mercoledì 29 aprile 2015

Dell’adolescente innamorato



Se vogliamo parlare dell’adolescente innamorato, inevitabilmente dobbiamo suddividere l’osservazione in due momenti: l’adolescente innamorato felicemente ricambiato e l’adolescente innamorato infelicemente non ricambiato.
La via di mezzo è l’adolescente fortunatamente libero da siffatte passioni, che al massimo si guarda intorno, mantenendo un olimpico distacco.
Sull’adolescente innamorato felice c’è ben poco da dire: Prevert ha già detto tutto in forme poeticamente meravigliose, perché l’amore dell’adolescenza è quanto di più bello, forte e devastante possa capitare nella vita di un uomo.
Tu riconosci questa tipologia di adolescente dallo sguardo sognante, dalla testa appoggiata sul banco, dal sorriso ebete che lo caratterizza mentre tu stai spiegando guerre e devastazioni e dall’assoluta trascuratezza nell’eseguire gli esercizi, le cui pagine sono colme di cuoricini (se femmina) o intonse (se maschio).
L’adolescente innamorato infelice è molto simile, ma al sorriso ebete devi sostituire l’espressione dolente e tragica. Anche lui non studia, perché il suo pensiero è sempre rivolto all’oggetto del suo desiderio e si consuma, arrovellandosi dietro l’unico pensiero: “Mi ama?” ”Perché non mi ama?” “Sono brutto, sono grasso, sono insignificante”
L’adolescente innamorato ha lo stomaco chiuso (e, quindi, non mangia), non dorme, non studia, non parla, non vede gente: vuole solo essere lasciato in pace. Spesso rimane a letto a fissare il soffitto con l’espressione di chi è carico di tutto il dolore del mondo.
E’ inutile cercare di scuoterlo dal suo torpore, è inutile che entrambi i genitori, in azioni separate, cerchino di svelare l’arcano. L’amico del cuore non scuce nessuna informazione, i prof possono solo lamentare un calo a picco nell’interesse e nella partecipazione
…e tu, madre, muori dietro lui, perché tu ricordi i pomeriggi ad aspettare una telefonata che non arriva, il senso di vuoto che ti blocca lo stomaco, i pensieri luttuosi che ti caratterizzano (“Non troverò mai nessuno che mi ami” “O avrò lei/lui o non vorrò più nessuno/a” “Voglio  morire”), perché l’amore dell’adolescente è totalizzante, è “tutto o niente”, è per sempre (ci penserà poi la vita a farti capire che le cose non stanno esattamente così, che “tutto si può sopportare” e che c’è una misura per tutte le cose”).
Ma intanto soffre e tu, madre, non sai che fare. Gli prepari i piatti preferiti, che lui a malapena pilucca, cerchi di parlargli e vieni poco gentilmente mandata a quel paese, gli racconti le tue esperienze e ti senti dire ”tu non puoi capire”, “per me è diverso”
…e a quel punto ti ricordi che tu rispondevi a tua madre nella stessa maniera e capisci che, veramente, la vita è una ruota e che ti devi mettere da parte ed aspettare che tutto passi…

E speriamo che passi in fretta…che c’è la Maturità!

10 commenti:

  1. Mia figlia ha 10 anni e gioca a basket O_O e anche se molto femminile (adora le gonne, il rosa, i fiorellini, cantare, ballare, ecc.. :D) a volte è proprio 'rude' per come si mette seduta o per certi versi che le escono :-( Per adesso non riesco ad immaginarmela sognante che 'muore' dietro un ragazzo, ma ripensando a quando IO avevo quello sguardo ebete, voglio sperare, almeno di riconoscerlo!!!! ;-)))
    Tutti abbiamo bisogno dei nostri spazi, ma credo fermamente che io avrò mooooooooolta difficoltà a mettermi da parte, consapevole che deve vivere la sua vita e io non potrò, in casi come questo, aiutarla e mi sento tanto triste................. :-((((((((
    Grazie dello spunto di riflessione!!
    Betta

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  2. Mamma come hai ragione Dolcezze!
    E' proprio una ruota che gira! Vedi i tuoi figli e ti sembra di rivedere te alla loro età. E ti ricordi come tutto sembrava assoluto, totalizzante e solo il tempo ti ha insegnato che non è così!
    Che bella età, però!
    Grazie per avermela fatta rivivere.
    Un abbraccione Maria
    P.S. Come va Villa Arzilla!

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  3. Che cosa aggiungere alla tua analisi assolutamente perfetta?Capisco il tuo disagio,il non poter fare niente per tuo figlio ....io mi chiedo però,...ma ste benedette ragazze che cosa cercano ?siamo sempre ferme al cliché del-"prendi una donna,trattala male,falla soffrire,e allora si che ti amerà!?
    E che cavolo!!!!!
    . Madre di maschi,lo ammetto

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  4. E io, che non sono stata madre ma ricordo benissimo di essere stata figlia (e amica nonché confidente di figli e figlie) vi ricordo che esiste un solo modo con cui l'affettuoso e comprensivo genitore può partecipare a tanto dolore e sofferenza:
    FACENDO FINTA DI NON VEDERE, NON SAPERE E TUTTO IGNORARE. Ogni altro tentativo è vano.
    Abbiate fede, passerà (per qualche settimana). E dopo...
    E DOPO RICOMINCERA', preciso identico, e qualche volta vi sembrerà di essere imprigionate nel Giorno della Marmotta.

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  5. @ Betta: appunto, moooolta difficoltà!
    @Maria: però, quanto è difficile...Villa Arzilla procede: in arrivo novità!
    @ Solsido: cuore di mamma (io) si pone la stessa domanda...sigh!
    @ Murasaki: questa è la mia strategia, ma il cuore di mamma di cui sopra sanguina...(no, il giorno della Marmotta no!!!)

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  6. Eh già, è proprio così.
    Io non rivorrei indietro la mia adolescenza per niente al mondo.
    E affrontare quella dei figli è come superare una calamità naturale; almeno, nel mio caso con la prima (quasi 19 anni) è stato così, anche se non tanto dal punto di vista sentimentale, ma sotto TUTTI gli altri aspetti.
    La seconda (11 anni e mezzo) è alle soglie della pre-adolescenza e.... mi devo ancora riprendere dalla prima! =)))
    A presto. =)
    Dani

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  7. Io, per i miei smarginati, sono arrivata a dire: "speriamo che si innamorino, che c'è la maturità!".

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  8. Ah ah ah, sempre superlativa nelle tue analisi.
    Uno spasso questo post!
    Per fortuna ho tempo e, devo ammettere, della mia adolescenza non ricordo molto.

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