lunedì 13 luglio 2015

Di vecchio e di nuovo




Ho aperto l’armadio, l’anta dei vestiti che metto meno, quelli eleganti o quelli più anzianotti. Trovo un vestitino lungo (“oh, guarda, come vanno di moda quest’anno!”), lo tiro fuori e lo provo, con un po’ di preoccupazione.  
Quello è il vestito del primo appuntamento con l’Amato Bene, un po’ d’acqua è passata sotto i ponti… 
Miracolo! Non solo mi entra, ma mi sta pure abbastanza bene. Certo, il vitino non è più da vespa, i fianchi sono più rotondi, ma la linea del vestito scivola e non evidenzia le forme. Si può fare (e in momenti di risparmio forzato un po’ di riciclo non fa male). 
Gli do una rinfrescata, lo tendo, lo stiro…e lì mi accorgo di quello che prima non avevo visto (o che, forse, è stato evidenziato dal lavaggio). In pieno petto ci sono dei buchini…forse l’antitarme non ha funzionato e, spending rewue o no…non si può mettere.
Non mi sfugge la valenza simbolica del fatto: non si può tornare indietro. Ci possiamo illudere che le cose passate vadano ancora bene, ma non è così. 
Il passato è passato e non lo si può ricreare. 
Ciò che è vecchio non si può rifarlo nuovo. 
Il tempo cambia le cose e noi. Posso illudermi che vent’anni e tre figli non abbiano troppo stravolto il mio corpo e la mia anima, ma non è così.
La “fanciulla in fiore” che si faceva bella per il suo Amore non c’è più, soffocata com’è da problemi, interrogativi, preoccupazioni e responsabilità di ogni specie, come non c’è più l’aitante giovanotto pieno di sogni e di progetti. 
Ma c’è tutto quello che in questi vent’anni abbiamo costruito: ci sono i ragazzi, che ora cavalcano quelli che erano i nostri sogni e, più o meno consapevolmente, ripercorrono strade che erano nostre e ci siamo noi, coi nostri  brontolii molesti, ma ancora pieni di voglia di andare avanti.
Andare avanti: perché il passato è la radice, ma il bello sono  fiori e i frutti che verranno.
Ripongo il vestito. Mi dispiace darlo via...rimarrà lì chiuso a ricordare un momento di gioia, ma non mi fermerò a contemplarlo. C'è tanto da fare ancora.
Guardo avanti. 
Il meglio deve ancora venire.

6 commenti:

  1. Sai che, mentre leggevo, arrivata al punto in cui hai deciso di indossare l'abito ho pensato "nooooo perché???"? Hai ragione, c'è una stagione x ogni cosa, così come ci sono i momenti x i ricordi.. anche se le tarme ci hanno messo lo zampino!
    P.s. conservare un vestito di 20 anni prima??? Se avessi da parte tutti quelli dei miei primi appuntamenti ci vorrebbe un armadio dedicato!! 😂

    RispondiElimina
  2. Io regalo moltissimo, invece mia cugina Thelma tiene i vestiti di tantissimo tempo prima (e qualche volta anche mamma 'povna): e devo dire che questo inverno ho recuperato il mio kilt del liceo, e proprio questo fine settimana un vestito di maglina nera da sera, lungo, attillato, che era di mia zia quando aveva vent'anni, veramente fico e ancora mettibilissimo...
    Io sarei più pratica: farlo rammendare?!

    (E lo so che il post era più filosofico, e ti capisco, cara, e condivido le riflessioni, ma l'estate mi vede cazzara).

    RispondiElimina
  3. E' il post perfetto per questa mia giornata di turbinio di pensieri cara Dolcezze!
    Proprio questa mattina pensavo a come la me di 20 anni fa, la me del prima-matrimonio, fosse tutta un'altra persone: nel bene e nel male!
    A volte la voglia di "passato", dei sogni mai realizzati, di libertà perdute si fa prepotente! E la tristezza si insinua nell'anima! Poi guardo le figlie e penso a quanto sia bello vederle crescere e torna il sorriso. La vita mi ha dato tanto ma non mi ha risparmiato tanto dolore ma ... va bene così. Sempre avanti con il Suo aiuto!
    Grazie per i tuoi post che sono sempre perle di saggezza
    Ti abbraccio forte Maria
    P.s. Complimenti perché entri ancora nei vestiti "prematrimonio". Per fortuna anche io! Ma acc. alle tarme!!!

    RispondiElimina
  4. Io conservo raramente i vestiti,preferisco regalare a qualcuno che ne possa fare buon uso.E comunque con 20 anni in più e altrettanti chili non ci proverei neanche a indossare un abito vecchio
    Detto questo,ho già detto che non amo guardare indietro,quello che è stato lo porto dentro,la nostalgia mi soffocherebbe,poi guardo i miei figli e vivo il loro meraviglioso presente con la consapevolezza che sono molto più saggi ed equilibrati della loro mamma perennemente in conflitto con la vita.
    E guardo il mio maritone che , dal primo momento che mi ha stretto fra le sue braccia,
    è la mia'casa".

    RispondiElimina
  5. @ Iole: Ma io conservo solo quelli importanti! ;-)
    @ povna: Mia madre conserva alcuni suoi vestiti di ragazza e l'abito del viaggio di nozze...la genetica non sbaglia
    @ Maria: sarà l'estate, sarà l'età...ma hai compreso e riespresso esattamente quello che provo io.
    @ Solsido: è bello guardare sempre avanti, ma i miei pensieri vanno spesso alla mia storia che, finora, è stata molto bella. Sarà per questo che mi volgo spesso indietro. Bellissimo quello che dici del maritone: questo è Grazia

    RispondiElimina
  6. Avevo adocchiato questo post con il cellulare, volevo proprio tornare a gustarmelo.
    Assolutamente splendido, l'avevo intuito.


    RispondiElimina