venerdì 6 gennaio 2017

Della presunzione (e Delle Cronache di Villa Arzilla 18)

Antefatto:
Come già accennato, la fine dell'anno è stata impegnativa: la Genitrice ha avuto una crisi acuta e si sono trascorsi alcuni giorni fra Pronto Soccorso, medici, farmacie e iniezioni. Dolcezze si è praticamente trasferita a Villa Arzilla e lì ha svolto contemporaneamente le funzioni di cuoca, infermiera e gestore della bisca, visto che vecchi e bambini volevano a tutti i costi giocare (inutile sottolineare la grande goduria provata in tale frangente da Dolcezze e, soprattutto, dall' Amato Bene, autonominatisi "i forzati della tombola"). 
Grazie ai potenti mezzi della medicina (e al riposo obbligato), la Genitrice si è parzialmente rimessa e, finalmente, Dolcezze è tornata a casa. 
Ovviamente, non appena i dolori sono appena diminuiti, la Genitrice ha ripreso il controllo del suo territorio e ha dimenticato che il principale farmaco prescrittole era il riposo, col risultato di una ricaduta, favorita anche dall'abbassarsi della temperatura.

 Stamattina:
"Come va oggi?"
"Male, male! Sono al punto di partenza. Non posso camminare, non mi posso muovere"
"Devi cercare di stare a riposo..."
"E come? Chi me le fa le cose?"
"Un po' alla volta facciamo tutto"
"Che fai e fai! Tu hai le tue cose da fare...e poi non sai fare niente"
"Senti, Genitrice. Ho da più di vent'anni una casa mia, che gestisco da sola, ho tre figli, sono vecchia...non pensi che sia in grado di aiutarti?"
"Sì, così poi devo fare tutto di nuovo"
"Grazie della fiducia, ma certo io non posso fare miracoli: se non ti accontenti di me e dei miei tempi, troviamo una buona donna che stia con voi, così almeno io sto tranquilla"
"Perché? Io che fastidio ti do? Cerco di non disturbarti, faccio tutto da sola"
"Ecco, appunto: non puoi più fare tutto da sola. Stai male, ieri sei caduta..."
"Lasciami stare. Se ti do fastidio non ti chiamo più" CLIC
"Ma che dici?"

qualche ora dopo:
"Come va?"
"Male, male...ma tu non ti preoccupare"
"Fra un'ora vengo, così ti aiuto col Genitore"
"Non c'è bisogno, me la vedo da sola!"
"No, no, vengo"
"Fa' come vuoi!"

Peccato che cominci a nevicare, A NEVICARE! E nel giro di 20 minuti strade, automobili e scale si riempiono di neve. Dolcezze si barda per la bisogna ma, arrivata alle scale di casa sua, scivola e non arriva a terra per un pelo. Decide, quindi, di lasciare perdere e telefona alla Genitrice: 
"Non posso venire, non è il caso di rischiare"
"Fa' come vuoi"
"Mi raccomando, non fare cose strane"
"Non ti preoccupare: non sono una bambina"

Dolcezze torna a casa, dilaniata dal senso di colpa: e se succede qualcosa?  Quando l'Amato Bene le comunica che sta andando dalla Suocera, gli dà le chiavi di Villa Arzilla e gli raccomanda di andare a dare un'occhiata ed, eventualmente, una mano.

Un'ora dopo arriva una telefonata dell'A.B.: 
"Guarda cosa ti ho mandato su WA".


E agli occhi di una attonita Dolcezze appare una foto della Genitrice in cima alla scala intenta a prendere nel ripostiglio le scatole per riporre il presepe. 
L'Amato Bene, che aveva la chiave, era entrato senza suonare e l'aveva colta in flagrante. 

Lei non è una bambina: Dolcezze non si deve preoccupare.



15 commenti:

  1. Mio fratello che scappava regolarmente a mia nonna al mercato fu dotato di un guinzaglio per evitare un infarto alla poveretta che di doveva gestirlo.
    Tu procurati delle manette

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi ha detto che finchè ragiona comanda lei. Le manette non bastano.

      Elimina
  2. Non mollano mai e guai a contraddirli! Io purtroppo ho perso i genitori ancora giovani e non ho esperienza, ma sento i racconti delle amiche e mi viene sempre una gran malinconia.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  3. Ciao Dolcezze, tanti auguri...per tutto!!
    Un abbraccio
    Carmen

    RispondiElimina
  4. Sembra la sorella di mia mamma :)!
    Auguri di un buon anno sereno
    un baiser







    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, sì...è una categoria molto diffusa, pare!

      Elimina
  5. Mia nonna era uguale! Inutile, non sentono ragioni, o meglio sono convinte di avere ragione loro! ;-) In ogni caso mi rendo conto (guardando alla mia, di madre) che per una madre tu puoi anche avere i tuoi anni, la tua indipendenza, la tua casa e la tua famiglia ma resti sempre una figlia, con tutto quel che ne consegue!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Finché mio padre parlava chiamava me e mia sorella "picciridde"...ed eravamo già madri di figli grandi!

      Elimina
  6. Tua madre è identica, spiccicata alla mia. Le somiglia anche come fisionomia. Mia madre, ogni volta che mi vede mi fa stringere il cuore dicendomi che non riesce neanche più a pettinarsi da sola perché la periartrite alla spalla non le permette di alzare il braccio destro, che la sciatica la fa soffrire tantissimo per salire al piano di sopra dove ha la camera da letto e così via. E com'è che a volte arrivo da lei e vedo il lampadario perfettamente pulito? La guardo allibita e lei candidamente dice: "Non lo potevo più vedere così impolverato!". E io mi chiedo come diamine ha fatto a salire sulla scala e ad alzare le braccia e soprattutto perché caspita non aspettava me o mia sorella che passiamo da lei tutti i giorni.
    Sono un mistero le Genitrici!

    RispondiElimina
  7. Sfondi una porta aperta. Come ti capisco!

    RispondiElimina
  8. Questi genitori!
    Anche la mia a 90 anni vuole fare tutto da sola!
    E io ... lascio fare altrimenti sbatto contro un muro!
    Ma quanta pazienza!
    Un abbraccione e ... ti sono vicina
    Maria

    RispondiElimina