domenica 4 ottobre 2015

Delle partite di pallone




Dolcezze odia il calcio.
Ok, odiare è troppo.
Dolcezze non ama il calcio. 
Capisce chi gioca a pallone (attività che pare essere connaturata al genere maschile, dal momento che quando un maschio dai 6 mesi a 90 anni vede un pallone perde il lume della ragione e comincia a corrergli dietro), ma non riesce a capire che senso abbia guardare 22 maschi più 1 che corrono. Ciononostante non si è  mai opposta, ovviamente, a che i maschi di casa occupassero il SUO DIVANO il sabato sera o la domenica per le partite di campionato.  E' arrivata persino a preparare teglie e teglie di focacce in occasione di semifinali e di finali, fa il tifo per la Nazionale e compra le bustine di figurine per l'album dei calciatori del piccolo. 

Ma a tutto c'è un limite. 
Una volta le partite erano solo la domenica, poi il sabato e la domenica, ora TUTTE LE SERE DELLA SETTIMANA.
E il problema dov'è?
I tifosi  OCCUPANO IL DIVANO e il divano E' DI DOLCEZZE, nel senso che è lì che lei si rilassa la sera, è lì che ricama, sferruzza e uncinetta. Quando c'è la partita, a meno di sopportare la vista dei 23 in mutande, lei deve trasferirsi e non conclude più niente. 
Nel suo divano ci sono i due cuscini da piazzare dietro la schiena, c'è il cuscino da mettere sotto le gambe, c'è la lampada da orientare sulle mani, la televisione in sottofondo, il cesto dei lavori in corso e, soprattutto, c'è la beata solitudo. 
Nell'ultima settimana, fra Campionato e Coppe, 5 giorni su 7 Dolcezze è stata sfrattata e le sue attività "extra" languono. 

DOLCEZZE RIVUOLE IL SUO DIVANO. 

C'è qualcun'altra che soffre come lei?
Che ne dite di organizzare il Comitato di liberazione dall'abuso di calcio in televisione? 
 
A proposito...se qualcuno si chiede perché questa "creativa" sia così poco creativa...adesso lo sa.

6 commenti:

  1. Come ti capisco, sabato sera stufa dei tifosi di casa sono andata al cinema sola soletta e mi sono spalmata sulla poltrona della sala cinematografica per due rilassanti orette!!!!
    aspetto il tuo indirizzo, la mia e-mail è: celeste.roberta@gmail.com

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  2. Sono orgogliosamente una donna che di pallone capisce, che lo venera, che, se c'è da fare un comitato, sarà sempre dalla parte di chi il pallone lo difende... Sorry. Però se vuoi posso firmare la petizione per il divano... ;-)

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  3. I miei uomini abbassano la percentuale di amanti del calcio,non gliene importa proprio niente.Sicuramente dipende dal fatto che mio marito è sempre stato indifferente allo sport nazionale,il rito della domenica pomeriggio ci è del tutto sconosciuto come quello del sabato sera.
    Viviamo molto bene,non ci sentiamo dei paria.
    E ricordo con orrore le discussioni concitate con il marito di una mia carissima amica che di fronte alla squadra del cuore perde ogni controllo.
    Naturalmente il divano è a mia completa disposizione.

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  4. Seeee....io con una quattrenne in giro per casa il divano per rilassarmi me lo sognerò ancora per un pò!
    Ma per riappropriarti del tuo divano suggerisco di spostare la televisione ovunque... i maschi la seguiranno e te li toglierai da...dal divano ;-D
    Baciuzz <3

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  5. @ Roberta: al cinema sola no, ancora non ci sono arrivata. In genere queste serate diventano serate di lettura...o di sonno (ché di arretrato ce n'è sempre tanto)
    @ povna: mi dispiace di non averti sodale in questa impari lotta ;-) . L'idea della petizione pro divano mi piace...
    @ Solsido: invidia nera
    @ Fabiola: guarda che riconquisterai il divano molto presto...e senza quasi accorgertene. I bambini crescono mooolto (forse troppo) in fretta. Sulla tua ipotesi...purtroppo non è attuabile...sob!

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  6. Ecco perché io mi sono appropriata del divano e della tv in cucina. Di quelli in soggiorno facciano pure quel che vogliono. :))) Io però in casa ho un raro esemplare di maschio indifferente al calcio: il mio ventenne figliolo. Non gliene può fregare di meno. Che bello! Lascia il papà solo a soffrire o a urlare esultante appresso alle squadre di calcio e lui si rifugia nella sua stanza per dedicarsi ad altro.
    A presto cara,
    Rosa

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