mercoledì 3 giugno 2015

Di chi va e di chi resta

Te ne sei andata così, con discrezione e in silenzio, come sempre, "da chiuso morbo combattuta e vinta", dopo avere lottato con coraggio e determinazione, senza mollare mai, piena di quella Fede incrollabile che consente di trovare (anche se con tanta, tanta difficoltà) il senso di un così grande dolore.
Te ne sei andata così, con un sorriso, come sempre, e hai avuto la capacità di raggruppare attorno a te tutti noi, sparsi per il mondo. 

dal web

Quando ieri ho preso il cellulare e ho trovato una montagna di notifiche di un gruppo senza nome, c'è voluto un po' prima di capire, ma poi tutto è stato dolorosamente chiaro. E poi sono arrivati i messaggi di altri tuoi compagni, quelli che sento sempre, e che mi comunicavano la stessa tragedia. 
E io ho pianto, ho pianto su quella rosa mai fiorita e sui progetti non realizzati, sui sogni di cui tante volte mi avevi messa a parte e su quel futuro che, almeno qui, non ci sarà.

Oggi eravamo tutti là, o meglio, c'eravamo quelli che sono rimasti, perché, nel giro di nove anni, tanti hanno diretto il loro volo altrove. C'è chi ha chiamato dalla Corea, chi dagli Stati Uniti, chi dall'Inghilterra, chi da varie città del Nord, da quei posti dove ognuno sta costruendo il suo domani, ma tutti hanno voluto essere presenti, con una parola, un ricordo, con il contributo per i fiori e il necrologio. C'erano anche quelli che, nel corso del quinquiennio si erano persi per strada, ma che adesso, grazie a te, sono tornati.
E c'ero anch'io, "perché la Dolcezze non può mancare, lei che ci ha presi in Prima"
E io ho pianto, anche di gioia, perché ho visto quei ragazzi, divenuti uomini e donne, che volevano condividere anche questo con me, come tanto altro abbiamo condiviso: le lauree, le ecografie e le foto dei neonati (santo subito l'ideatore di WhatzApp!), i successi lavorativi, gli articoli scritti, i libri e i sogni.

Perché, a parte i compiti e la burocrazia che in questi giorni ci sommerge, è questo che rende impagabile il nostro lavoro: 
il dono raro di "tirar fuori" la Bellezza da adolescenti imberbi e brufolosi e condurli ( con fatica e, a volte, con enormi difficoltà, interne e esterne) alla maturità di uomini e di cittadini
la condivisione di un cammino che è scoperta e vittoria
la perenne apertura verso il futuro
la gioia di proiettare verso un mondo dal quale noi, probabilmente, saremo sempre esclusi, nella consapevolezza di aver fornito gli strumenti per conoscerlo ed abitarlo.

Grazie, Piccola Farfalla, per averci fatto quest'ultimo dono.

7 commenti:

  1. Addio piccola farfalla. Hai commosso anche noi.

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  2. Brividi e basta. E un abbraccio consapevole, molto, di tutto, tutto quello che scrivi.

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  3. Addio Farfalla... Grazie Dolcezze, di renderci partecipi di tutto ciò...
    Cose che non dovrebbero mai accadere ma che purtroppo succedono lasciando il vuoto.

    Maira

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  4. ...................................... : (

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  5. Una preghiera per questa povera ragazza, "rosa mai fiorita". Sono sicura che lei e i suoi sogni sbocceranno altrove, in un altro tempo e in un altra dimensione, in cui tutte le sofferenze saranno dimenticate.
    Un abbraccio,
    Rosa

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  6. Ti sono vicina cara Dolcezze e complimenti perché servirebbero molti più insegnanti come te che sono maestri di vita!
    Un forte abbraccio Maria

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