mercoledì 22 aprile 2015

Di come e quando leggo


Quando, al di fuori del giro degli amici lettori, a Dolcezze capita di parlare di un libro letto che l’ha colpita (nel bene o nel male), l’obiezione più ricorrente è: “E dove lo trovi il tempo?  Tre figli, la casa, il lavoro, Villa Arzilla…e pure leggi?” La più bella, comunque, è quella della Genitrice che, per nulla simile alla Nonna devota, di cui pure è figlia, se al telefono viene a scoprire che lei ha un libro in mano, obietta: “Ma non hai niente da fare in casa? Hai pulito il lampadario dell’ingresso?
E Dolcezze, invece, il tempo per leggere lo trova. Sempre e comunque.
La storia dice che in ogni bagno c’è un libro e che è fattibilissimo leggere mentre si rimesta un risotto o si aspetta che arrivino i ragazzi da scuola. C’è un libro in macchina (perché, se fai la tassista e devi aspettare, così non ti disperi) e un libro in borsa (non si sa mai che ti appioppino una supplenza, o i ragazzi non entrino, o la fila dal medico o alla Posta sia troppo lunga...).
La storia dice che mentre Dolcezze allattava con una mano sosteneva il Cucciolo di turno e con l’altra leggeva il libro di turno. Stendiamo una trapunta sulla quantità di libri posti in equilibrio instabile sul suo comodino (peraltro piccolissimo) e sui commenti della Signorachelaiuta (“ma i libri non si leggono uno alla volta?”)
E no, cara, perché c’è il libro “per diletto”, quello “per dovere”, quello “per curiosità”, quello “per studiare”, quello “per capire”…
E il tempo per leggere non c’è, si sottrae al sonno (perché non vorrai certo sottrarlo ai figli o al lavoro!) o si ruba, come dice Pennac, chiudendosi in bagno, quando sei arrivato ad un punto tale che non puoi interromperti…quando la vita chiama e tu hai l’assoluta necessità di lasciarla fuori, perché non puoi fermarti, quando il processo di identificazione col protagonista della storia è tale che tu pensi come lui, senti come lui e come lui piangi o ami. E in quei momenti di grazia tutto diventa relativo e tu non senti il telefono e non ti accorgi che il tuo risotto si è appiccicato al tegame e tuo figlio ti deve tirare per il braccio perché tu ti renda conto che ti sta chiamando. E allora non vedi che sono le 4 del mattino e non senti il sonno e la stanchezza e, quando finalmente arrivi all’ultima pagina, ti fermi a guardare il soffitto per riflettere su quanto hai letto e al mattino il primo pensiero è chiamare l’Amica Lettrice per comunicarle emozioni e giudizi, per raccogliere pareri e riversare su di lei il fiume di emozioni che hai provato. 

Perché la lettura è possesso, ma è anche e soprattutto condivisione.


E questo è l'ultimo contributo a cita-un-libro #ioleggoperché (l'iniziativa della  povna,nell'ambito di #ioleggoperché); domani sarà una giornata intensa e poi tireremo le fila.

14 commenti:

  1. Bellissima la citazione, e anche il racconto del tempo per leggere che c'è se si vuole, concordo. E' bello anche per le diverse angolazioni che questo tema per la lettura sta portando, Spersa per esempio diceva viceversa che per lei la lettura è beata solitudo. Grazie a te!

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  2. Che bella citazione!E che bel post!
    Io leggo.Io suono.Io amo.Io vivo.Non è un ordine di preferenza naturalmente.

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  3. Splendido post!
    Magari tornare a leggere così!
    Io proprio non riesco a concentrarmi ultimamente!!

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  4. Partito dei lampadari impolverati, tessera n. 1.
    Devo dire però che col kindle ho risolto i problemi di spazio, e anche il dover lasciare un libro in ogni angolo.. sbaglio? cioè, mettiamo che sei a casa ma vuoi assolutamente sapere come va a finire la storia del libro che hai in auto.. non è un po' scomodo?

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  5. Il Kobo mi ha cambiato la vita, casa nostra pullula di libri ( sono incolonnati anche a terra negli angoli e sopra le rampe delle scale) lo metto in borsa e leggo ovunque posso. La mia lettura quotidiana di svolge al mattino dopo il risveglio, un ora è sacra: dalle 6 alle 7 precisamente, c'è chi va a correre e c'è chi si siede in balcone a leggere.

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  6. .... e riprendendo dal vizio, di necessità si deve far virtù! E allora perché non avere libri sparsi ovunque possano necessitare? Io la mia libreria del momento ce l'ho in macchina...una dozzina di libri sparsi in tutto l'abitacolo!
    Un abbraccio e complimenti per il post...hai reso perfettamente l'idea dell'urgenza di leggere ;-D

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  7. bellissimo post!!! e bellissima citazione!!! ^__^
    abbraccio
    A, Ct

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  8. @ povna: ed effettivamente la lettura è "beata solitudo", ma quando un libro ti prende...devi parlarne!
    @ Solsido: Appunto.
    @ Squitty: settimane fa dicevo la stessa cosa... il blocco del lettore! Poi passa, per fortuna!
    @ Iole: scomodo? no, anzi, per certi versi divertente perché salti da una parte all'altra. Ma quando arrivi ad un punto importante...quel libro non lo molli!
    Sulla tessera...mi sa che è un testa a testa
    @Assia: ancora non mi sono convertita al libro elettronico (e la mia casa sa quanto ne avrei bisogno). Che bella la tua "ora di lettura"!
    @ Fabiola: vedo che siamo d'accordo, allora!
    @ Angie: grazie!

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  9. Hai proprio ragione! Il tempo per leggere lo si dovrebbe trovare sempre.
    Prima del blog leggevo tantissimo. Ora un po' meno ma...devo rifarmi!
    Un abbraccione Maria

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  10. E' il passo che mi è rimasto più impresso di tutto il libro: se vuoi leggere il tempo lo trovi. Ti organizzi e lo trovi. Fermo restando che è più che legittimo non leggere, perché il mondo può bastare a sé stesso anche senza libri e lettori. E' molto carino come ci hai fatto entrare nella tua giornata mostrandoci le celle che ti ricavi per leggere in barba a tutto l'universo ^__^

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  11. E comunque preferire un libro ad un lampadario (forse) impolverato da pulire non è un piacere, è un obbligo civico. E se non ti piace leggere, fermo restando che il lampadario ha da restare (forse) impolverato, se non vuoi leggere puoi telefonare a qualcuno, ricamare a punto croce o a punto pieno, uscire a fare due passi, farti un impacco rigenerante ai capelli... qualsiasi cosa tu abbia voglia di fare, insomma!

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  12. @ Maria: effettivamente il blog ruba molto tempo (ecco perché il mio non è curato come vorrei!), ma bisogna ritagliarsi comunque qualche spazietto...Proviamoci, quanto meno!
    @ Murasaki: Deliziosa, come sempre! Sul leggere anziché spolverare lampadari come obbligo civico...SONO D'ACCORDISSIMO!!! Il problema è che la genitrice è la casalinga perfetta che io non sono mai diventata...Sui libri "fondamentali ma non troppo", spero di risponderti a "casa tua"

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  13. Ragazza, grazie. A nome di tutte le plurimamme insegnanti tassiste e bruciatrici di risotti nonché casalinghe approssimative e, soprattutto, lettrici. Tutte categorie che mi vedono indegna rappresentante.

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  14. La domanda da porre dovrebbe essere "ma dove trovi il tempo di guardare la tv?"
    Bel post, anch'io ho una pila di libri che leggo (o trascuro) contemporaneamente (e pensavo la cosa fosse strana), anch'io con l'allattamento ci ho dato che ci ho dato! :-)

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