venerdì 24 luglio 2015

Di biciclette e di lezioni


Il Cucciolo è caparbio. Se si mette una cosa in testa la deve fare, con o senza la nostra approvazione, non importa. 

Il Cucciolo è orgoglioso e non ha tollerato la battuta di un vicino che commentava che, grande e grosso com’è, ancora girasse con la bicicletta con una rotella. Ha deciso che deve imparare e, visto che noi eravamo presi dal trasloco e gli avevamo chiesto di aspettare, ha fatto da sé.

Ha smontato la rotella e ha cominciato, prima con difficoltà, poi con una sicurezza sempre maggiore.   
Non è stata una faccenda indolore ( e questa è la prova),


ma adesso il Cucciolo va con due ruote, anche se ha ancora bisogno di me per partire. 
Non ci avevo mai fatto caso prima, ma la bicicletta è veramente la metafora della vita. 
Hai paura di lasciare la stabilità delle quattro ruote, perché ti danno sicurezza; poi le togli e hai difficoltà a partire e, almeno per un po’, hai bisogno d’aiuto.
Parti, ma se non continui a pedalare perdi l’equilibrio e cadi.
Se cadi, puoi farti male e hai davanti due strade: o ti rimetti in bicicletta e riparti (anche se rischi di cadere di nuovo) o molli e non imparerai mai. 
E’ così che funziona: l’unico modo per non cadere è continuare a pedalare e, se si cade, rialzarsi subito, disinfettare le ferite e ripartire. 
Grazie, Cucciolo, per la lezione e grazie per avermi ricordato che ci vuole coraggio. 
Va’ avanti e, finché vorrai, ci sarò io a darti la spinta.

5 commenti:

  1. Vero, bella riflessione. E bravo caparbio Cucciolo, anche!

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  2. Ma sai che è proprio vero? Che tesoro il Cucciolo! Bravo!

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  3. E bravo il cucciolo.....ma la mamma....complimenti è proprio vero,l'hai descritto benissimo!!

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  4. @ tutte: il Cucciolo è veramente bravo...e aiuta a riflettere. Ripartire, ripartire sempre!

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  5. E' proprio così. Bellissimo post!

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