venerdì 23 gennaio 2015

Dei libri dell'anno 29: Venti farfalle e una nuova primavera



Nella notte tra il 20 e il 21 aprile del 1945, nel sotterraneo della scuola di Bullenhuser Damm, ad Amburgo, 20 bambini ebrei tra i 5 e i 12 anni, di varie nazionalità, vennero appesi per il collo, «come quadri alle pareti», a dei ganci predisposti in una stanza. E’ la conclusione di un percorso doloroso, che li ha visti prima internati a Birkenau, poi “selezionati” dal dottor Mengele con una beffarda menzogna (“Chi vuol vedere la mamma faccia un passo avanti”), poi sottoposti alle folli sperimentazioni mediche del dottor Heissmeier. I bambini, già indeboliti dalle malattie, furono prima storditi con la morfina, per poi essere “finiti”, mentre i loro carnefici si ubriacavano.
Questa storia terribile e drammatica è lo sfondo di


 
Nella prima parte del libro l’autrice, insieme con alcuni commentatori, presenta la genesi dell'opera, che nasce dalla profonda emozione provata quando è venuta a conoscenza di questa tragedia e ha capito che non poteva tacere. Il suo dolore, allora, si è fatto voce di chi non ha più voce, per ricordare quanto accaduto e per esprimere i sentimenti degli innocenti ancora una volta stritolati dalla malvagità e dalla perversione degli uomini.

La seconda parte è una sorta di Antologia di Spoon River, in cui a parlare sono proprio i bambini, con i loro sogni spezzati (“volevo diventare grande e contare rughe /e ancora rughe di saggezza sul tuo volto”), con i loro desideri frustrati (“Volevo semplicemente abbracciare la mia mamma”), con il loro senso di smarrimento e di paura. Ad ognuno di loro è dedicata una poesia ed ognuno di loro è tratteggiato con poche ma forti pennellate.

Questo libriccino forse non ha grandissimi meriti letterari, ma ha la rara capacità di coinvolgere il lettore e di spingerlo a cercare di sapere di più. 
Se riuscirà a mantenere il ricordo di quanto accaduto, perché non si ripeta, avrà raggiunto il suo scopo. Per questo l’autrice lo propone alle scuole, come attività di ascolto e di riflessione e per questo io lo propongo oggi per il Venerdì del libro, in occasione della Giornata della Memoria.

5 commenti:

  1. Grazie di questa proposta. Nessuno deve dimenticare e tanto meno negare.

    Ciao
    Flavia

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  2. Ciao Dolcezze, ovviamente aggiungo alla lista infinita, dove le tue proposte occupano un discreto spazio ormai.
    Tosto questo libro, mamma mia .... intanto lo segno, avrò il coraggio di leggerlo?
    Bentrovata, cara, vado a recuperare un po' di post arretrati!

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  3. Grazie per avercene parlato Dolcezze.
    Non riesco più ad affrontare questo tipo di libri. Mi sconvolgono immensamente.
    Ma è giusto parlarne per non dimenticare.
    Un abbraccio Maria

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  4. @ Flavia: Nessuno, appunto
    @ Squitty: Coraggiosa ad affrontare una Dolcezzefullimmersion!
    Sul libro...sì, richiede molto coraggio , e molto di più leggere i documenti storici e vedere le foto dei bimbi...
    @ Maria: Ti capisco perfettamente. Da quando è nato il mio primo figlio non riesco più a leggere un libro o a vedere un film dove bambini soffrono. Se hai notato, anche la recensione è scarna: volevo parlare di questo libro (e dell'episodio che ne è stato base), ma non ci riuscivo. Alla fine ho detto che , comunque, bisognava parlarne...ma quanta emozione...e quanto dolore...

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  5. Come sempre le tue segnalazioni sono estremaente interessanti ma ti dico che non ce la posso fare ad affrontare un libro come questo...già solo sapere che questo orrore non è immaginario.... Non riesco neanche a pensarci

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