giovedì 5 maggio 2016

Di pruni, di prime e di primavere

Sono due i pruni nel mini giardino del buen retiro, uno accanto all'altro, stessa acqua, stesso sole, stesse cure, ma un mese fa, quando Dolcezze è tornata dopo l'inverno, uno era tutto un rigoglio di fiori,

l'altro un fusto nero e rinsecchito, che tendeva al cielo un reticolo di rami nodosi e contorti.
Dolcezze l'aveva guardato con tristezza, l'Amato Bene aveva pensato di piantare al suo posto un limone ( ha sempre desiderato un limone in giardino), ma poi l'idea è stata abbandonata. 
Quindici giorni fa i fiori di un pruno erano caduti e già si intravedevano i piccoli frutti,


l'altro era sempre secco e spoglio.
 "Chiamiamo il giardiniere?" Ma Dolcezze scruta il pruno, cerca segni di vita...e intravede un fiore, un piccolo bocciolo, nascosto..."Aspettiamo..." 
Oggi il pruno è fiorito: nell'altro i frutti già sono grandetti, ma il pruno rinsecchito è fiorito. Tardi, con pochi fiori, 


non è esplosivo come l'altro, i suoi frutti sono tardivi, sono pochi, sono meno dolci, attraggono meno...ma ci sono.


Sono 22. Stessa aula, stesso orario, stesse lezioni, stessa cura, stessa attenzione...e primavere diverse.
C'è chi è esploso in una fioritura ricca e abbondante, chi ha saputo giovarsi delle ore di scuola ed è cresciuto (e non solo in altezza!) e poi c'è chi sembra chiuso e sterile, chi pare non avere mai ascoltato, chi pare ancora fermo alla casella di partenza. 
Non si vede nulla...e già si pensa ad una potatura decisa, perché non è possibile occupare spazi che potrebbero essere meglio gestiti in altro modo.
E poi, guardando bene, ad un occhio più attento appare un bocciolo. Uno, poi due, poi tre...niente di che, ma tu pensi che forse anche da qui si potrà avere qualche frutto...tardivo, scarso, meno dolce e meno attraente...ma frutto.

La pazienza: forse è questa la virtù da coltivare oggi, in questo periodo del tutto e subito, in cui chi va più lentamente è troppo spesso lasciato indietro, perché è più comodo così.
La pazienza e la speranza: perché dobbiamo sperare che quanto seminato giunga a maturazione, anche se i tempi non sono immediati. Del resto già questa esperienza è stata vissuta.
Aspettare e sperare. E forse anche il deserto fiorirà.

6 commenti:

  1. E tutto ciò fa molto parabola zen.
    Del resto, il nostro E' un lavoro che richiederebbe accortissimi maestri zen, più che comuni mortali...

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  2. Dimenticavo: i miei migliori rallegramenti a entrambi i pruni ^__^

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  3. Sono contenta che il tuo pruno tardivo ti abbia fatto riflettere sui "frutti umani tardivi"... sarebbe un peccato sprecarli e lasciarli indietro.
    La pazienza e la speranza... da coltivare sempre e comunque.
    Buona settimana. =)
    Dani

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  4. molto bello questo post.... riflessivo...
    un abbraccio
    A, Ct

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  5. Un bel post, mi hai fatto ricordare una canzone che forse non tanti conoscono, a me è molto cara, è di Alberto Fortis e si intitola proprio La pazienza. Un caro saluto, Gabry

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  6. Il post si aggancia mirabilmente al passo del Vangelo sul fico sterile.Occorre molta lungimiranza per evitare di spezzare speranze e aspettative.
    Con glu alunni la pazienza è ancora più necessaria e faticosa.
    Io non sempre riesco a mantenere la calma...

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