mercoledì 6 settembre 2017

Di prugne, di confetture e di lessico famigliare 6

Nel Buen Retiro ci sono due pruni, uno di prugne bianche, che maturano all'inizio dell'estate, e l'altro di prugne viola tardive, il primo generoso di frutti dolcissimi, l'altro un po' avaro. 


L'anno scorso questo, se ricordate, aveva corso il serio rischio di essere tagliato, proprio perché aveva prodotto solo 3 frutti. Dolcezze l'aveva salvato dall'accetta dell'Amato Bene e, per dimostrare la sua riconoscenza, il pruno quest'anno ha prodotto chili e chili di prugne.


Dolcezze, festante, le ha portate in tavola e ha avuto in cambio commenti poco felici delle truppe:
"Ma non sono dolci"
"Sono troppo dure"
"Lo sai che io prugne non ne mangio"
Risultato: Dolcezze si inalbera e dalle profondità del suo inconscio tira fuori un'antica espressione del Genitore :"Certo che non vi piacciono! Nun sannu 'i rami!"
Lo sguardo interrogativo della prole, evidentemente e visibilmente preoccupata dell'incipiente demenza senile di Dolcezze, la richiama alla realtà:
"Che vuol dire che le prugne non sanno il ramo?", chiede il Cucciolo e Dolcezze, insegnante dentro, traduce:
"Vuol dire che le prugne non vi piacciono perché non hanno il sapore dei soldi (che un tempo lontano erano di rame), visto che non le abbiamo comprate, ma ci vengono dall'albero del giardino, gratis".
La dotta disquisizione sull'espressione paterna, che Dolcezze non ha trovato attestata altrove (...a proposito, lettori siculi, dalle vostre parti si usa o è della famiglia Dolcezze e basta?) non ha convinto le truppe, che si sono rifiutate di mangiare le prugne. Risultato: dopo una spartizione di frutti a parenti, vicini e conoscenti, Dolcezze ha pensato di fare la confettura, con ottimi risultati, e qui vi passa la ricetta (niente di che, ma volete mettere?)

 Confettura di prugne

Ingredienti
Kg 1 prugne,
gr 450 zucchero
succo di un limone
una busta di pectina (facoltativa, serve a fare addensare prima la confettura)

Il procedimento è quello solito: lavare bene le prugne, snocciolarle
e tagliarle grossolanamente, quindi mettere sul fuoco con zucchero e limone (e pectina eventuale) mescolando di tanto in tanto. Quando bolle mescolare più spesso, finché non raggiunge la densità giusta (non si può dare il tempo: con la pectina in 10 minuti è tutto fatto, senza ci vogliono almeno 40 minuti) e, poco prima di invasare, triturare un po' con un frullatore ad immersione. Una volta chiusi i vasetti, creare il sottovuoto capovolgendoli e, se si vuole allungare la conservazione, farli sterilizzare, lasciandoli bollire per 30 minuti nel pentolone.


La confettura è ottima e servirà per le crostate dell'inverno.

8 commenti:

  1. Le espressioni dialettali, tradotte in italiano, non rendono, ma nascondono sempre profondi significati e grandi verità. Mi piace scoprirne sempre di nuove e compararle con quello in uso nel mio dialetto.... spesso il senso è simile se non uguale.
    Hai fatto bene a trasformare le deliziose prugne in una altrettanto deliziosa marmellata!

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  2. Che le monete in Sicilia si chiamassero i rami è accertato. Tant'è che ci sono i famosi dolci catanesi, le rame di Napoli, che prendono il nome proprio da questo. Qui nella Sicilia occidentale però non ho mai sentito il termine.
    Le tue prugne sono stupende e la confettura sarà sicuramente squisita. Beato chi mangerà le tue buonissime crostate!
    Bacioni,
    Rosa

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  3. Ciao Dolcezza, bravissima, la marmellata di prugne settembrine è ottima e per le crostate è insuperabile!
    Un saluto
    Carmen

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  4. Essa compota deve ser deliciosa! Cumprimentos

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  5. Sono sicura che se fossi stata a quella tavolata avrei lasciato ben poco per le marmellate, perché dopo una lunghissima indifferenza verso le prugne, anni fa ho scoperto invece di amarle follemente. Comunque girerò la tua ricetta a una cara amnica che di recente si è data alla marmellateria e ogni tanto, anima candida, si rivolge a me per consigli (che mi guardo bene dal dare perché mangio molto volentieri le marmellate degli altri, ma non ho un giardino con alberi da frutto)

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  6. Aggiungoi che, al contrario dei tuoi familiari, ho un amore sviscerato per il cibo gratis: le confetture delle amiche, la conserva o il pesto di mammà, la porzioncina omaggio di polpettone alla fine di un invito a cena mi sembrano doppiamente gustose)

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  7. Sei bravissima (anche a preparare marmellate) e scrivi in modo sublime! Imperdibili i tuoi diari, sappi che rischiari tanti miei finali di giornate!

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