Della luce della Pasqua

Stanotte avrei voluto fare una foto al cero pasquale. 

Mi sembrava un'idea molto bella, che avrei potuto inserire sui social proprio per esprimere la bellezza e la sacralità della notte di Pasqua,  nella gioia del Cristo risorto. Siccome sono una schiappa, però, evidentemente non ho saputo mettere a fuoco.  Non so come e perché, fatto sta che la foto è venuta così,  bruttarella, anzi bruttissima. 


Ok- ho pensato subito- lasciamo stare: cercherò un'altra immagine. Ma poco fa, mentre mi accingevo a cancellarla, riguardandola, ho fatto una riflessione: a volte noi vorremmo vedere la nostra quotidianità come una luce chiara, una strada definita, un progetto perfetto, ma non è così; a volte la luce appare distorta, oppure non la vediamo affatto e abbiamo l'impressione che le tenebre prevalgano, ma non è così. 

La luce c'è, è lì, è viva,  è forte. 

Sta a noi mettere bene a fuoco,  guardare l'essenziale, nella consapevolezza che-appunto-il sepolcro è vuoto, che lì non c'è nessuno, che la morte è stata vinta, che tutto potrà cambiare, che tutto sarà diverso. 

Buona Pasqua!

Commenti

  1. Hai perfettamente ragione e poi la foto è venuta benissimo, sembra sfuocata proprio poco prima di accendere le luci sfolgoranti della chiesa. Buona Pasqua a voi.

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  2. Hanno pure un che di bellezza olfattiva i ceri pasquali, se di cera d'api. Quest' anno il mio parroco ha presentato un cero d'api meraviglioso con l'unico difetto che la cera colava a profusione, ma con un'essenza celestiale.
    Auguri ancora.

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