lunedì 27 aprile 2015

Di #ioleggoperché: bilancio




Non ho avuto finora tempo e modo di tirare le somme di questa esperienza. Troppo lavoro, troppe questioni familiari, troppa stanchezza generale e un po' di preoccupazione mi hanno distratto, ma ora arrivo anch'io a proporre il mio schematico bilancio.

Cose belle
-la Prima e la Terza impegnatissime a scrivere post-it e a creare il nostro personale wall; 
-lo scambio di libri minuziosamente preparato, con la fanciulla che dice: "Non posso prestare i libri miei perché sono troppo legata. Ne ho portato uno della nonna";
-i ragazzi che, uno alla volta, consigliano ai compagni la lettura del loro libro più amato;
-la fanciulla di Quinta che mi whatsappa alle 10 di sera per confrontarsi con me sul libro che le ho passato;
-gli sms che mi segnalavano la serata televisiva su Rai 3;
-l'incontro con gli altri Messaggeri in libreria, con il più giovane "lettore" allattato dalla madre in un angolo, perché lei, fra nottate e pannolini, non ha voluto rinunciare a diffondere il suo amore per i libri;
-il ragazzo di Terza che, quando sono già a casa, mi chiama per dirmi: "Sono andato in libreria e ho attaccato il mio post-it: che bello tutto!"
-l'esperienza in Rete e cita-un-libro #ioleggoperché.

Cose meno belle
-il parziale disinteresse della Quinta;
-il totale disinteresse dei colleghi;
-la modesta pubblicità data localmente all'evento;
-le chiacchiere inutili e le critiche generalizzate di chi non fa e non fa fare.

Cose bellissime
-il progetto iniziato con la Prima, per comprendere l'eternità (e la tragica attualità) della poesia, che li ha visti impegnati a raccogliere materiale, foto, poesie, giornali e dire con candore: "Sa, prof, non ci avevo mai fatto caso, ma la storia di Enea è molto simile a quella dei migranti che arrivano coi barconi".

Quando si dice che la Letteratura diventa Vita.




10 commenti:

  1. Come capisco la fanciulla che non vuole ( non può! ) prestare I suoi libri! I libri sono testimoni della strada che abbiamo fatto per crescere, hanno raccolto i nostri sogni, ci hanno svelato segreti che aspettavano solo il nostro incontro. Ci consolano quando la vita ci sembra troppo dura. Li riprendiamo in mano per ridere, per piangere, per sognare. Non è egoismo se vogliamo tenerli con noi.

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  2. Mi ha colpita l'osservazione della Prima. Ho sempre preferito la letteratura greca e quindi potrei sbagliare, ma, per quel che ricordo, alla lunga i Rutuli fanno una brutta fine..

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  3. molto bello, questo post....ah! i libri..
    grazie, prof:!
    A, Ct

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  4. Mi piace molto il tuo impegno per promuovere la lettura.Per noi sfegatate amanti appare sacrilego chi non condivide il nostro amore ma ..."l'ovu chiú coci e chiú duru diventa".

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  5. Il totale disinteresse dei colleghi, già. Ne parlavo domenica con quelli di #ioleggoperché. Perché i non lettori, appunto, cominciano a scuola. Dalla parte dei docenti, però.

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  6. mi pare che le cose belle e bellissime siano in netto vantaggio.
    Quindi un successo, direi!

    (tristezza per il disinteresse dei colleghi)

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  7. @ Acquaforte: confesso di avere anch'io qualche difficoltà a prestare i miei libri, soprattutto quelli importanti per me. Per questo mi ha fatto tenerezza la sua dichiarazione
    @ Iole: i Rutuli hanno fatto brutta fine finché hanno rifiutato l'integrazione. Dopo la morte di Turno...pace fatta e tarallucci e vino
    @Angie : grazie;-)
    @Solsido: mi illudo che tra tante uova ci sia anche qualche carota ;-)
    @ povna: infatti. Ed è quello che fa più male e ti fa sentire Don Chisciotte contro i mulini a vento...
    @ Sabrina: Infatti: vincono 9 a 4!

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  8. sì, ma se i Turno di turno (terribile, lo so) sono tutti i piccoli salvini che ci portiamo dentro.. ci aspetta un'ecatombe prima di arrivare al vino e ai tarallucci..

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  9. Qui nel mio paesello e' vissuto Antonio Fogazzaro, ed ha ambientato nella sua villa Piccolo mondo moderno. Quindi al centenario della morte abbiamo pensato di proporre alle scuole la visita al piccolo museo che abbiamo realizzato con tanto impegno. Bene. I ragazzini erano incantati ad ascoltarmi, mentre sentivo dietro le spalle le insegnanti che si lamentavano perché la preside aveva imposto loro di leggere almeno Piccolo mondo antico (ma che bello e' quel libro?). Non è che gli alunni fossero su un altro pianeta, erano pure presenti, come si fa a proporre un argomento, sputarci sopra e pretendere di essere credibili? Ricordo che ci sono rimasta male, mentre io parlavo con amore del nostro Toni, loro decantavano la noia che le aveva colte (ma parliamo di professoresse di lettere, mica di insegnanti di cesellatura della zolla, che diamine!)

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    1. Non mi dicono niente di nuovo. Ho sentito con le mie orecchie una collega dire che I promessi sposi sono un romanzo pallosissimo e ne avrebbero letto solo alcune parti. All'ultima riunione di dipartimento un'altra ha proposto un'edizione del suddetto romanzo con una selezione di passi scelti "perché i ragazzi si annoiano a leggere tutto" . Mia antipatica risposta:"I ragazzi o tu?"

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