martedì 5 gennaio 2016

Della Zia Romana e del Cucciolo




La telefonata alla fine è arrivata. Il grande cuore della Zia Romana ha ceduto e lei finalmente riposa. La sua partenza è stata dolce e lei era così piena di vita e di energie che, mentre la si vegliava, insieme alle inevitabili lacrime che di tanto in tanto scendevano, era tutto un tripudio di aneddoti, di risate, di citazioni.
86 anni sono tanti …e lei non era certo una che passava inosservata.
Donna libera, schietta e “moderna” (fumava e portava i pantaloni, unica fra le sorelle, in tempi in cui ciò non si usava), amava giocare e le feste con lei erano uno spasso. La tombola era un rito sacro (guai a fiatare!) e quando perdeva si alzava e se ne andava, per poi tornare dieci minuti dopo. Impossibile giocare a tombola senza pensare a lei e ai suoi numeri “smorfiati”.
Era una donna dalla generosità assoluta (nessuno si avvicinava a lei senza tornare con qualcosa, che fosse un gioiello o un cavolfiore), ma soprattutto era una grande cuoca e una grande buongustaia. Ogni telefonata con lei, e anche le visite in ospedale, prevedevano la domanda di rito “Che cosa mangi oggi?” E alla risposta inevitabilmente seguiva un “Bleah!” se il menu era leggero e salutistico e un “Buono!” se si trattava di piatti-bomba. Si divertiva col Cucciolo, che con lei condivideva la passione per la buona tavola e per lui aveva sempre le caramelle.  

La telefonata era attesa, ma nessuno aveva pensato al Cucciolo, così grande, ma anche così piccolo e così legato alla zia Romana.
Cucciolo: “Ma la zia è uscita dall’ospedale?”
Dolcezze:“…”
Amato Bene: “Dolcezze, devi dirglielo”

E Dolcezze deve trovare le parole, spiegare che la zia è veramente uscita dall’ospedale, che adesso sta bene, non soffre più, è con suo marito e i suoi genitori e scherza e ride come prima e, probabilmente, sta chiedendo “Cosa si mangia oggi?” e, anzi, si è già messa ai fornelli, ché per troppo tempo ha mangiato minestrine.

E il Cucciolo capisce, ma piange, e Dolcezze è lì a spiegare che dobbiamo essere felici per lei e che il suo funerale sarà una festa, perché noi gioiamo per lei che è sicuramente immersa nella gioia di Dio.

C: “E allora, se è una festa, poi mangiamo tutti insieme?”

6 commenti:

  1. Tutti i salmi finiscono in gloria,dice il proverbio.
    E,giustamente,per tuo figlio la festa comporta la mangiata.
    Un po' americano,non trovi?

    RispondiElimina
  2. E allora buon appetito, Liria.
    Quando, dopo un funerale, si riesce a ridere e scherzare ed ironizzare sul defunto, significa che quella persona ha saputo, durante la sua vita, regalare gioia e bei momenti.
    Mi pare di capire che la zia fosse veramente così.
    Un abbraccio, cara amica

    RispondiElimina
  3. Festeggiamo tutti la bella morte della tua bellissima zia. E molta solidarietà al Cucciolo, che ha pianto e lo sa lui perché.

    RispondiElimina
  4. @ Solsido: sai che l'ho pensato anch'io? Per quanto l'uso di mangiare insieme dopo il funerale era anche usanza dalle nostre parti, almeno quand'ero bambina. Ora è tutto diverso, anche nei "riti" della morte. Se tu pensi che i bambini vengono tenuti fuori dalla morte oggi...
    @ Squitty: hai capito tutto, Federica: la zia era una persona "speciale". Impossibile pensare a lei triste e musona. Secondo me sta mettendo in subbuglio pure il Paradiso!
    @ Murasaki: grazie. Il Cucciolo per ora è oggetto di tutte le nostre coccole, ha capito tutto e si pone domande. Il bello è che si dà pure le risposte...

    RispondiElimina
  5. Dolcezze, leggo i tuoi due post uno in fila all'altro, e non posso fare altro che riabbracciarti.

    RispondiElimina
  6. Un abbraccio Liria. Che questa splendida donna che hai descritto riposi in pace e cucini per gli angeli...
    Povero cucciolo, il vuoto che lasciano gli affetti importanti è una questione che ci mette a contatto con la nostra solitudine, che devi metterci del tuo per colmarlo.
    <3 <3 <3

    RispondiElimina