martedì 21 aprile 2015

Di perché io leggo

Quando ho cominciato a leggere? La Genitrice racconta che mi ha insegnato lei, col calendario, visto che la tormentavo per capire cosa ci fosse scritto. Avevo meno di 4 anni e per me era vitale imparare, perché dovevo finalmente avere accesso DA SOLA ai libroni della CasaGrande, chiusi dentro l'armadio a muro, perché erano preziosi, dono dell'insegnante del Ginnasio al Genitore, come premio per il suo impegno e per la sua preparazione. 
Erano libroni ingialliti, con le pagine tagliate col tagliacarte e senza illustrazioni, ma per me erano bellissimi. E poi c'era il libro di favole, che in realtà era costituito da tante copertine (rilegate insieme) di quaderni che avevano in fronte l'illustrazione, a colori, e nel retro la storia. 
La Nonna vestita di nero, nelle lunghe estati, si sedeva sulla sua sediolina e, deposti i ferri da calza, apriva il librone che io le porgevo e cominciava a leggere per ore, finché la Zia non ci richiamava per il pranzo o la cena, e, se non leggeva, raccontava storie e  faceva rivivere per me una storia familiare che altrimenti mi sarebbe rimasta ignota.
Nella casa di città c'era, invece, la Nonna devota, che aveva sempre un libro in mano o nelle enormi tasche del grembiule e che leggeva prima di me i volumi che mi regalava, per ritrovarci le parole della sua giovinezza. E' colpa sua se la mia educazione letteraria dell'infanzia è partita con Cuore e Pinocchio per arrivare a Quo vadis (che tanto per bambini non è), passando attraverso tutta la letteratura canonica per ragazzi, compreso Verne, che pure era "da maschi".
E poi la lettura è stata mediata dal Genitore che citava a memoria pagine e pagine e ricordava di libri letti di nascosto e scambiati col suo amico, perché erano libri all'Indice e poi bisognava confessarsi..."Ma se era peccato, perché li leggevi?" "Perché nessuno ti deve proibire di leggere, e Dio non te lo proibisce di sicuro!" (E da qui nasce il suo dolore di oggi, per essere privato dei suoi libri, e il mio dolore, ogni volta che lo vedo prendere istintivamente un volume e allontanarlo da sé con rabbia, quando riprende coscienza di non saper più leggere)
La scuola non mi ha aiutato a leggere. Nella mia storia non ci sono stati insegnanti di Italiano degni di nota. Ricordo con raccapriccio la lettura dei Promessi Sposi, che il prof considerava quasi un'amara medicina e il nulla dello studio liceale...ma ormai il vizio era stato preso e DOVEVO leggere, come dovevo mangiare, respirare, amare.
Il vizio di leggere.
Mai avuta l'idea di smettere.

...e questa è la mia citazione di oggi  per Cita-un-libro #ioleggoperché


7 commenti:

  1. Brutto, brutto vizio.
    Abbiamo iniziato insieme, con la stessa ostinazione, alla stessa età.

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  2. una bella storia.. a raccoglierle tutte, sono sicura ne verrebbe fuori un bel libro..

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  3. Un vizio assurdo, che non si perde più. Anche io molti libri di famiglia, e un ruolo di complemento alle medie, con la prof. Bertuccia, che era una grandissima prof. Grazie per la citazione e per i ricordi, preziosi, condivisi.

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  4. @ roce: bruttissimo e incurabile...
    @ Iole: chissà...prima o poi
    @ povna: grazie a te per averli, in qualche modo suscitati

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  5. Ho cominciato con le fiabe e non mi sono fermata più.Pinocchio lo sapevo a memoria e ho versato calde lacrime su "Sangue romagnolo" e "Il tamburino sardo".
    Mi arrampicavo sul mobile in salotto per prendere i volumi di un'enciclopedia,e le mie impronte indelebili lo testimoniano.
    Mia madre verso i dieci anni cominciò a selezionare le mie letture ,meglio Cronin che Liala.E aveva ragione.Pratolini,Arpino Scerbanenco,Bassani,i grandi classici francesi,e poi tanta narrativa italiana e poi ...
    Non ci si ferma mai e il gusto si fa sempre più esigente.
    Schumann esortava a non suonare né ascoltare cattiva musica.Prezioso consiglio che va applicato anche ai libri sprecarne
    La vita è troppo preziosa per sprecarne un solo attimo.

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  6. Bellissimo il tuo racconto di come hai preso questo terribile vizio della lettura!!! Mi ha fatto venir voglia di leggere ancora di più a mia figlia...
    commossa per il tuo illuminato Genitore, a cui purtroppo è stata tolta una luce....
    Un grande abbraccio <3

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  7. @ Solsido: confermi quello che io ripeto sempre: i lettori devono essere educati, e la prima selezione dev'essere rivolta al bello (anche se non è sempre semplice). C'è , però, un rischio ...a volte si diventa così selettivi, che la letteratura "media" non ci soddisfa più
    @ Fabiola: leggi, leggi, leggi...a un certo punto sarà lei a non poterne fare a meno! Un abbraccio a tutte e due

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