martedì 4 febbraio 2014

Di classici e progetti



Ci sono libri di cui ci innamoriamo a prima lettura, altri che scopriamo più tardi, quando la vita, con le sue esperienze, le sue gioie e i suoi dolori ci fa comprendere meglio un personaggio, una frase, un momento. Ci sono libri che leggiamo una sola volta, altri che rileggiamo tante e tante volte, scoprendo sempre qualcosa di nuovo.
Quando ho preso per la prima volta "Il Gattopardo", di cui mio padre decantava le lodi e di cui possedevamo una delle prime edizioni, l'ho trovato noiosissimo e dopo quattro pagine l'ho mollato. Poi, riprendendolo molti anni dopo, l'ho divorato e  oggi sta tra i miei primi 10 libri preferiti.  Stesso destino per "I promessi sposi", lettura noiosissima al Ginnasio, passione riscoperta quando DOVEVO insegnarlo.
Alcuni libri, letti da ragazza e riletti da adulta, hanno suscitato in me reazioni diversissime. Quando un paio di anni fa ho riletto per intero "Mastro-don Gesualdo", opera che conoscevo benissimo, quasi non riuscivo a finirlo, tanto era in me il dolore che derivava dalla fortissima partecipazione emotiva con il personaggio. E dire che io non ne consigliavo mai la lettura a scuola, perché il ricordo che ne avevo era di un mattone colossale! Ora  invito i ragazzi ad appuntarsi il titolo, a rileggerlo quando saranno più adulti, anche per capire meglio il mondo e le sue realtà.
La prima volta che ho letto "Il nome della rosa" ho divorato il romanzo saltando capitoli interi ( tutti quelli storici) che materialmente non capivo. Riletto dopo l'università e gli studi relativi...ho apprezzato il romanzo tutto intero. 

Cos'è che rende a noi piacevole una lettura o ce la fa abbandonare?
Certo, indubbiamente, la forma espressiva dello scrittore e  la sua capacità di suscitare in noi emozioni, ma anche la nostra sensibilità di lettori che ci spinge ad immedesimarci in qualche personaggio e a sentirci partecipi della sua esperienza. Per cui le riflessioni del principe Fabrizio e il cinismo di Tancredi a tredici anni non ti dicono niente, ma quando a venti hai già sperimentato sulla tua pelle il "trasformismo" dei tuoi simili, tutto ti diventa più chiaro... 
Il problema è superare lo scoglio della prima difficoltà di lettura, ma ci vuole anche la maturità per farlo.
 
Fatta questa premessa: cosa ci spinge a leggere un libro? Spesso il consiglio di un amico,  una recensione letta, una bella copertina... a volte anche la scuola (purtroppo non sempre!).
Ho pensato di condividere con voi qualcosa di me dedicando dei post ai libri che mi hanno colpito di più e che magari non sono molto noti approfittando anche del  venerdi del libro di homemadema mamma. In parte saranno i libri letti quest'anno, in parte quelli già letti nel passato (anche perché per ora sono così stanca che appena a letto crollo!). 
Fatemi sapere che ve ne pare dell'idea.

4 commenti:

  1. Questo è un argomento che mi entusiasma visto che io non sono una creativa(con le mani,o meglio,con le dita io so solo suonare il pianoforte).

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  2. Questo è un argomento che mi entusiasma visto che io non sono una creativa(con le mani,o meglio,con le dita io so solo suonare il pianoforte).

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  3. E non sono buona per digitare quattro fesserie...

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  4. Mi sono pure dimenticata di scrivere neanche prima di buona.

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