Dei libri dell'anno 97 : Il commesso
Ritorno, dopo tanto tempo, con un consiglio di lettura. Ho letto tanto, tantissimo, ma forse niente di indimenticabile. Questo libro no: scoperto solo per caso, merita di essere conosciuto.
Morris Bober è un commerciante ebreo, non vecchio di anni, ma di quella vecchiezza che nasce dall'assenza di sogni e progetti. Ha perso un figlio e da allora vivacchia in un negozio che va male anche a causa della concorrenza di negozi più moderni, costretto a subire i rimbrotti di una moglie che vorrebbe che lui vendesse l'attività e si trasferisse altrove.
Morris, però, non vuole. Quel negozio è la sua vita e lui spera gli consenta di dare un futuro migliore alla figlia Helen, costretta dal bisogno familiare a rinunciare ai suoi sogni universitari.
Morris "era onesto per natura e non credeva che per altri essere disonesti fosse una cosa altrettanto naturale", "la sua sola vera forza era nella sua dolcezza e nella sua comprensione. Sapeva, almeno, cos'era il bene". E' un uomo buono, di quella bontà che nulla chiede e tutto crede, è un uomo onesto, che, sull'orlo del fallimento, non nasconde a un potenziale acquirente i problemi del suo negozio, perché non vuole ingannare nessuno, è un ebreo che rispetta la Torah, pur non essendo un rigido osservante, perché ha capito che il succo della Legge è l'amore verso tutti o, per meglio dire, la "compassione".
Lui accoglie tutti, apre il negozio prima del tempo per favorire una cliente fuori di testa, accoglie e offre un lavoro a uno sconosciuto (che per giunta lo ha derubato) perché capisce che lo ha fatto solo per fame. Ed è proprio quest'uomo, Frank Alpine, personaggio ambiguo, la chiave del romanzo e il contraltare di Morris. Come tutto ciò che tocca l'ebreo va a male e lo conduce alla rovina, così ogni scelta di Frank lo porta su una strada sbagliata.
Eppure l'incontro di queste anime, doloroso, sbagliato, si rivelerà salvezza per entrambi, anche se non in maniera "convenzionale". Frank sbaglia tanto, sbaglia troppo, eppure grazie alla testimonianza di Morris, impara a cambiare.
Non è certamente un romanzo d'azione: scorre lentamente, senza grandi colpi di scena, eppure ti prende e ti coinvolge.
La varia umanità dei personaggi ci è familiare e alla fine ci viene voglia di abbracciare Morris, di dare una pacca sulla spalla a Frank, di urlare a Helen di aprire gli occhi, di dire a Ida, la moglie, di stare un po' zitta.
Un autentico gioiello.

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