mercoledì 7 febbraio 2018

Di c**** e m******

dal web

Giornata lunga, con lezione fino all’ultima ora. Dolcezze, stremata e febbricitante, invece di seguire il percorso consueto di uscita da scuola, segue il flusso degli studenti. Alle sue spalle:

“Ho un c**** di mal di testa da un’ora. Appena arrivo a casa prendo un’Oki”
“Ma che c****dici? L’Oki fa malissimo! Prendi un antinfiammatorio”
“E l’Oki che c**** è, secondo te?”
“C****! Tutti medici siete!
“E che c****ne sai tu? Che sei più esperta?”
“Ma che c****ne sapete voi!
“Sapete che vi dico? Andate tutti a fare in c***!”
E a questo punto Dolcezze, che ha pazientemente taciuto, sbotta:
“Ne avete ancora per molto? Vi rendete conto di come parlate? “
“Prof…, ma noi stavamo parlando tra noi! Non l’avevamo vista!”
“Il problema non sono io! Non mi turbano certo le parole che avete usato, ma ben altro: il vostro dialogo è stato costellato di termini di cui avete svilito la forza espressiva e che, per questo, non significano più niente e non comunicano più niente. Se io uso una parolaccia (cosa che non è assolutamente mia abitudine), crollano i muri e il messaggio arriva forte e chiaro. Per voi è diventato un inutile e volgare intercalare.
E, tra l’altro, siete pure ripetitivi: ci sono diecimila sinonimi, di cui uno, tra l’altro, molto siculo. Se volete, ve ne posso proporre qualcun altro, in latino, greco o qualche altra lingua moderna…ma non ne posso più di questo!”

I quattro chinano il capo e si allontanano, dopo aver educatamente salutato. 

D’ora in poi loro si guarderanno bene intorno prima di parlare e Dolcezze non cambierà più il suo itinerario consueto.


7 commenti:

  1. Sapessi che lotta ogni giorno!!!!! =(
    Purtroppo mia figlia ha iniziato questo intercalare che ODIO con tutta me stessa e lei mi dice sempre che è assolutamente normale tra loro parlare così, anzi ci sono dei prof che lo fanno abitualmente in classe!!!!
    Mi arrabbio ogni santo giorno ma contro un'intera scuola posso fare ben poco.......
    Spero che capisca da sola che questo modo di parlare è da maleducati ma non ci credo tanto.
    Hai fatto benissimo e spero che quei ragazzi abbiano imparato una grande lezione!!! BRAVA!!
    Kisssssssssssssssssss

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    1. Io penso che prima o poi capirà. Mi rendo sempre più conto che è un modo per sentirsi parte di un gruppo, un po' come lo era fumare qualche anno fa. Ad un certo punto si renderà conto che non è bello e sarà sufficientemente grande per non farlo più.

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  2. Tanto per dire... In effetti ai tempi del liceo ci facevamo un vanto di usare un bel linguaggio da scaricatori. Che tristezza.... Anche perché, poi, la mia classe era a prevalenza femminile, e i cinque maschietti avevano deciso di portare la mascolinità veneta in trionfo, di conseguenza in classe volavano di quei bestemmioni che rabbrividisco ancora oggi. (Ovviamente non in presenza degli insegnanti, che non lo avrebbero tollerato) Il risultato, nel mio caso, era una sordità quasi assoluta alla bestemmia, e facendo l'animatrice parrocchiale non sentire le bestemmie e quindi non essere pronta nel rimprovero non era una bellissima cosa. Per fortuna che siamo cresciuti (quasi) tutti...

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    1. Come dicevo sopra a Betta, penso (e spero)che sia un momento transitorio. Alle bestemmie, grazie a Dio, questi non erano arrivati.

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  3. Ti capisco. Questa estate ero a Siena, Piazza del Campo, seduta con mio marito a mangiare una pizza. Accanto a noi si siede una dozzina di ragazzini sui 13 anni. Le bestemmie che ho sentito non le conoscevo neanche. A un certo punto li ho guardati con la faccia cattiva che so fare benissimo e ho detto loro" la smettete? " si sono guardati e, incredibile, mi hanno chiesto scusa . Quando ci vuole ci vuole

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    1. Penso che un po' dipenda anche da noi adulti. Se sentendo certi orrori stiamo zitti, non possiamo pretendere che i ragazzi capiscano da soli.

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  4. E'capitato anche a me, a volte, di sentire i miei alunni di Scuola Media, quindi dagli undici ai tredici anni, mentre parlano fra loro credendo di non essere ascoltati. Ho sentito turpitudini che voi umani non potete neanche immaginare uscire da quelle boccucce, sia maschili che femminili. E, quel che è peggio, è che ormai sono così abituati ad usare un linguaggio sboccato che ormai lo considerano normale e qualcuno lo usa perfino davanti a noi insegnanti, per poi trasecolare quando ricevono i nostri rimproveri dicendo: "Perché Professoré, .....è una parolaccia?"

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