venerdì 24 ottobre 2014

Dei libri dell'anno 23: Quelli che ci salvarono

Il libro che propongo oggi per il venerdì del libro non è un libro facile e, tra l'altro, neanche un libro perfetto dal punto di vista letterario, ma è un libro che suscita emozioni e che ti rimane dentro, spingendoti a porti domande importanti. Si tratta di


di Jenna Blum.
Apparentemente è la solita storia: II guerra mondiale, olocausto, campi di sterminio...ma la storia segue sviluppi diversi ed imprevisti.
L'azione cammina su due diversi piani temporali che si intrecciano continuamente e ha come protagoniste due donne, Anna e Trudy, madre e figlia. Di entrambe seguiamo la crescita e ad entrambe ci sentiamo vicine, anche se con Anna nasce un forte legame emotivo.
Anna è una bella ragazza ariana, con un padre filonazista che si innamora di un medico dissidente, Max, che poi verrà arrestato, internato a Buchenwald e ucciso. Dalla loro appassionata relazione nascerà una figlia per difendere la quale Anna farà l'impossibile. Fuggita dalla casa del padre, che la vuole costringere ad un matrimonio con un nazista, si rifugia presso una fornaia che le offre una casa e un mestiere e che svolge attività a favore della Resistenza, prima di essere scoperta e uccisa. Anna, che cerca di continuare la sua opera, viene individuata come possibile complice e, per sopravvivere, è costretta a diventare l'amante di un ufficiale nazista. Questa relazione violenta, spesso umiliante, non è facilmente indagabile perché, fatto salvo l'abuso di base, si genera quasi una situazione "normale", con tanto di foto da famigliola felice gelosamente custodita. 
Anna non parla mai di sé, del suo passato e dell'aiuto da lei dato ai prigionieri del campo, tanto che Trudy si trova a porsi innumerevoli domande alle quali nessuno risponde e che la fanno sentire straniata, anche se ha fatto carriera e dovrebbe essere soddisfatta della sua vita. 
Queste due donne non si incontrano mai e il romanzo ci lascia con tanti perché. Perché Anna non rivela mai a Trudy la sua origine? Perché la lascia nel dubbio di essere figlia di un ufficiale nazista? Perché non racconta mai tutto il bene che ha fatto, la sua storia di dolore, come ha lottato con le unghie e con i denti per permettere alla figlia di sopravvivere? E' come se Anna volesse espiare la sua "colpa", la colpa di essersi in qualche modo "innamorata" di chi l'aveva, comunque, salvata. 

Più che un romanzo sulla guerra e sull'Olocausto, è, quindi, un romanzo che analizza l'interiorità dei sentimenti, la colpa e la redenzione e persino dell'ufficiale nazista, certamente figura negativa, la scrittrice riesce a far cogliere le debolezze e , quasi, l'"umanità". 
Da leggere, per guardare alla storia del periodo nazista dalla parte dei Tedeschi e per riflettere sulla forza e sull'imprevedibilità dei sentimenti.


Questo post è programmato. Se tutto va bene in questo momento mangio croissants e salgo e scendo dalla metropolitana.

5 commenti:

  1. ...un libro che non conoscevo.
    Come sono i croissant? ;-)

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  2. Non è mai la solita storia, su questi argomenti, e ogni suggerimento in più è ben gradito. Grazie!

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  3. Uno dei libri più belli che io abbia letto.
    Bellissima recensione ,hai colto perfettamente il significato del libro.
    Un libro che fa soffrire da morire ma in cui l'amore trova declinazioni inaspettate e per questo ancor più coinvolgenti.

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  4. Mmm, molto, molto interessante.
    Grazie!

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  5. Messo in lista all'istante. Grazie del suggerimento!

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