venerdì 22 marzo 2019

Della raccomandata




Quell'avviso, trovato nella buca della madre una domenica mattina l'aveva turbata; nessuna indicazione di mittente, né di contenuto: "Potrà ritirare la raccomandata a lei indirizzata presso la Posta Centrale, a partire da mercoledì, presentando questo avviso".
"Ma che può essere?" Il marito, sempre ottimista, aveva affermato: "Sicuramente sarà qualche tassa non pagata, o qualche multa". "Ma no-aveva risposto lei-il destinatario sono io, ma l'indirizzo è quello di mamma e io non vivo più in questa casa da 25 anni, quindi qualsiasi eventuale multa sarebbe abbondantemente prescritta". "E allora potrebbe essere qualcosa dal Ministero...quando hai cominciato vivevi ancora qua" "No, tutto arriva in ufficio..."
Il figlio, ottimista: "Secondo me è la comunicazione di un'eredità. Non hai nessuno zio d'America?""No, no...tutti radicatissimi al territorio, e tra l'altro sono io l'amministratrice dei loro beni, quindi..."
La figlia, romantica: "Forse è un antico amore che ti vuole ricontattare e, non conoscendo il tuo nuovo indirizzo, utilizza il vecchio" "Ma scusa, in quest'epoca così social, non pensi che mi potrebbe contattare via Fb? Tra l'altro sono lì con nome e cognome..."

A letto, la sera, non riusciva a prendere sonno. Fatto salvo che riteneva impossibile sia l'ipotesi multa che quella eredità, quella dell'antico amore si insinuava con insistenza e le suscitava una certa emozione. 

Chissà dov'era, cosa faceva quel ragazzo con cui passeggiava mano nella mano e con cui comunicava con biglietti abbandonati in luoghi strategici o con telefonate agli amici. Altri tempi: cabine con i gettoni, che nelle interurbane cadevano a pioggia. E, comunque, non avevi molto tempo per parlare, perché c'era sempre qualcuno che, dall'esterno della cabina, ti faceva cenno battendo col dito sull'orologio o, peggio, cominciava a sbraitare dando pugni. 
Si erano incontrati in chiesa (ironizzavano su questo, nuovi Dante e Beatrice) e dopo qualche settimana lui l'aveva abbordata in maniera un po' ridicola: "Raffreddata, eh?" E lei, tra uno starnuto e un altro, aveva risposto: "Mi pare evidente, ma in realtà è allergia". Era cominciata così, e quel giorno sarebbe rimasto per loro l'Elephant Day, per via della sua "proboscide" arrossata.
Camminavano e parlavano, parlavano e camminavano, in appuntamenti segreti ai rispettivi genitori, organizzati con amici compiacenti. E si confrontavano su tutto, soprattutto sui libri letti, e lei imparava da lui storie e storie e lui da lei storie e storie. 
Erano giovani. Forse erano l'uno per l'altra la persona giusta, ma si erano decisamente incontrati al momento sbagliato. Le loro strade si erano separate e solo qualche sporadica notizia  attraverso una vecchia amica comune aveva permesso all'uno  e all'altra di avere qualche notizia di matrimoni, di nascite e di morti. Nessuno dei due aveva mai voluto cercare un contatto diverso. 

E ora quella raccomandata. E se veramente fosse stato lui? Che avrebbe dovuto fare lei? Rispondergli? Chiamarlo? 

Lunedì, martedì...aspettava con timore e tremore il mercoledì, anche perché, a quel punto, si era veramente convinta che fosse una sua lettera.
Il mercoledì alle 8.20 era all'Ufficio postale, con le guance rosse per l'emozione e il cuore che batteva a mille. Non era più l'attempata signora, ma la timida diciassettenne che aspettava il solito bigliettino con luogo e ora dell'appuntamento. 
Troppo lento l'impiegato a cercare, troppo lento a trovare la busta e a consegnargliela. 
E finalmente la prende, la apre col cuore in sospeso...

...e trova la nuova tessera Bancomat del Libretto Postale della madre, cointestato.

Rumore di cuore infranto.

lunedì 18 marzo 2019

Di ghirlande di lavanda

Pensate che dopo aver sperimentato con successo la produzione di lavanda, avrei potuto abbandonare l'idea? Naaaah! E con la Primavera incombente, cosa c'è di meglio di una ghirlanda?


Un cerchio di polistirolo rivestito da strisce di iuta, pizzo e nastro color glicine, due rametti di lavanda...e la ghirlanda è fatta! 
Adesso aspettiamo che arrivi la Primavera: noi siamo pronti!

venerdì 15 marzo 2019

Delle cronache di Villa Arzilla 40

A causa del nuovo acciacco della Genitrice, Dolcezze ha ripreso la sua seconda attività lavorativa, quella di infermiera. Ogni pomeriggio, all'ora stabilita, si trasferisce a casa della Genitrice per farle un'iniezione, e ovviamente questa visita si protrae per ben più del tempo necessario, visto che si finisce a chiacchierare e ad ascoltare le novità del cahier des doléances quotidiano. Questo, ovviamente,  anche se Dolcezze ha ancora un milione di cose da fare a casa sua. 

Oggi: 
"Eppure, Dolcezze, non tutti i mali vengono per nuocere..."
"In che senso?"
"Beh, con la scusa dell'iniezione sei obbligata a venire tutti i giorni, e così mi fai compagnia."


martedì 12 marzo 2019

Delle cronache di Villa Arzilla 39

Ennesimo problema di salute della Genitrice. 
Il medico, preoccupatissimo, le intima di stare a letto e di non considerare neanche la possibilità di trasferirsi in poltrona.

"Genitrice, il dottore non ti ha consigliato di stare a letto, te l'ha ordinato: è chiaro? Non ti devi alzare se non per estrema necessità"
"Sì, vabbè...e come faccio?"
"Fai: del resto c'è Lei. "
"E chi bada a Lei? Chi le prepara da mangiare?"
"Che vuol dire?" 
"Sono io che bado a Lei, non lo sai? Te lo dico sempre! Io devo pensare a cosa mangiare, io cucino. Lei guarda e basta!"
"E quindi?"
"Ci devi pensare tu..."

dal web

"Ah, dimenticavo! Chiedile cosa vuole mangiare...è un po' schizzinosa"

Ed ecco che Dolcezze è diventata la cuoca-badante della badante. Pensatela.

sabato 9 marzo 2019

Di lavanda (e di Swap)


Anche quest'anno nell'Isola Creativa è tempo di Swap. In attesa della Primavera, il nostro tema è stato "Piantala!", titolo spiritoso per un'occasione di scambio a tema fiori e giardinaggio. La mia abbinata è stata Adriana, la bravissima proprietaria della Baita della nonna, con la quale sono già stata gemellata più volte (se vuoi curiosare, leggi qui e qui). 
Prima di conoscere l'abbinamento, avevo pensato ad un ricamo a punto croce, ma, una volta svelato l'arcano...non ho più avuto il coraggio. Chi è andato nel blog di Adriana conosce la sua perfezione nel ricamo e nella confezione...come avrei mai potuto "sfidarla"?
Il tempo era poco, gli impegni scolastici troppi, per l'handmade ho avuto un'idea particolare, che spero le sia piaciuta.
Intanto ho preparato un fiore all'uncinetto e del pizzo viola con cui ho decorato due semplici lavette bianche,


che poi ho arrotolato in forma cilindrica e ho fermato con un nastro di iuta decorato con lo stesso pizzo. 

Ho poi creato dei rami di lavanda 

con del pannolenci, seguendo in parte questo tutorial in rete, e li ho raccolti in un mazzetto con del nastro in tinta che ho poi inserito nel "vaso" di spugna.

Che ve ne pare?

Io, invece, ho ricevuto da Giuditta un biglietto molto carino e una rosellina all'uncinetto che ha già trovato una sua collocazione, oltre che, ovviamente, dei semi da piantare... in perfetta sintonia con il tema dello swap. Del resto anch'io ho inviato ad Adriana la stessa cosa! 



Appuntamento al prossimo swap! 

mercoledì 6 marzo 2019

Di parola data, di buoi e di corna (e Di lessico famigliare 14)




C'è stato un tempo in cui per stringere accordi, patti, stipulare contratti, vendere proprietà, bastava stringersi la mano: niente notaio, niente testimoni: "La mia parola è parola di re", amava dire il Genitore e prima di lui suo padre e il padre di suo padre. Mai un uomo "antico" si sarebbe tirato indietro dopo essersi impegnato per qualcosa (ricordate il padron 'Ntoni dei Malavoglia? Ipoteca la casa pur di pagare il debito dei lupini!).

E la Nonna devota, cresciuta nel secolo scorso, in una società maschilista, diceva: "Per quanto riguarda la parola, io sono meglio di un uomo!", ad evidenziare che la questione non stava nell'essere maschi o femmine, ma nel "rigore" personale.
A riguardo, la Nonna amava citare un proverbio oggi poco in uso, ma non meno attuale: "L'uomo per la parola, il bue per le corna", cioè "L'uomo si caratterizza per la parola data, come il bue per le sue corna".

Dolcezze lo ha ricordato proprio oggi ai suoi alunni, che pur essendosi impegnati per un'attività, hanno poi deciso di lasciarla perdere perché troppo impegnativa. Poca roba, per carità, ma sintomatica dell'importanza che viene data oggi alla parola data, come testimoniano le repentine giravolte di uomini politici che, dopo aver a voce forte e chiara per mesi (o anche per anni) propagandato la loro "diversità" rispetto agli altri, dopo aver difeso ad oltranza le loro posizioni relative a scelte ideologiche o pratiche, all'improvviso cambiano atteggiamento, modificano progetti e mutano alleanze, e, se chiamati a giustificare questi voltafaccia, hanno pure l'ardire di negare o comunque di giustificare in nome di un "bene superiore".

(Curiosità: questo modo di dire è noto a qualcun altro? Comincio a pensare che casa mia,  per quanto riguarda la lingua, fosse un mondo a sé)






domenica 3 marzo 2019

Di come ti travesto il Cucciolo 6: Miguel di Coco


Mentre è intenta alla difficile digestione del mitico sugo di Carnevale della Nonna che, come ogni anno, ha devastato deliziato tutta la famiglia con la sua sontuosità, Dolcezze vi mostra al volo il costume che il Cucciolo ha approntato per sè quest'anno, rifiutando le proposte materne (e togliendole un'incombenza che, onestamente, le dà molto piacere).
Dopo aver visto Coco, film bellissimo che anche Dolcezze ha molto amato, ha deciso che si sarebbe travestito da Miguel. Il bello è che Miguel veste abiti normali (maglietta bianca, jeans e felpa rossa) e ha di particolare solo il trucco e la chitarra. Al trucco ha pensato la Stella, la chitarra il Cucciolo ce l'aveva già...Travestimento perfetto con la modica spesa dei 6  euro del cerone. 

Ottima idea per feste dell'ultimo minuto, che ne dite?