sabato 8 ottobre 2016

Della sputacchiera (o Di Lessico famigliare 2)

Dolcezze si è resa conto che in casa sua si usano modi di dire particolari e non comuni (ne aveva presentato uno qua). A questo "lessico famigliare" ha pensato di dedicare qualche post, giusto perché non si perda l'origine, visto che i suoi figli non sono così pazienti da ascoltare le vecchie storie e le dispiacerebbe che sparissero dalla memoria. (Ok, non interessa niente a nessuno ma... Dolcezze pro domo sua)

Nella calda cucina della Grande Casa, illuminata dalle lucerne a olio e dal fuoco del braciere, era arrivato Bastiano, il mezzadro, con i conigli cacciati nel pomeriggio. Nel carretto aveva portato la frutta e le verdure, che sarebbero state il pasto dei giorni a venire. Il padrone lo aveva accolto come si usava allora, chiedendo alla moglie di portare due bicchieri e un fiasco di vino.

Bastiano stava seduto sulla sedia col fondo impagliato e sporcava coi suoi scarponi infangati l'immacolato pavimento, reso lustro da lunghi strofinii col panno di lana, e masticava tabacco.
Maria, la padrona, guardandolo, era in ansia, perché immaginava già lo sviluppo dell'azione: di lì a poco Bastiano si sarebbe girato e avrebbe sputato il bolo da qualche parte. Per questo prese la sputacchiera, novità portata dallo sposo da Palermo, bella, di porcellana, e la pose a destra dell'ospite. Bastiano la vide e sputò a terra, a sinistra. Paziente, Maria prese la sputacchiera e la spostò a sinistra ed ecco che lui sputò a destra. La pantomima andò avanti per altre quattro o cinque volte finché Bastiano, esasperato: "Si Vossia n'à leva 'dda pignata c' à lordu"*.

Da qui l'espressione di casa Dolcezze "Fare come quello della sputacchiera", per indicare chi non si rende conto di avere davanti una ghiotta opportunità e si complica la vita per cercare alternative più complesse.

*Signora, se non sposta quella pentola rischio di sporcargliela

5 commenti:

  1. Ok. Sto morendo dalle risateeee!

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  2. Che classe😔
    Meno male che ste schifezze non esistono più.
    E tu che le vuoi pure ricordare!!
    A quando qualche aneddoto sul rinale?
    Per i non siciliani:il vaso da notte.

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  3. :))))
    Sai che non avevo mai visto un oggetto del genere? Un bel tentativo per far diventare ... ehm...più elegante un gesto che elegante non era, non è e non sarà mai. E mi vengono in mente sgradevolissime immagini di calciatori supermiliardari che puntualmente quel gesto lo fanno mentre sono in campo, in diretta tv, ben sapendo di essere inquadrati in primissimo piano. Che schifooooo!!!!!

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  4. Anch'io come Rosa odio quel gesto, e devo dire che qui da me purtroppo alcuni, pochi per fortuna, lo fanno ancora (anziani o giovanissimi che siano).
    In ogni caso la storia è buffissima :D

    Maira

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  5. @ Dani: lo scopo era quello ;-)
    @Solsido: concordo, ovviamente, sulla schifezza del gesto (che comunque, ahimè, pare fosse molto frequente), ma il mio scopo era ricordare il modo di dire (oltre che la povera bisnonna)
    @ Rosa: Ma davvero? Io invece ho il ricordo di questa sputacchiera di porcellana, ovviamente già da tempo non in uso, che troneggiava in un angolo, ormai dimenticata. Mia Nonna usava dire: "La persona civile non sputa in terra e non bestemmia", considerando, quindi, lo sputo gesto gravissimo di inciviltà. Ovviamente concordo sul giudizio sull'indecoroso spettacolo dei calciatori
    @ Maira: La storia è quasi paradossale...ma veritiera

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