Delle Cronache di Villa Arzilla 32 (e Di lessico famigliare 9)



Buen Retiro, esterno sera

D: “Genitrice, stanno arrivando gli amici dei ragazzi. Ecco Guna, Fho, Moe e, lui non lo conosci, Eros”
G: “Buona sera, vi trovo bene! Vi siete fatti grandi…e tu, come hai detto che ti chiami?”
E: “Eros”
G: “Ah, Eros…e dimmi…TU A CHI APPARTIENI?”

E Dolcezze comincia a ridere, vedendo ergersi dinanzi a lei la Genitrice, novello Farinata, che col suo idioma esprime lo stesso identico concetto: “Chi fuor li maggior tui?”




Commenti

  1. E tu pensa che io, una volta, ho avuto una collega che rivolgeva la stessa domanda agli alunni. A me, non so perché, venivano i brividi. Forse perché sospettavo che i suoi criteri di valutazione sarebbero cambiati, e di molto, a seconda della famiglia di appartenenza.

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  2. Purtroppo anche una mia collega. Ai colloqui la prima cosa che chiedeva ai genitori era la loro professione. Veramente da brividi.
    Per la Genitrice ovviamente è diverso: solo cercare di capire se conosce la famiglia

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  3. :DDD Ogni volta che ho portato qualcuno a casa s'è svolta sempre la stessa scena, anche da me :D

    Ovviamente, spesso mi è stata posta la stessa domanda. Da qualche tempo, però, quando torno da Roma e becco la conoscente che non non mi conosce più, la formula è diventata: ...e Vui, a cui apparteniti?

    Sono passati al Voi, SIG!, sono diventata graaaandeeeee :(

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    1. Anche tu sei diventata una "bella signora"?Ih, ih, ih!

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  4. Questi genitori!
    Sempre forti le tue cronache di Villa Arzilla cara Dolcezze!
    Un abbraccio
    Maria

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  5. Tipico della generazione degli ottantenni. Anche mio padre talvolta spara questo proiettile e io vorrei sparire. Poi rido. In fondo sono simpatici questi vegliardi. 👍

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  6. Le tue Cronache rimangono inarrivabili. 😂😂😂

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  7. Partinico quasi mezzo secolo fa: una amica di mia mamma, ma allora non si conoscevano, francese che abitava laggiù si era sposata e aveva fatto tre figli, con pochissimi mezzi. Andavano a ehm, rubare frutta o non so cosa dagli alberi, un giorno il contadino li becco’ e fece la stessa domanda...

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