Dell'ultima (?) frontiera del copiatore seriale


Ultimo compito di latino: Dolcezze sarebbe pure di buon umore. In fondo è l’ultima tornata: corretti questi abbiamo finito per quest’anno. Comincia il solito rituale: 
“Distanziamo i banchi! Liberate il sottobanco!” 
“Pure le cuffie devo togliere?” 
“Ho detto tutto, pure l’acqua e la merenda!” “Consegnate i cellulari e vi ricordo la regola: chi viene beccato a copiare avrà 1, chi non verrà beccato in classe, ma solo quando correggo avrà 2, perché è stato bravo. Perché, ricordatevelo: potete pure essere bravi, ma io vi sgamo sempre!”
Teste chine, banchi sgombri, penne che corrono sui fogli…
All’improvviso Dolcezze-Falco scorge un piccolo movimento e plana sul malcapitato, che, in maniera maldestra, lascia cadere sulle gambe un piccolo aggeggio.
“Che roba è?” 
“Un orologio” 
“Per farci cosa?” 
“Per guardare l’ora”
Dolcezze, nel dubbio, requisisce e invia la foto alle sue truppe. Risponde la Stella: “E’ un orologio touch, con collegamento ad internet”
Dolcezze ne aveva sentito parlare, ma non ne aveva mai visto uno. Nei suoi trent’anni di carriera ha lottato contro bigliettini, libri tascabili, fotocopie rimpicciolite, fisarmonichine, sms, cellulari e credeva di avere visto tutto ma comincia ad avere l’impressione che il copiatore seriale cammini sempre tre passi davanti a lei e, in tutta onestà, comincia ad essere stufa. 
Di questo passo, fra breve, il prof dovrà procedere ad una perquisizione fisica, se vorrà evitare scopiazzamenti.
Ma, cavolo, noi siamo insegnanti, non poliziotti. Forse sarebbe meglio eliminare i compiti in classe.

Commenti

  1. Monellissimi, quanta pazienza ci vuole. Buona notte Dolcezze.
    :)
    sinforosa

    RispondiElimina
  2. Sai che ci sono perfino tutorial su youtube che insegnano a copiare a scuola nei modi più fantasiosi possibili?
    Ma tanto poi, dopo aver corretto i compiti, io interrogo i sospetti copiatori. E se non dimostrano che quello che hanno scritto è farina del loro sacco sono guai.
    Ultimamente mi è successa una cosa ancora più brutta. Una collega di sostegno, che non ha mai brillato per professionalità, ha passato il compito dell'alunna disabile, fatto con il suo aiuto, ad un alunno che disabile non è, ma che non ha mai studiato, e lui l'ha copiato pari pari facendo degli errori di copiatura che mi hanno fatto capire immediatamente qual era la sua fonte. Ora, che i ragazzi ci provino ci può stare, ma che una collega faccia una cosa del genere, pensando che tu sia così scema da non accorgertene, proprio non si può accettare. Avresti dovuto vedere la sua faccia quando ho portato le verifiche valutate e quel compito copiato integralmente io, meno generosa di te, l'ho bollato con uno 0. Mentre invece ho dato voti dignitosi a chi si è sforzato di fare il compito, magari a metà, ma con le proprie forze. Chi delle due ha dato una lezione di vita ai ragazzi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io mi arrabbio sempre. Posso capire (e neanche del tutto) il ragazzo fragile che cerca di salvarsi con tutti i mezzi, ma chi scopiazza per avere 9 non lo posso sopportare, neanche con l'alibi dell'insicurezza

      Elimina
  3. Sì, ci sono da un po'. Io ho aggiunto "via agli orologi" ai vari appelli, da almeno un paio di anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io sono molto ingenua (o troppo vecchia). Ora lo so

      Elimina
  4. I mo di copiare si evolvono sempre ma... tu non hai mai copiato a scuola?😉
    Un abbraccio
    Maria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No. Mai copiato. Per me era una questione d'onore

      Elimina
    2. Allora sei proprio da ammirare. La prima persona che sento che non ha mai copiato.

      Elimina
  5. ammazza, sono avantissimo! Pensa che anche tempo fa avevo dato in consultazione una tesi di laurea raccomandandomi di leggerla soltanto. Il ragazzo aveva una penna e la passava sopra i fogli: era uno scanner!! Pazzesco! E sotto i miei occhi!

    RispondiElimina
  6. ahahahaha ma che cavolo...sono troppo avanti sti nani malefici!

    RispondiElimina
  7. Gli studenti han sempre copiato, ma di solito lo facevano per necessità. Oggi sembra che si sentano quasi obbligati a provarci comunque... senza rendersi conto che ci vogliono specifiche abilità anche per quello. Io ci vedo una mancanza di autostima di fondo, e un problema culturale in crescita, anche: perché nella maggior parte dei casi non importa copiare, basta usare quel po' di cervello che ti è toccato in sorte - del resto, tutta la didattica e la pedagogia degli ultimi cinquant'anni vanno in quella direzione. Tuttavia l'idea di avere un cervello e di poter provare a usarlo all'occorrenza, nonostante Ulisse sia simpatico un po' a tutti, al momento non va per niente di moda e non è una bella cosa.

    RispondiElimina

Posta un commento