lunedì 12 marzo 2018

Di cose che non vorresti mai sentire




Lunedì: duro e difficile rientro. La prospettiva di 6 h di lezione ( intervallate da 1 e 1/2 di nulla) ucciderebbe Dolcezze anche se non fosse il primo giorno della settimana. 
Come programmato, dopo aver spiegato, si comincia a interrogare. L'occhio sarebbe sonnacchioso, il desiderio di ascoltare per l'ennesima volta le parole sul l'Illuminismo e Parini e la ripetizione su Barocco e Marino quasi inesistente, ma il senso del dovere costringe all' attenzione. 
C'è un momento in cui il pensiero di Dolcezze si sposta sul pranzo da preparare, quando la parte vigile e connessa del suo cervello la richiama brutalmente alla realtà: "...molto presenti in questo periodo testi relativi a stupri e topi"
Dolcezze salta sulla sedia e anche gli alunni si voltano tutti verso l'interrogata. 
"Topi? Che topi?" "Prof, c'è scritto sul libro, guardi...Molti sono i testi in cui si parla di stupri e ratti".  

Dolcezze stramazza sulla cattedra.

 

10 commenti:

  1. Nooo non ci posso credere!!!!

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  2. Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende.. 😊

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    1. Se è per questo, c'è pure il ratto delle Sabine! Il punto è che, a volte, nelle menti dei fanciulli si crea un corto circuito...e si perde la razionalità

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    1. La prima cosa che le ho chiesto è stata: "I topoi? I topoi letterari?" E lei mi ha risposto: "No, i topi, i topi...L'ho cercato nel dizionario"

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    2. Secondo me ha proprio storpiato stereotipi. Stupri e topi, è foneticamente compatibile con un misunderstanding funzionale.

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  4. Sto morendo....L'episodio che hai raccontato mi ha immediatamente riportato alla mente un'interrogazione fatta da mia sorella ad un suo alunno il quale, ad un certo punto, parlò di "usi e vestiti" di un popolo. Voleva ovviamente riferirsi agli usi e costumi.
    Dai, però non c'è dubbio che, se non ad avere un buon voto, interrogazioni come queste servono agli alunni a guadagnarsi un posto perenne nella memoria di un insegnante. Non credi?

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  5. No, ma che trash? ahahah Una volta alle elementari un mio compagno di classe disse che gli etruschi facevano la guerra con le pistole perché senza pistole sennò non era guerra!

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  6. C'è sempre da imparare dagli alunni ah ah ah sanno sempre vedere oltre.. ..

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