, solare ed estroversa. Spesso mi capitava di cercare la solitudine, proprio per ritrovarmi con me stessa, ma se volevo stare con gli altri mi bastava fare una telefonata, fissare un appuntamento, uscire o ricevere qualcuno. Oggi, per assurdo, è tutto più difficile: non sempre ad un contatto telefonico (o sui social) segue un incontro diretto. Perfino le storie d’amore nascono e muoiono in “contumacia”. E l’adolescente è solo in famiglia, con gli amici, a scuola. Per questo il tema della solitudine mi pare fin troppo adatto ai maturandi.

Che poi per noi adulti la solitudine sia a volte una realtà desiderata (e per gli anziani un incubo temuto) è una certezza, ma forse ne parlerò un’altra volta.



martedì 19 giugno 2018

Della mamma copertina


No, non parlo di mamme da copertina, categoria dalla quale, ahimè, sono tragicamente esclusa, ma di mamme copertina, (avete presente la coperta di Linus?).

Piccolo passo indietro: giorni fa Murasaki mi ha sfidato. Commentando un suo post sulla fine della scuola, mi riservavo di raccontare a mia volta i miei scrutini, qualora l'Erede, sotto esami, mi avesse dato un'ora libera. Lei, ASSAI MALIGNAMENTE (cit) insinuava che forse avrei dovuto io lasciare libero lui.
BIECA, BIECHISSIMA INSINUAZIONE!!! Da una settimana buona io non ho un minuto libero, altro che un'ora! L'Erede, infatti, sta preparando un esame impegnativo e chiede pretende la mia presenza. Per carità! Io non faccio nulla, lui fa tutto da solo, ma vuole che io sia in casa, in zona, pronta ad accorrere in caso di necessità. Il povero Erede bivacca in camera sua, vive tra letto e scrivania, rifiuta il conforto degli amici, non cura le sue relazioni sociali, mangia in maniera compulsiva...e anche luil'uomo fatto, vuole la sua mamma. 

Per favore, non dite che sono io la mamma oppressiva, prevaricatrice e prof. No. Io vorrei solo leggere e ricamare, possibilmente nel Buen Retiro, nella mia comoda poltrona, ascoltando gli uccellini cantare e combattendo con le zanzare. Vedo Foscolo e Montale pure in sogno e, confesso, ma non ditelo ai miei alunni, comincio ad essere allergica alla letteratura. 
Ho bisogno di un periodo di disintossicazione. 
Procuratemi degli antistaminici.



venerdì 15 giugno 2018

Di incongruenze

dal web

“Cucciolo, hai lavato i denti?”
“Certo, che credi?” Io sono grande!

“Guarda che belle magliette ti ho comprato!”
“Mamma! Ormai sono grande, voglio sceglierle io le magliette!”

“Che è questa cosa che dovete andare in pizzeria da soli, senza genitori, per festeggiare la fine della scuola? Mi sembra un po’ prematuro!
“Mamma, smettila di fare storie. Solo tu ti preoccupi: ormai siamo grandi!”

E così Dolcezze si deve rassegnare al fatto che il proprio bambino pensa di essere un ragazzo che non ha bisogno dei suoi consigli non richiesti, che sceglie cosa indossare e, soprattutto, che vive l’esperienza di una serata in pizzeria coi compagni senza genitori. E poi…

Comunicazione al telegiornale locale: “Per due giorni verrà sospesa l’erogazione idrica per la risoluzione di un guasto. I cittadini sono invitati ad attrezzarsi per ridurre gli inevitabili disagi.”
Dolcezze si attiva immediatamente: “Riempiamo qualche pentola e, soprattutto, mettiamo un po’ d’acqua nella vasca da bagno”. Il rumore argentino dell’acqua corrente si diffonde per la casa e giunge alle orecchie del Cucciolo, impegnato alla Play Station: 

“Che succede?”  
“Stiamo riempiendo l’acqua: pare che domani non ne avremo.” 
“Ah…pure la vasca?” 
“Sì, non si sa mai”

Il Cucciolo si allontana furtivo, entra nella sua stanza e torna con le mani ingombre di pupazzetti di gomma di ogni specie. Entra nel bagno e socchiude la porta. Dolcezze incuriosita sbircia dalla fessura e lo vede a giocare con i pupazzetti nell’acqua. Quando dopo un po’ esce:

“Ascolta, mamma. Quando torna l’acqua, invece della doccia voglio fare un bagno coi pupazzetti. Mi sono divertito molto oggi”

E questo è il ragazzo che ormai è grande.

Coraggio, Dolcezze, per l’adolescenza c’è ancora un po’ di tempo.



domenica 10 giugno 2018

Di calamite feltrose

Nel mese di maggio nell'Isola Creativa è stato organizzato uno swap carinissimo dal titolo "Calamitando". Dolcezze non è molto attiva in questo periodo e quindi per questa volta ha creato poco e ha comprato tanto. Per la sua abbinata, Adriana, che vive al Nord, ha pensato di offrire dei doni molto "siculi": una calamita di ceramica, con una decorazione di limoni e un libro di ricette tradizionali siciliane. Voleva però, fare qualcosa con le sue mani e per questo ha ideato questa calamita di feltro (già ne aveva fatta una tempo fa).Prima ha disegnato un panorama marino molto essenziale, ha tagliato i singoli pezzi e poi li ha assemblati, ricamando i dettagli. E' poca roba, ma secondo voi esprime l'idea?




Anche Dolcezze ha ricevuto dei bei regali, da parte di Annalisa che, visto il periodo non particolarmente fortunato, ha pensato a dei doni "propiziatori" e quindi ha abbondato con le coccinelle!





Oltre a due calamite molto adatte alla destinataria che ama molto leggere e scrivere, due deliziosi handmade e, soprattutto, una ricetta piemontese di famiglia che, appena finito di correggere compiti, Dolcezze sperimenterà.

Anche questo swap è stato un successo! Per vedere gli altri doni passate dall'Isola Creativa.

mercoledì 6 giugno 2018

Di cose che non vorresti mai sentire 4

Ultimi giorni di scuola, i peggiori, quelli che vedono i professori sommersi da inutili scartoffie, gli studenti che hanno studiato freschi e rilassati e quanti hanno "cicaleggiato" tutto l'anno impegnati nel tentativo di salvare il salvabile. Dolcezze odia questi giorni, perché non tollera la "corsa dell'asino", che pure non può rifiutare. Eppure, ad un occhio orecchio attento, non mancano piacevoli occasioni di divertimento.


Verifica sommativa di Storia, Interventista si propone in tutto il suo splendore:
"Viene organizzato un accordo privato, detto primo triumvirato, fra Pompeo, Cesare e Grasso. Mentre Grasso va a combattere contro i Prati, Cesare va a conquistare la Gallia. Questa si distingueva fra Gallia Cisalpina e Gallia Transilvania. Richiamato a Roma, Cesare decide di oltrepassare con l'esercito il Rubicone, che rappresentava il limite del proemio..."

(E mentre lui parla Dolcezze immagina un grassone che saltella sui verdi prati, tipo ippopotamo col tutù rosa di Fantasia, mentre sullo sfondo appare il conte Dracula, pronto a morderlo sul collo, che declama: "Cantami, o Diva, del Pelide Achille l'ira funesta...")

"...Tiberio Cracco voleva eliminare il latifondo, che portava a coltivazioni di tipo distensivo"

Anche Dolcezze vorrebbe distendersi!

Zittite Interventista, per carità...

domenica 3 giugno 2018

Delle cronache di Villa Arzilla 27

foto dal web

Dopo il martellamento di giorni e settimane da parte di Zia 2, Dolcezze, ormai sfinita,  ha deciso di accontentarla e di andare al Paese a prenderle quanto le serviva, approfittando del fine settimana.

"Allora, devi prendere nell'armadio le gonne nera, blu, bianca e verde, i vestiti di cotone, le magliette gialla, blu, bianca e viola, le cinture che trovi nell'armadio sopra, le ciabatte mie e di Zio 1, che sono nella scarpiera, qualche foulard e delle giacche di cotone. Poi, se vedi qualcos'altro, portamelo pure"
Dolcezze cerca di correggere compiti quando Zia 2 la chiama: 
"Vieni subito che ti devo dire cosa mi devi portare se vai al Paese"
"Zia, me l'hai già detto!" 
"No, devi venire subito!" 
Peccato, però, che un flessibile sotto il lavandino si rompa e allaghi mezza cucina. Dolcezze attende l'idraulico e raccoglie acqua, dimenticando completamente l'intimazione della Zia. Al mattino parte e riceve la chiamata di Sorella che ha subito la sua ira funesta, visto che Dolcezze non era andata a prendere le indicazioni. 
Arrivata, fa la consueta caccia al tesoro nella Grande Casa, trova tutto a parte le ciabatte e torna alla base con un corredo degno della principessa Sissi: non solo tutto quello che era stato richiesto, ma pure due completi e due camicie. 
Zia 2 tira fuori dalla valigia 4 gonne, 5 vestiti, 3 magliette, 4 cinture, 3 foulard, 2 giacche di cotone, i 2  completi e le 2 camicie. Controlla tutto con attenzione, poi scuote il capo: 
"Hai dimenticato le cose principali." 
"No, ho preso tutto!" 
"Mancano le ciabatte" 
"Ma nella scarpiera non c'erano! Ho guardato bene!" 
"E chi te l'ha detto di cercare nella scarpiera! Ti avevo detto che erano nel sottotetto! Se fossi venuta quando ti ho chiamato non avresti sbagliato" 
"..."
"E comunque...manca la maglietta viola! E' proprio vero: chi vuole va e chi non vuole manda!"

lunedì 28 maggio 2018

Di borse di fettuccia 8 (con pseudotutorial)

In realtà Dolcezze, da quando ha contratto la "fettuccite" al Meeting dell'Isola Creativa di tre anni fa, ha prodotto ben più di 8 borse di fettuccia, ma molte non le ha nemmeno fotografate prima che prendessero il volo, altre sono immortalate in qualche raccolta di qualche telefono morto e sepolto e, quindi, per ora vi fa vedere questa e si riserva di mostrarvi le altre se e quando troverà le foto.



Il tutto parte da una fettuccia di tulle blu, trovata per caso in un banco del mercato dopo che da tre anni Dolcezze la cercava, inutilmente, di quel colore: dietro richiesta non ce n'era  e invece, per caso...eccola qua.  Ovviamente la fettuccia è immediatamente finita nel cestone, da dove occhieggiava da mesi. A onor del vero, la borsa blu in questo periodo è stato l'ultimo dei pensieri di Dolcezze, ma un'imprevista occasione ne ha preteso l'immediato utilizzo. Già lei aveva utilizzato il tulle per una borsa deliziosa, che però aveva il limite di essere troppo morbida. Per questo stavolta ha pensato ad un punto più "rigido". 
Ha fatto una catenella che ha lavorato con il punto basso in costa, ottenendo un rettangolo di circa 28 x40 cm. Ha poi unito i lati, li ha cuciti a spina di pesce, come già fatto qui, e poi ha creato un bordo superiore ad anello con due giri di punto basso.
Come al solito, è stato più complicato completarla con bottone interno e catena che uncinettarla. Poiché le sembrava un po' troppo scura, ha poi deciso di decorarla con una mezza perla appoggiata su uno yoyo di fettuccia.


Dolcezze è molto soddisfatta e spera che questo lavorio segni la ripresa delle attività creative.  A voi come sembra?