lunedì 15 dicembre 2014

Dell'adolescente studente occupante





PREMESSA: Questo post non parla dello studente serio e motivato che considera l’occupazione delle scuole l’estrema forma di protesta contro un sistema ritenuto (non sempre a torto) sbagliato e scorretto. Qui si parlerà, con maggiore leggerezza, dello studente medio, poco attento al contenuto (ideologico) e molto attento alla forma (occupazione/vacanza/riposo).

L’adolescente studente è occupante in potenza, già all’inizio dell’anno. L’elezione dei rappresentanti di istituto è spesso decisa da chi offre, sul piatto della bilancia, l’occupazione decembrina e prenatalizia. Oh, certo, non se ne parla apertamente, ma il discorso è lasciato cadere con leggerezza fra le righe di un programma più ampio e serio. 

L’adolescente occupante in potenza già a novembre comincia a proferire più apertamente il verbo proibito, non appena si avvicina un’interrogazione o una verifica scritta, o quando i compiti sono troppi (e l’accumulo di quelli non ultimati incombe come un macigno) e l’occupazione sarebbe la panacea di tutti i mali. 

L’adolescente occupante in potenza stringe una rete di collegamenti virtuali con tutti i gruppi feisbukiani e wuopzappiani delle scuole della città, per essere informato in tempo reale delle decisioni dei capi (e sì, per ogni scuola c’è un Direttorio in cui Marat, Danton, Robespierre e qualcun altro decidono per tutti).

L’adolescente quasi occupante, quando ha sentore del giorno e dell’ora, si attiva a sua volta, per cercare di contattare quanti più amici possibile, perché più si è e meglio è.

Una volta raggiunto l’obiettivo, gli adolescenti occupanti si suddividono in più categorie:
-i duri e puri, a loro volta suddivisi in seri e motivati (quelli di cui ho parlato nella premessa) e quelli caciaroni. Sono coloro che cercano di organizzare assemblee, conferenze, dibattiti e cineforum, ma sono spesso soppiantati dai caciaroni e basta (di cui parliamo più giù). Costoro tengono sulle spalle il peso dell’impresa, occupando fisicamente i locali con coperte e sacchi a pelo, riforniti di cibo, acqua e caffè dall’esterno. Li riconosci dalle facce stravolte al mattino e dal colorito giallastro di chi ha da giorni un’alimentazione a base di pizza e panini.
-i caciaroni e basta, che stanno a scuola solo per far confusione e intrattenere relazioni amorose o sociali. Sono i più pericolosi, anche perché hanno il potere di controllare le masse. Portano la radio, le carte e i palloni; organizzano sfilate di moda e gare di cucina…ma non si caricano del peso della nottata e arrivano in tarda mattinata per bivaccare fino a notte fonda. Sono coloro che hanno svilito il senso e la natura della protesta (e che, purtroppo, sono i più amati dagli studenti).
-gli altri, che sono effettivamente occupanti (nel senso che occupano il loro letto e la propria postazione domestica della Play-station) ma a scuola non si fanno proprio vedere.

Fra tutti mi intristisce la terza categoria: chiusi nel proprio microcosmo e autoreferenziali, seguono il branco perché coincide coi loro interessi, ma non mettono niente di sé, non si sporcano le mani e  non potranno dire "io c'ero".

L'adolescente studente occupante è il paradigma della società: chi si impegna a paga personalmente per l'interesse di tutti, chi pensa solo a realizzare i suoi piani camuffandoli come piani comuni, chi pensa solo ai fatti suoi e se ne infischia di tutti gli altri. 

Forse è anche per questo che non riesco a guardare con bonaria condiscendenza a queste manifestazioni.


4 commenti:

  1. Leggendo, stavo arrivando alle tue stesse conclusioni!
    Nella vita, poi, cambia poco!
    Al di là di tutto, comunque, le tue analisi sono sempre favolose!

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  2. Bella disamina,realistica e per questo giustamente amara.
    Vorrei aggiungere che una mia amica,insegnante di liceo come te,mi parlò tempo fa del fenomeno dei figli dell'occupazione.Pare che a distanza di nove mesi il mondo si arricchisca di frugoletti frutto di cotanto impegno civile...

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  3. Non le ho mai apprezzate neanche io. Mi sembrano spesso solo un modo opre perdere scuola. E le tue considerazioni me lo confermano!.
    Grazie ed un abbraccio Maria

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  4. @ Squitty: Grazie x il complimento! Queste riflessioni sono nate così, guardando con un po' di attenzione quello che avevo sotto gli occhi (e che, grazie a Dio, si è concluso). E' tutto un po' triste, però...
    @ Solsido: Anni fa è successo anche dalle mie parti...Per il resto...sì, tanta amarezza.
    @ Maria: Purtroppo per tanti è veramente così. Grazie a te per tutto.

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