Di Odissee


Aggiungo i miei 2 centesimi alla discussione di questi giorni sull'Odissea di Nolan e avviso che ci sono spoiler. 

Ho visto il film ieri e, orrore e abominio per una classicista, MI E' PIACIUTO. E mi è piaciuto, fondamentalmente, perché sono andata a vedere l'Odissea di Nolan, appunto, non quella di Omero.

Partiamo dall'inizio: l'Odissea è, per giudizio unanime, un capolavoro, forse  IL capolavoro assoluto della letteratura mondiale. L'intreccio, i personaggi, la storia, le idee, la psicologia, la questione femminile, la religione: non c'è nulla di quanto scritto dopo che non sia, in nuce, nell'Odissea di Omero (o di chi per lui) e nessuna "riedizione/rielaborazione" può superarla. Può avvicinarsi, come lo splendido e inarrivabile sceneggiato Rai di qualche decennio fa, ma sarà sempre un'altra cosa. 

Fatta questa premessa, io mi sono posta dinanzi a questa ennesima rilettura con un atteggiamento molto aperto e questo mi ha permesso di godere della regia, che mi ha portata veramente all'interno della scena, in mezzo alle tempeste, nella città in fiamme.

Di seguito elenco cosa non ho apprezzato e cosa sì, pur ripetendo che il mio giudizio globale è positivo.

Mi è piaciuto Ulisse. Non è l'orditore di inganni, astuto manipolatore e basta. E' l'uomo che vorrebbe tornare a casa con i suoi compagni e agisce autonomamente per riuscirci. L'assenza degli dei (la stessa Atena poi, alla fine, si rivela altro) non  è altro che la celebrazione dell'uomo che "prova" a fare del suo meglio, spesso non ci riesce, ma ci ha provato. Non mi è piaciuto il suo "far tutto da solo" alla fine, perché mi sembrava troppo un supereroe in azione, ma ho condiviso la sua riflessione sulla guerra, sulla "vittoria",  sulla storia (fin troppo attuale, ahimè).

Mi è piaciuto l'episodio di Argo e la successiva agnizione, secondo me più bella dell'originale.

Mi è piaciuta Elena, anche se nera, perché la sua è l'immagine della bellezza pura deturpata dalla guerra.

Non mi è piaciuta Calipso, psicoterapeuta e non donna innamorata e ho sentito la mancanza di quella "nostalgia" di Ulisse che guarda le onde pensando a casa e famiglia (qui, Nolan, per me hai toppato).

Telemaco, forse per la sua mancata partecipazione alla vendetta finale, mi è sembrato insignificante, ma penso che Nolan/Ulisse abbia voluto "preservarlo", perché il nuovo mondo partisse con un re con le mani non  sporche di sangue.

Antinoo, a prescindere dall'attore che lo ha interpretato, è la mediocre figura di codardo che c'è anche nell'originale. Tutta la storia intorno non fa che ulteriormente rafforzare questa immagine, per cui, globalmente, mi è piaciuto. 

Non mi hanno turbato le armature, i Lestrigoni Robocop e neanche il tanto vituperato Agamennone: sì, il suo aspetto evocava altro e il suo volto non era scoperto...ma quando mai il potere cieco e violento ci fa vedere il suo vero aspetto? 

Non mi ha scandalizzato neanche il Polifemo "strano" e l'assenza del dialogo forse più famoso dell'opera: si rappresentava il contrasto fra la civiltà e la barbarie, tra cui la comunicazione è impossibile. E, del resto,  la vera storia la conosciamo tutti. 

L'episodio di Circe mi è piaciuto meno: niente della seduttrice (all'inizio sembra una semplice massaia) e la metamorfosi dei compagni di Ulisse è veramente spaventosa (a un certo punto ho chiuso gli occhi come quando ero bambina). Per le motivazioni delle sue scelte e il resto, la Circe della Miller ha già detto tutto.

Splendida, in tutto, Penelope, sposa, madre e regina, capace, come in Omero, di gestire il regno e il figlio, confidando, contro ogni speranza, nel ritorno del marito. 

Da rivedere con attenzione il discorso del mendicante alla regina, dove viene svelato, senza giustificazioni, l'inganno di ogni guerra e la crisi di ogni società che abbandona le leggi divine, scoprendo che il male e il pericolo non vengono da fuori, ma sono dentro ognuno di noi. 

Bellissimo il cavallo insabbiato. Sì, va bene, c'è un richiamo a un altro film , sì, è chiaro che l'originale non poteva essere così, ma vuoi mettere l'impatto di quella struttura? 

Per il resto, passino gli strafalcioni (la "fine dell'età del bronzo", i nomi usati liberamente - Iro e Sinone su tutti), ma Telemaco che chiama Ulisse papà e Penelope mamma no, non si può proprio sentire.


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