mercoledì 10 settembre 2014

Di oracoli, profezie e previsioni azzeccate



A casa mia si raccontava spesso una storiella. 

C'era una volta un padrone che possedeva un asino che, come da costume della sua specie, lavorava, lavorava senza lamentarsi e accontentandosi del cibo che gli veniva dato. Il padrone, desideroso di risparmiare, riduceva via via il cibo per l'animale, controllando se  a tale limitazione corrispondeva una diminuzione del lavoro svolto. Siccome l'asino, anche deperendo, continuava a lavorare alla stessa maniera, il padrone pensò di non nutrirlo più, finché la povera bestia stramazzò al suolo, morta stecchita.
La favola dimostra che non si può pretendere troppo da chi, per educazione o per senso del dovere, lavora anche al di sopra delle proprie forze.

"Ok, che cosa ci interessa?" diranno i miei 25, anzi 27, lettori.

Bene, cambiamo i personaggi della storia: 

C'era l'anno scorso la Grande Capa che, per rispondere alle norme ministeriali che impongono la normalizzazione delle cattedre a 18 ore, avendo scoperto l'identità nascosta di Dolcezze, le aveva attribuito una cattedra pesantissima e altri onerosi onori (qui).  Dolcezze aveva, se non lamentato, quanto meno fatto notare che i carichi non erano stati ben distribuiti fra i vari docenti , che la gestione di cinque prove scritte al mese in classi numerose non era attività di poco conto, che, in aggiunta, la preparazione di una quinta classe all'esame è cosa particolarmnte impegnativa, che era ben noto il  suo precario equilibrio nella gestione dei vecchi genitori etc, etc. Le era stato fatto notare che si era trattato di una disattenzione, derivante dal fatto che bisogna far quadrare i conti delle ore e che, nella confusione, era andata così :"A chi la tocca la tocca!"
Dolcezze, nonostante la fatica, aveva svolto il suo dovere, prima camminando, poi trascinandosi sulle ginocchia, poi sui gomiti, fino a metà luglio, ottenendo certe rassicurazioni di maggiore cura e attenzione nell'organizzazione delle classi. 
Ma il tarlo del dubbio la rodeva, in questi mesi: la Grande Capa starà attenta ? 

Dolcezze, che fra i superpoteri possiede anche quello della profezia, prevede che avrà la stessa tipologia di cattedra dell'anno precedente e attende, con timore e tremore, che l'Oracolo parli. 
Passa il primo Collegio dei Docenti, passano le Riunioni di Dipartimento, passano i giorni, tutto tace e Dolcezze comincia a far previsioni funeste. 

Oggi, finalmente, l'Oracolo ha parlato. 
Come volevasi dimostrare: medesima tipologia di cattedra. "L'anno scorso in fin dei conti è andato bene, no? Tu ce la puoi fare, io ho molta fiducia in te!"

Ma non sarà che puzza un po' di imbroglio?
Ce la farò o, stavolta, stramazzerò stecchita?

E pensare che avevo in bozza un post sull'ultimo "primo giorno di scuola" dell'Erede e sulle mie emozioni...


9 commenti:

  1. Quanto mi dispiace cara!
    Ma possibile che "la capa" non riesca a distribuire un po' meglio la mole di lavoro?
    E' già tutto definito o... hai ancora qualche speranza?
    Te lo auguro di cuore.
    Tieni duro!
    Un abbraccio Maria

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    1. Nessuna speranza, purtroppo. Grazie per la solidarietà.

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  2. Vorrei citare un vecchio proverbio siciliano chiedendo scusa per la crudezza delle parole.
    "Spara u cistrolu,va in c...all'ortolanu".
    Tu ti occupi di zucchine e cipolle no?

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  3. Seriamente.
    In Italia il merito non paga,almeno nel pubblico.Bisogna avere una predisposizione naturale ad adulare,incensare,leccare per dirla volgarmente.La ministra parla di incentivi per i più meritevoli.Mi piacerebbe sapere chi dovrebbe valutare cosa.Se fosse cosi io non prenderei mai niente visto che sono in urto con il mio capo.O forse gli alunni?
    Da noi già ci sono le schede,rigorosamente anonime,in cui i ragazzi rispondono ad un questionario sui professori.Ma sono domande molto generali,certo non si chiede se il tizio è un bravo docente se lavora o se ne va fuori a chiacchierare o a fumare o peggio
    Ieri Montezemolo ha lasciato la Ferrari e per premio,visti gli ultimi risultati,avrà 27 milioni di euro.
    Grossi manager quando lasciano le aziende,spesso dopo aver fstto più danni che altro,vengono liquidati con somme spropositate.
    I professori invece non solo hanno stipendi vergognosi ma sono soggetti agli umori dei loro superiori e spesso dei consiglieri di questi ultimi,e spesso sono loro,quelli che stanno nell'ombra,a gestire veramente il potere.
    Per conto mio,io lavoro perché mi piace e perché quando mi guardo allo specchio non mi devo vergognare.
    Del plauso di dirigenti e colleghi francamente me ne infischio,tanto questa non è la società del merito.

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    1. Sfondi una porta aperta. Nella scuola, come, purtroppo, in molte altre realtà, il merito spesso soccombe dinanzi ad altre "priorità". Sulla proposta del Governo di premiare il merito...mi fa venire i brividi (vedi l'illuminato post di Murasaki http://ildiariodimurasaki.blogspot.it/2014/08/manuale-del-perfetto-insegnante-di-come.html) e ancora di più mi sconvolgono le super liquidazioni. Qui, però, io non parlavo tanto del merito quanto dell'incapacità di chi fa le leggi di comprendere le dinamiche della scuola (arrivare a 18 ore è squisitamente matematico, e per fare le "somme giuste" non si va tanto per il sottile) e dei Dirigenti di capire che se si vuole il massimo da un docente non lo si può spremere come un limone...

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  4. Cara mia Dolcezze alias Wonder Woman, nonchè oracolo di te stessa, mi dispiace tantissimo!!! Non hai nessuna possibilità di far cambiare direzione a questo cetriolo? E se proprio deve prendere quella direzione ci sono almeno degli incentivi?
    In bocca al lupo <3 Un bacio.

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    1. Incentivi? Stai parlando della scuola, non della Ferrari!
      No. I cetrioli una volta sparati non possono deviare...
      Grazie per il supporto e...sostenetemi!!!

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  5. sostegno massimo e comprensione totalissima.
    vai sicura.
    esattamente la stessa cosa sta capitando a me, seppure in tutt'altro ambiente.
    però ce la dobbiamo fare. anche perché ho idea che non si possa "nonfarcela"... ^_^

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  6. Ma che sfiga, però!!! Tanto coraggio, Dolcezze!
    Prova a pensare che, se ce l'hai fatta una volta, puoi farcela ancora.

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