Del Natale a scuola

Questo post è ispirato direttamente da Murasaki, che ha la splendida capacità di descrivere al meglio la vita di scuola, anche se, in realtà,  Dolcezze aveva cominciato a scriverlo prima di leggere il suo.

 

l’albero della Quinta

Scuola e Natale vanno molto d'accordo: chiedetelo a Sorella che ogni anno si inventa le inumane cose per creare lavoretti/recite/poesie/regali per i suoi alunni, con risultati mirabili, in verità.  Questo funziona benissimo nella Scuola dell'Infanzia e nella Primaria, poi alle Medie la situazione, di solito, cambia e, a parte le attività connesse alle discipline più utili alla bisogna (Arte, Musica e Tecnologia in primis), in genere non si va oltre la tombola. Alle Superiori, invece,  il Natale per lo più  era presente solo nel conto alla rovescia per le vacanze creato sul calendario. Questo PRIMA. 

Già da qualche anno era invalsa l'abitudine di andare a scuola l'ultimo giorno con cappelli o costumi completi da Babbo Natale e qualche temerario ardiva portare la tombola, confidando nella disponibilità di qualche prof più "natalizio". Poi ci fu il Covid e nel 2020, quasi per esorcizzare la paura, oltre ai consueti albero e presepe all'ingresso dell'istituto, ogni classe si attrezzò per decorare la propria aula. Qualche luce, un alberello, poca roba, insomma, ma comunque gravida di significato. Quest'anno,  forse perché il Covid continua ad imperversare, le mascherine sono diventate un accessorio d'abbigliamento  e le riunioni conviviali sono diventate un miraggio, ogni classe del liceo si è  adoperata a decorare in ogni modo. Persino la sala docenti è un tripudio di alberelli all'uncinetto,  runner ricamati, palle patchwork e chi più ne ha più ne metta, opera non di Dolcezze,  ahimè,  ma di un'attivissima collaboratrice, che ha deciso che dovrà essere il Natale più Natale di tutti. 

La Quinta ha fatto grandi acquisti in un noto canale di vendita orientale e già da un mese si fa scuola con albero, luci ovunque e minipresepe sulla cattedra.

la sobria decorazione della Quinta 

Gli ultimi arrivi sono due palloncini a forma di pupazzo di neve e di Babbo  Natale (che, a dire il vero, sembrano impiccati ai loro fili),  in Terza decalcomanie per ogni dove e albero bianco (Dolcezze ODIA gli alberi bianchi). 

La Prima non si era mossa, poi è comparso lui:


Dolcezze ha chiesto se era un nuovo alunno e se doveva interrogarlo,  e la rappresentante,  per tutta risposta: "Possiamo giocare a tombola? Anche in latino, se vuole..."



Commenti

  1. Si la tombola ma solo in latino!

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  2. Che bella idea, la tombola in latino!
    Un caro saluto e tanti auguri

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  3. Fantastico!! Buon Natale, tanta serenità, gioia e luce :)

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  4. La professoressa Cleptomane un tempo passava Dicembre a fare lavoretti di Natale con i suoi alunni: niente di nemmeno vagamente didattico, ma quando entravi in quella classe sembrava di infilarti in un albero di Natale. Forse per questo, dopo la sua partenza il Natale da noi è sempre stato piuttosto spartano. Ma ormai da molti anni la Cleptomane è soltanto uno (spiacevole) ricordo, sempre più diluito nel tempo. E così quest'anno anche i nostri alunni hanno riscoperto le gioie del Natale, anche per i motivi da te elencati in apertura del post. E a Inglese la Seconda Insopportabile ha fatto dei biglietti di auguri davvero spettacolari, tanto che l'anno prossimo credo che le ruberò l'idea.
    (Com'è andata con la tombola in latino?)

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