giovedì 29 settembre 2016

Delle cronache di Villa Arzilla 16






Filemone se n’è andato dolcemente, nel sonno, con la mano nella mano della sua Bauci che, nonostante le rassicurazioni dell’infermiere (che le aveva detto che la situazione era stazionaria), non aveva voluto stendersi perché sentiva che qualcosa non andava. Adesso lei si confronta con la quotidianità e lo cerca sulla poltrona, in attesa di incontrarlo di nuovo. 


Intanto Villa Arzilla è in fermento: un altro brutto colpo, dopo quello della Zia Romana, ma anche tanta saggia consapevolezza.


Genitrice: “Io devo venire ai funerali di Filemone”

Dolcezze: “Non se ne parla. Non ti puoi muovere…Bauci capirà. “

G: “Io ci vado. “

D: “E io non ti ci porto”

G: “Ti pare che mi spavento a chiamare un taxi?”

D: “…”


Con grande fatica Dolcezze imbarca la Genitrice (sì, ha vinto lei. Vi immaginate se fosse arrivata in taxi?) e, con altrettanto grande fatica, la fa scendere dalla macchina e la accompagna in chiesa, col suo vezzoso bastone. 


G: “Ah, pensa…il Nipote quando si è laureato aveva detto che era felice di avere ancora quattro nonni in vita…e già ne ha perso uno…Vediamo chi è il prossimo…”

D: “Ma che dici?!? Due degli altri tre siete tu e il Genitore!”

G: “E allora? Tutti dobbiamo morire!”

D: “…”

2 commenti:

  1. Non fa una piega.
    Mia zia novantenne,in compenso,non vuole "strudiri",consumare,i vestiti nuovi nella casa per anziani in cui si trova.
    "E che me li metto a fari pi sti quattru ribbambinuti?i robbi novi novi?
    Traduzione:e che li indosso a fare i vestiti nuovi,circa dieci anni,per questi vecchi rimbambiti?
    E io:ma zia ,quanto vuoi campare?
    E lei:tu preoccupati pi tia che a mia ci pensa u Signuri.

    RispondiElimina
  2. Prendiamo atto che l'intrepida genitrice mostra un atteggiamento assai disteso verso nostra sorella morte corporale. Una bella cosa, visto che, appunto, tutti dobbiamo morire ^__^

    RispondiElimina