venerdì 13 novembre 2015

Dei libri dell'anno 45 : Scritto sulla mia pelle

Il libro che propongo oggi per il venerdi del libro è proprio "adatto" a questo blog, che parla spesso di adolescenti e di famiglia, che sono anche i protagonisti di questo romanzo. 



E' una storia di dolore e di amore, è un romanzo di formazione, che svela le tante difficoltà e fragilità degli adulti di oggi.
Stefano ha sedici anni e quella che credeva una famiglia normale: un padre impegnatissimo nel lavoro, una madre maestra e un fratello, Paolo, più piccolo e un po' rompiscatole, come tutti i fratelli minori. Ma in questa "normalità" si inserisce un altro evento, a sua volta molto, troppo normale oggi: la separazione dei suoi genitori. La madre va via, lui col padre e col fratello si trasferisce a casa del nonno, malato di Alzheimer, che, di fatto, è affidato alle sue cure insieme col fratellino, ma non si sente "a casa", perché quello è solo il luogo in cui abita. La casa era altrove. 
Stefano non capisce. Non capisce perché la madre li abbia abbandonati e non si faccia sentire e, soprattutto, non capisce perché il padre non faccia nulla per farla tornare. E' pieno di rabbia e di dolore. Solo l'amico del cuore e la nuova compagna di scuola, Elisa, che vive in forma ben più drammatica la mancanza della madre, danno un senso alle sue giornate. Stefano non accetta la "normalità" della separazione, non ne vede i vantaggi, che il cugino gli prospetta, trema al pensiero che un altro uomo entri nella vita della madre. E' pieno di dubbi e di domande, prima fra tutte: "Ma l'amore eterno esiste?" e  riflette su un concetto tanto banale da apparire scontato: qualunque dramma stiano vivendo i suoi genitori, il loro amore è per sempre e ne sono testimonianza viva lui  e suo fratello. («Essere vostro figlio è una cosa che non va via quando faccio la doccia la mattina. Io e Paolo siamo tutto quel che resta di quel per sempre. E’ già qualcosa e farò in modo che non si rovini… Ripenso a mia zia che legge vestita di rosa. Una sola carne. Quella carne sono io. Il vostro nome è scritto sulla mia pelle, inciso nella carne di cui sono fatto.» E’ un tatuaggio che non voglio cancellare, anche se fa male»)
E allora comincia la sua missione: deve costringere i suoi a parlarsi ancora e deve continuare ad  amarli entrambi, nonostante il dolore e la delusione che segnano la sua scoperta del tradimento del padre. E lotta, e prega, affidando ad un diario le sue riflessioni e i suoi pensieri, caricato di un nuovo incarico, quello di essere mediatore. Fa così delle scoperte interessanti: non dobbiamo mai dare per scontato ciò che proviamo, è importante far sentire importanti quelli che amiamo, dobbiamo imparare a chiedere scusa, magari accompagnando le nostre parole con un segno concreto.
In questo romanzo i due genitori si rivelano molto fragili: lui schiacciato dal senso di colpa e incapace, quasi, di prendere in mano la situazione, lei troppo delusa e addolorata per vedere i timidi segni di avvicinamento del marito, ma entrambi sono volti al bene dei figli. 
Il finale è aperto, come è la vita, ma alla fine del percorso Stefano sarà più maturo e in grado di dimostrare la forza dell'amore che nasce dal perdono, sia del padre che dell'amata Elisa. 
Tenerissima la figura del nonno che, nei rari momenti di lucidità che lo caratterizzano, richiama con semplicità all'autentica onestà dei rapporti e della famiglia. 
Libro di cui consiglio la lettura, perché riesce a presentare con rara sensibilità i dubbi, le paure e le incertezze dell'adolescenza e contemporaneamente ci ricorda che una famiglia si costruisce giorno per giorno e che vale la pena lottare per tenerla in piedi, nonostante le oggettive difficoltà quotidiane.


7 commenti:

  1. Lo leggerò perché lo hai presentato cosi bene che già mi sento dentro il libro.

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    1. Lieta di aver interessato un'esperta di libri come te! Sono certa che ti piacerà

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  2. Sembra davvero un bel libro. Tematica delicata e sempre piu' attuale.

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    1. Lo è. Purtroppo, come dice Stefano, le separazioni sono diventate "normali"...da qui il dolore di tanti ragazzi.

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  3. Guarda, dalle tue parole comprendo i sentimenti di Stefano e posso dirti che ci si pensa anche se adolescenti non si è più. Quando i tuoi si separano, anche se si è una figlia che con le separazioni ci lavora pure. Anzi, forse per questo. Lo leggerò, perché penso sia importante tenere sempre a mente i sentimenti di chi è coinvolto in una separazione, anche quando il proprio compito e' difendere uno o l'altro coniuge.

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    1. Quando ho cominciato a leggerlo (consiglio dell'amica libraia per i ragazzi di scuola), mi è sembrato troppo "doloroso", ma poi lo sviluppo mi ha conquistato. L'argomento è difficile, ma trattato veramente bene. E aiuta a riflettere.

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  4. Cara Dolcezze, certamente un libro da leggere.
    E molto attuale (purtroppo!).
    Grazie per avercene parlato!
    Un abbraccione Maria

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