venerdì 14 ottobre 2016

Di come capisci che non sei più giovane




E' inutile far finta di niente: "Vassene 'l tempo".  
Se "l'uom non se n'avvede", Dolcezze sì.

Lo aveva già intuito qualche tempo fa, 
ne aveva avuto conferma quando aveva realizzato che non era più lei ad avere vent'anni ma suo figlio, 
lo aveva considerato rendendosi conto che al prossimo referendum voteranno i 4/5 della famiglia ,
lo aveva riconosciuto dai sinistri scricchiolii al mattino e dall'allargarsi del suo vitino da vespa...ma il colpo di grazia lo ha avuto stamattina a scuola.

Classe III: 
"Ragazzi, sapete cosa è successo ieri?"
"Sì, è morto Dario Fo"
"Certamente, e ce ne dispiace molto. E' stato indubbiamente un personaggio e un intellettuale molto importante nella storia del nostro paese; ha pure ricevuto il premio Nobel per la letteratura...A proposito, torniamo alla domanda iniziale: cos'altro è successo ieri?"
"..."
"Ma dai! Ha proprio a che fare col Nobel!"
"..."
"L'Accademia svedese ha consegnato il Nobel per la letteratura a Bob Dylan! E' quanto meno singolare che nello stesso giorno si ricordino due personaggi, insigniti dello stesso riconoscimento, ed entrambi letterati per così dire "eterodossi".  
"..."
"Scusate...ma voi conoscete Bob Dylan?"
"Veramente no"
""Non ci credo! Forse non collegate nome e musica...aspettate, vi faccio sentire una sua canzone"
E, dal tablet, fa ascoltare  Blowin in The Wind.
"Ah! La canzone di Shrek!" ,urla il Tecnologico.
"Non credo proprio!"
"Sì, ma la devo aver sentita da qualche parte...forse una pubblicità"

Dolcezze trattiene tutto quello che avrebbe da dire, fa riascoltare la canzone, legge una traduzione del testo, dà qualche informazione sull'autore e si trasferisce in Quinta, contando in una maggior fortuna, anche perché questa è la classe del Musicista...vuoi che non conoscano Bob Dylan?

Non lo conoscono. 

Si ripete, quasi parola per parola il dialogo di cui sopra, finché Dolcezze accende la Lim, cerca il video della canzone, la fa ascoltare nelle due versioni, di cui una cantata da Joan Baez (che è sempre un gran bel sentire) e ripropone il testo. Finalmente un po' di attenzione: si apre un bel dibattito, si parla della forza dirompente della musica, della canzone di protesta, del rap che oggi assolve la stessa funzione,  della letteratura quando è vita...ma Dolcezze si rende conto che per loro Blowin in The Wind è preistoria.

E lei che la cantava in italiano (con le parole che proprio oggi ha scoperto essere state tradotte e adattate da Mogol)  coi coetanei attorno al falò, che ha imparato su quegli accordi a suonare la chitarra, che ancora ricorda il testo a memoria e si emoziona ogni volta che la ascolta...capisce di essere veramente una cavernicola.

E non osa pensare a come si relazionerà fra 15 o 20  anni (*) coi diciottenni di allora, sempre che ancora parlino la sua lingua e lei sia in grado di intendere la loro.

*Visti i quarti di luna relativi alle pensioni, per cui, probabilmente, si andrà a lavorare col bastone e il pannolone.


5 commenti:

  1. Pari pari alla morte di David Bowie (forse lo avevo anche raccontato). E più parola non appongo.

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  2. E' uso e costume che le nuove generazioni ignorino ciò che le precedenti hanno amato - un po' è il rifiuto, un po' il cambio di gusti, un po' il fatto che non ne sentono poi molto parlare.
    Ma per Bob Dylan c'è anche un altro fattore da non trascurare: negli ultimi vent'anni è praticamente scomparso dalla televisione e dalle radio italiane. Magari tra vent'anni sarà di nuovo un must, chissà.
    Dunque, era in posizione perfetta per prendere il Nobel - molto più di Murakami, che è tuttora un autore che riempie le librerie (fermo restando che a me piace moltissimissimo di più Dylan).
    In compenso il depravato Vasco Rossi, che allietava le mie ore già al liceo, è tuttora apprezzatissimo dalle nuove leve, per non parlare dei Queen - che a me sono sempre piaciuti tanto, ma non mi sono mai sembrati questo mito imprescindibile.
    Misteri dell'arte ^__^

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  3. Io so chi è Bob Dylan ma la mia formazione è stata impostata quasi esclusivamente sulla musica classica quindi ammetto la mia ignoranza sulla stragrande parte di musica degli anni '70/80.
    Mio marito,figlio di pianista classica,ascoltava tutti i gruppi del momento,Cure,Police,Depeche Mode,Genesis,Pink Floyd ecc.ma faceva parte di un coro polifonico che eseguiva musica del '500 e '600.
    Oggi lui continua ad ascoltare i suoi gruppi,io ascolto la musica classica odiando ogni tipo di contaminazione e i miei figli ascoltano musiche completamente diverse:metal e pop.
    Non mi preoccuperei più di tanto.
    È lo stesso discorso dei libri.
    Noi abbiamo letto piccole donne e i ragazzi della via pal,per citare il genere,Moravia e i classici russo e francesi.
    Io non sono riuscita a far leggere ai miei figli un solo classico per ragazzi.
    In compenso il piccolo a 14 anni ha divorato It e il grande è un esperto di Tolkien.
    Ogni generazione ha i suoi percorsi di formazione,scuola a parte ovviamente.










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  4. @ povna: infatti. Lievemente inquietante, però. Non trovi?
    @ Murasaki: hai ragione. In fondo "la pubblicità è l'anima del commercio" e di Dylan dalle parti nostre si parla poco. Nonostante ciò, mi ha fatto veramente impressione che non fosse noto né il nome né una fra le più note canzoni. Sui misteri dell'arte concordo in pieno.
    @ Solsido: Hai ragione, però,se i tuoi figli non hanno letto Guerra e pace, almeno ne conoscono il titolo e l'autore ( spero!;-). Qui, invece, c'era l'ignoranza assoluta, da cui il mio dubbio: fra vent'anni quali dei miei idoli musicali e letterari saranno noti ai miei alunni?

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  5. Non siamo vecchie noi, sono loro ad essere ignoranti! Ecco! umpf

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