venerdì 25 settembre 2015

Dei libri dell'anno 43 : L'amore graffia il mondo




Quando ho letto L'amore perfetto di Riccarelli, qualche tempo fa, l'ho trovato bello, molto ben scritto, ma troppo lento. Per questo, quando l'Amica Lettrice, fra i libri che mi ha prestato per l'estate, mi ha proposto L'amore graffia il mondo, ero un po' restia a prenderlo. Avevo voglia di evasione, di gialli e sciocchezze da spiaggia, non me la sentivo di imbarcarmi in letture impegnative, ma poi l'ho portato al mare, riservandomi di affrontarlo in un altro momento. In realtà le mie letture sono poi state valide e serie e anche questo libro è entrato nel calderone estivo.

Il libro è molto bello. E' uno spaccato di storia italiana del secolo scorso, vista attraverso le vicende  di una famiglia ma, soprattutto di una donna, Signorina, di cui seguiamo l'intera esistenza, dalla nascita alla morte.
Signorina è forte: il suo è (profeticamente) il nome di una locomotiva e lei per tutta la vita non fa altro che "tirare", spingere i suoi verso la sicurezza e il benessere, sacrificando alla sua famiglia d'origine (e poi a quella formata col matrimonio con Beppe) ogni momento della sua vita.
Signorina è brava a scuola, ma non può continuare gli studi. E' una femmina: sufficiente che sappia leggere, scrivere e far di conto.
Signorina ha un dono: uno strano omino con gli occhi a mandorla le ha passato, quand'era bambina, la capacità di creare, con poche pieghe nella carta e, poi, nella stoffa, abiti bellissimi ed esclusivi. E' talmente brava che la maestra di taglio alla quale, finalmente, il padre le consente di andare, la mette a parte dei suoi segreti. Vorrebbe aprire una sartoria tutta sua, ma la guerra prima e le problematiche familiari poi, le impediranno sempre di realizzare il suo sogno.
Signorina ama troppo. Signorina ama troppo gli altri e troppo poco sé stessa. Per tutta la sua vita non fa altro che annullare i suoi sogni, le sue speranze, i suoi desideri per condurre qualcuno: la madre, il padre, i fratelli, il marito, il figlio...e lei? Chi porta lei? Ed ecco il suo dramma, crudele, inatteso, che ti lascia spiazzato.
Leggere la storia di Signorina mi ha fatto male. In lei ho rivisto tante donne che ho conosciuto, nella descrizione dei bombardamenti e delle case sventrate,  nei conti che non tornano fatti sul tavolo di cucina ho risentito i racconti di mia nonna, nella dedizione al figlio malato ho visto le tante madri che non dormono per vegliarli, nella drammatica scena dell'aborto ho visto il dolore che ancora oggi spinge a considerare un bambino non "programmato" un lusso e, quindi, indesiderato.
La conclusione del romanzo sembra ingiusta e arriva troppo in fretta.

Mi sono emozionata e la Stella, uscita dall'acqua, mi ha trovato sulla sdraio quasi in lacrime e lì, allora, le ho ricordato che non ci si deve mai annullare, che è fondamentale riservarsi uno spazio per coltivare (e realizzare, si spera) i propri sogni, che bisogna imparare anche a dire qualche no a chi amiamo, perché il primo amore lo dobbiamo a noi stessi ed è quello il punto di partenza di tutto.

(per il venerdì del libro)

5 commenti:

  1. Ho amato"Il dolore perfetto"sin dal suo incipit,fulminante.
    Riccarelli ha una sensibilità rara,quasi femminile,nel delineare figure di donne indimenticabili.
    Signorina mi ha toccato il cuore nella seconda parte del romanzo,quando l'ansia e la depressione irrompono nella sua vita.
    Ma questo libro ha il merito anche di raccontare un'Italia coraggiosa e tenace,impegnata nella ricostruzione del dopoguerra.
    Avessimo un grammo di quell'entusiasmo!

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    1. E' vero. Nel libro si vede la capacità di una nazione di risollevarsi da dittatura, guerra e morte...quella capacità che dovremmo riconquistare oggi.

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  2. L'ho messo tra i preferiti sul mio kobo, appena finisco di leggere "La Mennulara" lo inizio, mi ha incuriosita molto questa recensione.
    Grazie!

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  3. interessante questo libro!
    Purtroppo non riesco molto a leggere in questo periodo ma me lo segno!

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  4. Anch'io trovo Riccarelli un po' lento ma devo dire che, quando mi abituo al suo ritmo, non mi delude. Questo non ce l'ho ancora ma può essere che io decida di non leggerlo perché di donne che si sono annullate ne ho conosciute e mi hanno fatto tanto arrabbiare. In questo condivido appieno le tue ultime riflessioni.
    Grazie della accurata recensione!
    Ketty

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