venerdì 14 luglio 2017

Dei libri dell'anno 54 : Amy e Isabelle






Due sono le solitudini che vivono sotto lo stesso tetto, in una tranquilla cittadina vicino a Boston, quella di Isabelle e di sua figlia Amy. La loro ė una vita spenta e chiusa, nonostante, a conti fatti, la madre abbia neanche 34 anni, ma il carico di un doloroso segreto e la responsabilità della crescita, da sola, della figlia le hanno tolto ogni vitalità.  Con la ragazza ha un atteggiamento severo, fatto di regole e privo di tenerezza e cura in maniera quasi maniacale l’ordine e la pulizia della sua piccola casa.
Ė l'estate più calda di sempre, ma lei non rinuncia alle calze, anche se la stanza in cui lavora come segretaria è un forno per nulla rinfrescato dai ventilatori. Nonostante sia fianco a fianco con tante donne, non ha un'amica e la stessa posizione della sua casa, fuori dalla città e contigua ad un bosco, indica la sua condizione di isolata. Isabelle desidera entrare nel gruppo delle donne della sua chiesa, ma nessuno la invita e lei ha paura di proporsi. Intanto coltiva un amore platonico per il suo capo, una figura insignificante che non ha neanche contezza della situazione. 
Amy, d'altro canto, è un'adolescente triste e sola, alle prese con la trasformazione del suo corpo e con difficili relazioni con i coetanei.  Ha solo un'amica, Sally, figlia adottiva di una famiglia "bene", con la quale si confronta nella ricreazione, tra una sigaretta e l'altra.  In questa situazione stagnante entra un elemento di novità, il professor Robertson, che ha facile gioco nell'insinuarsi nella sua ingenuità e che segnerà il definitivo crollo dell'equilibrio faticosamente mantenuto.  Dopo nulla sarà più come prima e il filo che lega madre e figlia vedrà raggiungere le vette più alte dell'odio e dell'amore.  La madre non riconosce più nella figlia la bambina che dipendeva da lei e che aspettava in silenzio che lei si risvegliasse e la figlia, in piena protesta adolescenziale, le contesta la "senilità", la mancanza di sogni, di speranze, di cultura. Isabelle, che non ha finito il college per crescerla, si rende conto che Amy ha ragione e decide di dare una svolta alla sua vita: compra e legge dei libri, e, per la prima volta, invita il capo e la moglie per un dopocena.   La preparazione accurata e minuziosa di questo "ricevimento" è una delle pagine più indimenticabili del romanzo e il tutto mentre anche Amy precipita nella più amara delle disillusioni. 
Nel romanzo c’è anche una bambina rapita e trovata morta,  ma dietro il fatto di cronaca si nasconde la vita anche della ragazza, rapita e morta alla sua infanzia. 
Il tutto in una sonnacchiosa cittadina in cui nulla è come appare, in cui dietro la facciata di rispettabilità si nascondono corruzione e marciume e l'unica forza capace di sostenere il mondo è la tenerezza e l'amicizia tra donne, quella che anche Isabelle scopre alla fine e che le darà la forza per confessare il proprio passato e dare un nuovo futuro a sé e alla figlia.
È un romanzo al femminile, in cui gli uomini tutti fanno una pessima figura e in cui vengono scandagliate tutte le sfaccettature dell'essere donna: ci sono figlie, madri, mogli, amanti, amiche, colleghe, tra cui si generano dinamiche diverse, spesso conflittuali, ma tutte sono comunque generatrici di vita.
C'è dolore, disillusione, paura, ma c'è anche la solidità e la certezza di determinati rapporti: Amy ufficialmente detesta la madre, ma la sua presenza le dà sicurezza; Isabelle, che non ha mai aperto a nessuno la sua casa perfettamente ordinata, apre anche il suo cuore e il suo soggiorno diventa un bivacco che ricorda i  pigiama-party della giovinezza di tutte.

La scrittura della Strout è potente. Le descrizioni ti fanno entrare dentro la storia e il caldo torrido dei campi riarsi e delle pannocchie rachitiche fa sudare anche te. Le descrizioni della natura, l'alternarsi del tempo e delle stagioni passano anche sulla testa del lettore, che non riesce a lasciare il libro finché non lo finisce.

Questo romanzo, per la madre di una figlia adolescente, tocca corde molto sensibili: la scoperta improvvisa di avere a che fare con una donna e non con una bambina è un'esperienza forte e dolorosa e vedere che tua figlia percorre le tue stesse strade e fa i tuoi stessi errori genera paura e turbamento. 
Il confronto (e lo scontro) continuo logorano, ma poi la figlia torna sempre dalla mamma: bisogna solo darle tempo. 

per il Venerdì del Libro

3 commenti:

  1. Un libro molto interessante, grazie per averlo proposto, mi fido sempre delle tue recensioni. Buon fine settimana

    RispondiElimina
  2. davvero interessante... grazie!
    :*

    RispondiElimina
  3. Bellissima recensione per uno splendido romanzo.
    In questo libro ogni donna si ritrova ora come figlia,ora come madre,ora come innamorata delusa,chi di noi non ha provato l'attesa adrenalinica di un lui che non arriverà mai?,ora infine come amica,unico approdo talvolta in situazioni di emergenza.
    Uno dei libri più belli e profondi che abbia mai letto e che mi riprometto di rileggere per cogliere ancora di più la bellezza della scrittura e la profondità delle riflessioni della Strout.

    RispondiElimina