lunedì 16 novembre 2015

Dell'emergenza idrica ( e di nient'altro)



Cosa hai imparato ricordato* dopo 23 giorni di mancanza d'acqua:

cose buone:
che una bottiglia da due litri d'acqua è sufficiente per lavare i denti di 5 persone tre volte al giorno,
che l'acqua in cui si cuoce la pasta è ottima per lavare i piatti,
che, se raccogli in un catino l'acqua con cui fai quotidianamente le tue abluzioni, questa sostituisce egregiamente lo sciacquone del wc,
che è possibile (anche se non sempre consigliabile) utilizzare SOLO una maglietta/camicia al giorno e, quindi,  non è necessario organizzare ogni giorno un défilé,
che c'è tanta brava gente disponibile, che apre la porta di casa e mette a disposizione pozzi privati per aiutare chi è a secco;

cose meno buone:
che la carenza d'acqua rende tutti moooolto nervosi,
che non è opportuno stendere il tuo bucato all'esterno, qualora ti arrivasse un po' d'acqua la mattina, se non vuoi che il vicino del quinto piano (che non ne vede un goccio dall'inizio dell'emergenza) ti mandi maledizioni,
che non è salutare frequentare luoghi chiusi se hai un olfatto molto sensibile;

cose cattive:
che c'è chi specula sulla sete della gente e aumenta i prezzi di acqua da bere e autobotti,
che non riesci a capire come mai come mai gli acquedotti romani siano ancora efficienti, mentre qui non si riesce a sistemare un tubo (in senso proprio e figurato),
che, ancora una volta, lo sport nazionale e locale è lo scaribarile;

cose importanti:
che se senti dialoghi di questo tenore: "Ce l'hai?" "Ti è arrivata?" "Quanta ne hai?" "Posso venire a prenderne un po'? non stai ascoltando trattative fra tossicodipendenti e non devi avvisare la Polizia.

*ricordo simili difficoltà quando ero bambina



Questo era un post programmato. 

Tutto quello che è successo a Parigi è cosa talmente grande che non può trovare posto in questo blog, almeno per ora. Da venerdì sera cerco di spiegare quanto accaduto al Cucciolo e ancora non ho trovato cosa dire.  
Perché, quando tuo figlio di 8 anni ti chiede: "Ma può succedere anche qui?", tu, che sei tanto brava a rispondere a tutte le sue domande, rimani senza parole...

4 commenti:

  1. Dolcezze, ma allora sei "Sic-uliana"? (Messina...?:))

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  2. Insegnamenti preziosi! Il segreto degli acquedotti romani, forse, è proprio il fatto che una volta non c'era lo scaricabarile.Non saprei spiegarmelo altrimenti.

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  3. Sono stati giorni infernali.Hai detto bene,si parlava solo di acqua.
    Io mi alzavo tutte le notti alle tre,poi alle quattro e alle sei sperando nell'arrivo dell'agognato liquido.
    Se i miei figli si lavavano i denti lasciando il rubinetto aperto erano urla,la doccia era un miraggio,siamo andati nella casa al mare per farne una,e io guardavo con desiderio tutte le ricette che avrei voluto fare ma che richiedevano troppo dispendio idrico.
    Troppi contrattempi,troppi proclami disattesi,troppa incuria,troppa superficialità,troppo tutto ciò che non si associ ad assunzione di responsabilità e professionalità.Un territorio come il nostro non si può abbandonare al tira a campà,non ce lo permette,va monitorato costantemente.E l'acquedotto si deve controllare perché una città,un paese,un piccolo borgo ,qualunque agglomerato urbano ha il diritto all'acqua.
    Acqua pagata profumatamente.

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  4. Cavoli! L'acqua è un bene preziosissimo!
    Me ne sono accorta in Africa quando, spesso, ne avevamo pochissima!
    Spero che ora sia tutto risolto!
    Un abbraccione Maria
    P.S. Hai proprio ragione. Alle domande dei figli, in questo periodo difficile, non si sa proprio come rispondere.

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