venerdì 27 febbraio 2015

Delle cronache di Villa Arzilla 2 (e Dei libri dell'anno 32)



E’ universalmente noto che i tappeti arredano una casa, la riscaldano, la colorano . E’ bello camminarci sopra a piedi nudi e sdraiarcisi sopra per leggere un libro o giocare coi bambini.
E’, altresì, universalmente noto che i tappeti sono assolutamente vietati in caso di allergie agli acari…e in caso di difficoltà motorie, perché potrebbero essere causa di inciampo.

Cronaca di un mezzogiorno  di ordinaria follia
La Genitrice ha una bella casa.
La Genitrice è la casalinga perfetta.
La Genitrice ha 83 anni, una protesi d’anca e un marito sulla sedia a rotelle.
E una casa piena di tappeti.

Dolcezze va a pranzo e si offre di portare il Genitore in sala. Per far questo deve spostare 2 tappeti e 2 poltroncine, che poi deve rimettere a posto (questa operazione si ripete ad ogni pasto). 
 
 “Mamma, ma perché non togli da qui queste poltroncine? Non ti rendi conto di quanto siano ingombranti?
“Stanno bene dove stanno. E poi che ne faccio, le butto?”
“Ma non pensi che dovresti almeno togliere qualche tappeto? Con la sedia viene difficile manovrare, …e poi sono pericolosi. Potresti inciampare!”
“I tappeti stanno bene dove stanno.”
“Ma non pensi che almeno dovremmo mettere l’antiscivolo sotto?”
“Sì, vabbé…così poi devo sistemare pure quello!”

Dolcezze entra in cucina, dove un lungo tappeto gommato è steso davanti alla postazione di lavoro, mette il piede male e decolla, con un volo degno di un surfista, per poi atterrare sul sedere.
“Mamma, ma ti rendi conto che se fossi caduta tu ti saresti sbriciolata? Capisci cosa intendo quando ti dico che devi togliere tutti i tappeti?”
“Io sto attenta! Ti pare che sono impastoiata come te?”

Che Dio ce la mandi buona.





Se non facciamo riferimento a classici senza tempo, la vecchiaia in letteratura non è molto gettonata, se non per rimarcare alcuni stereotipi (che si ritrovano, ahimé anche nelle mie cronache di Villa Arzilla).
Per questo è originale il punto di vista del romanzo che oggi propongo per il venerdì del libro.


E’ la storia di Tommaso Perez, un brillante fisico nucleare che un ictus ha limitato nell’autonomia e ha costretto in una casa di riposo. Tommaso è un uomo astioso, che guarda con fastidio al microcosmo in cui è costretto a vivere, ai suoi compagni di stanza, alle piccole manie degli anziani ospiti e alle loro piccinerie. E’ un uomo che vive in attesa della morte, perché ciò che dava un senso alla sua vita non esiste più. Poi, all’improvviso, nella sua grigia esistenza entra Elena che, insieme al fisioterapista testimone della storia, riesce a vedere oltre la sua scontrosità e riesce a riconciliarlo con la vita. 

Delicatissimo è il tema affrontato e delicatissimo è il modo di descriverlo, e, soprattutto nella prima parte del romanzo, sono presenti molte parti ironiche e addirittura comiche. 
Elegiaco il racconto della visita all’osservatorio astronomico che tanta importanza aveva avuto nella sua vita, commovente il ricordo del figlio perduto. Assolutamente fuorviante è, invece, la copertina del libro.

Ho letto questo libro tanti anni fa, quando è stato pubblicato, consigliato da un’amica  e mi è piaciuto, ma quando l’ho ripreso, dopo l’esperienza di Papà, ho potuto comprenderne in pieno la verità. 
Libro da leggere, per capire l’importanza della vita, di ogni vita.


6 commenti:

  1. Certo che tua madre ha un bella testa dura.
    La fissazione dei tappeti ce l'ha anche mia suocera ma io e mio marito abbiamo rinunciato a discutere con lei,tempo perso.Poi quando succedono le male occasioni se le piange,e succedono.L'ultima in ordine il polso rotto.
    Il libro di cui parli l'ho letto anni fa.Un capolavoro.

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  2. Molto interessante il tema. Se ti interessa, ti consiglio a questo proposito, se non lo conosci, Le stanze illuminate di Richard Mason che mette la vecchiaia e il rapporto madre/figlia al centro della sua storia.

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  3. Con i genitori è una battaglia già persa in partenza.

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  4. E' sempre un piacere passare dalle tue parti....

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  5. Mal comune mezzo gaudio!! La mia genitrice vive sola con una protesi al ginocchio, in casa il pavimento quasi non si vede...mancava solo un tappetino da sistemare sotto il lavello e non è neppure antiscivolo!!

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  6. Non è semplice trattare con gli anziani! I miei sono ancora in gamba ma già vedo alcune assonanze col tuo racconto.
    Alla prossima!

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