giovedì 11 maggio 2017

Di periodi no


Qualche anno fa, quando il Cucciolo era neonato e dimostrava di non aver bisogno di dormire, l'amato Bene era stato trasferito, il Genitore era caduto ed era stato operato, Dolcezze aveva creduto di aver toccato il fondo. Invece ce l'aveva fatta.  Aveva dimostrato che l'uomo può vivere anche senza dormire, che i bambini sanno essere autonomi, se sono stati bene educati, che gli amici veri si vedono nel bisogno e che non si muore se si mangiano tanti surgelati. 
Qualche anno dopo c'era stato il crollo del Genitore,  seguito a ruota da quello fisico della Genitrice. In quella circostanza,  con Genitore allettato e Genitrice ricoverata, Dolcezze si era dovuta trasferire e gestiva contemporaneamente 2 case, la scuola, l'assistenza domiciliare e quella ospedaliera. Definiva quel periodo il peggiore della sua vita, col Cucciolo traumatizzato dalla sua assenza, le maestre dell'asilo che teorizzavano la necessità dello psicologo e, in aggiunta, una delle tante crisi idriche della città.  
E no. 
C'ė di peggio: in 2 mesi Dolcezze ė passata dal proprio intervento alla crisi della Genitrice, al ricovero di Zio 1,  all'assistenza di Zia 1 e sua successiva dipartita, al cedimento della Genitrice (di difficile se non impossibile recupero), al crollo che pare definitivo di Zio 2, a problemini medici dell'Amato Bene...ovviamente senza soluzione di continuità, in un climax ascendente decisamente inquietante. E il tutto alla fine dell'anno scolastico con la Quinta da portare all'esame e la Maturità della Stella. 
Comprenderete che in tutto questo ambaradam Dolcezze non abbia avuto una convalescenza regolare e non abbia potuto seguire i doverosi controlli periodici, la sua casa versi in uno stato di triste abbandono, gli armadi siano pieni di maglioni e le scarpiere di stivali e al mattino occorra una caccia al tesoro per reperire un indumento più leggero.
Dolcezze è frastornata e si sente "presa dai Turchi". Gira come una trottola e cerca di resistere ai continui assalti, ma i risultati sono decisamente mediocri. 
La crisi di Villa (non più)Arzilla toglie il sorriso e aumenta lo sconforto.

Forse Wonder Woman ha bisogno di fare un tagliando.

7 commenti:

  1. Parlo con moltissime persone, visto che faccio la bibliotecaria, spesso persone di una certa età che cercano conforto nei libri per staccare da situazioni pesanti, a volte pesantissime. Tutti, anche i più forti, come tu sicuramente sei, abbiamo necessità di ricarica, di momenti nostri nei quali semplicemente non pensare alle cose che ci angustiano. Credi, i maglioni nell'armadio possono aspettare, se i tuoi cari brontolano di loro che si ingegnino che la mamma ha bisogno di riprendersi un po'. Ti abbraccio, se serve.

    RispondiElimina
  2. posso solo girarti un consiglio datomi: tutto va come deve andare.. sarà cinico, l'ho pensato anch'io!, ma è vero..
    ti abbraccio "tanto così.." ( hai presente i bambini quando dicono questa frase? ecco..)
    :*

    RispondiElimina
  3. Io non posso elencare tutti i miei problemi per svariati motivi ma ti assicuro che ti capisco.
    Certe volte vorrei sparire per non vedere ma poi mi rimbocco le maniche,prego Dio di darmi la forza e ricomincio.
    Una cosa la voglio dire però:niente è più insopportabile della sofferenza di un figlio.

    RispondiElimina
  4. Ti capisco sto vivendo un brutto periodo che sembra non aver fine e prego tanto.
    Non trascurarti!
    un baiser

    RispondiElimina
  5. Mi dispiace. Mi sembra di rivedere mia mamma qualche anno fa in circostanze simili, e da figlia all'epoca non capivo neanche quanto dovesse essere stanca e provata. Ricordare altri "momenti no" che sono stati superati aiuta molto... Cerca però di non trascurare la tua salute e di fare i controlli, anche perché tu devi essere in salute per reggere tutto il resto! Un abbraccio forte.

    RispondiElimina
  6. Ti mando i miei due soldi, insieme a tanta solidarietà.
    In momenti epici come quello che stai attraversando l'unica tecnica valida per sopravvivere è SFRONDARE. E dunque:
    la maturità della Stella è certo un momento molto importante per lei, ma in fondo è la *sua* maturità, basta che ci sia lei ad occuparsene. E, lo so che sto per scrivere un ossimoro, ma i problemi (lievi, si spera) dello stimatissimo consorte sono parimenti suoi, dovrà badarseli lui almeno per adesso. Stessa cosa per la Quinta: fai il tuo programma e lasciali nel loro brodo, capisco che è un orrore da dire a un insegnante di Lettere, ma insomma anche lì è la *loro* maturità, dovranno badarsela loro. Per il mitico Cambio di Guardaroba, bene, se a qualcuno dà noia avere troppi stivali tra i piedi che li riponga per conto suo, non è un impresa superiore alle umane forze nemmeno se fai la maturità.
    Ma la tua salute e il declino dei tuoi cari... quella è una cosa particolare e credo tu debba concentrarti su quello, non so dirti esattamente perché visto che non conosco la tua situazione familiare e relativi equilibri, ma ho l'impressione che quelli sì, siano un problema anche tuo perché se è vero che sono *loro* che stanno declinando, mi sembra che siano persone importanti per te e che quindi si tratti di curare anche il TUO distacco da loro, ed è una cosa che rischia di assorbire davvero molta energia, ma in qualche modo sarebbe peggio non vivere appieno il distacco.
    Naturalmente è il parere di un estranea che non conosce la situazione, quindi magari è una stupidaggine. Io comunque te l'ho scritto, anche perché oltre a questo non posso fare altro per te e mi dispiace.
    Solo, non ti sentire in crisi se non riesci a fare tutto, perché nessuno può fare sempre tutto... nemmeno noi, anche se vorremmo tanto ^_^

    RispondiElimina
  7. @ Bridigala: eccome se serve! Grazie!
    @ Angie: ho presente...e ti ringrazio!
    @ Solsido: hai proprio ragione. Qui è tutto "fisiologico", anche se doloroso. Non oso immaginare...
    @ Roberta: lo so e tu sei tanto forte. Ce la faremo!
    @ Ilaria: ci provo. Grazie
    @ Murasaki: disamina perfetta, ma caratterialmente mi risulta molto difficile non curarmi di tutto sempre. Lo farò, comunque, se voglio sopravvivere.
    Per quel che riguarda Villa Arzilla, hai espresso benissimo il mio pensiero: devo essere io a prepararmi al distacco e ad accettarlo, ma ho bisogno di un po' di tempo. La partenza della Zia è stata un colpo molto duro, anche perché inatteso, nonostante fossi ben conscia dell'età. Questo crollo generalizzato ora mi disorienta

    RispondiElimina