venerdì 8 agosto 2014

Dell'adolescente a tavola (e Dei libri dell'anno 18)




L'adolescente a tavola è una voragine inesauribile, un pozzo senza fondo, un'idrovora impazzita. Non importa se tu hai preparato per 10 e poi gli ospiti attesi non sono arrivati: non avanzerà nulla. E se gli adolescenti a tavola sono più di uno...non è sicuro che tu mangerai.
L'adolescente a tavola divora ogni cosa. Non importa se non ha mai gradito broccoli, peperoni e carciofi: li proverà e gli piaceranno...ergo...te li toglierà dal piatto. Se, per caso, tu ti allontanerai da tavola per prendere, che so, il vino, i tovaglioli o la frutta...attenta!, porta il piatto con te perché c'è il fortissimo rischio che tu non lo trovi più quando torni. E, mi raccomando, non mangiare lentamente perché l'alieno mutante che ti sta di fronte (o, peggio, accanto) approfitta di ogni tuo momento di distrazione per allungare i suoi tentacoli nel suo piatto. La sua battuta preferita è "Non ne vuole nessuno, vero?" quando, con scatto fulmineo, la forchetta più veloce del West agguanta dal piatto di portata quanto rimasto e ti lascia a bocca asciutta.
L'adolescente a tavola non ha freni. Dieci minuti dopo aver finito di pranzare ti dice: "Per merenda cosa c'è?" ed è capace di andare dopo un'ora da qualche parte a fare uno spuntino.
L'adolescente a tavola non è un raffinato gourmeur, ma ha una sola priorità: riempire la sua pancia sopra ogni limite, a rischio di scoppiare. 
Il tuo terrore più grande è la sua espressione: "Ma non c'è più nulla? Ho ancora fame" Ma come, ancora fame? Ha mangiato ogni ben di Dio e ha ancora fame? Hai preparato come se avessi a pranzo l'intero Battaglione Aosta e lui non è ancora sazio?

E allora ti ricordi tua Nonna che, in tempi lontani, quando tu eri poco più che adolescente, ma i tuoi tre cugini maschi erano ancora "in età", ridacchiando se ne uscì con l'espressione: "Conviene comprarvi un paio di scarpe a testa, pittosto che invitarvi a pranzo!". 
Sul momento non l'avevi capita.
Ora sì.


Un raffinato gourmeur è, invece,  il crudele assassino del giallo che vi propongo oggi per il venerdì del libro, ricco, oltre che di morti ammazzati, anche di ricette raffinate, che è possibile scaricare.

La stanza della morte


Nella copertina c'è scritto:  "Lincoln Rhime è tornato". Per quel che mi riguarda, anche J. Deaver è tornato. Se ricordate, qui avevo lamentato che il mio giallista preferito fosse un po' meno in forma, ora, invece, ho trovato il vecchio Deaver, e ciò mi incoraggia a riprendere (sempre sotto l'ombrellone!) gli altri due libri che stanno in libreria da Natale. 
Protagonista è Lincoln Rhyme, che si trova a dover risolvere un delitto "politico", perché la vittima è un noto attivista "antiamericano" e il responsabile è un'agenzia antiterrorismo del governo degli Stati Uniti.
Ovviamente non sto qui a raccontare la trama (se no che giallo è?), però voglio sottolineare alcuni aspetti importanti che l'autore evidenzia e che trasformano questo romanzo di "intrattenimento" in un romanzo di "riflessione". Deaver, infatti, tra le righe di una storia dal ritmo incalzante, inserisce delle considerazioni politiche molto forti: 
è eticamente ammissibile un "delitto politico"? 
è giusto eliminare, in via preventiva, una persona considerata "pericolosa", anche in mancanza di prove certe, sulla base di informazioni indirette e non verificabili?
è concepibile utilizzare ancora oggi la tortura, quando , grazie al data mining ovvero l'estrazione di un sapere o di una conoscenza a partire da grandi quantità di dati, è possibile arrivare alle medesime informazioni?

Ottimo utilizzo della "letteratura d'evasione" per stimolare alla riflessione su temi etici importanti .

6 commenti:

  1. Da appassionata giallista, bisogna che prima o poi provi Deaver, effettivamente...

    Sull'adolescente, nella mia esperienza devo dire che ho verificato che sì, mangia in enormi quantità, ma non tutto, e, tranne casi interessanti ed eccezionali, è molto poco propenso ad assaggiare ciò che ritiene non gli possa piacere. Dunque ho visto alternare scene di bufera alimentare come quella da te descritta a scene di piatto intonso di fronte a cibi percepiti come estranei. Poi passa, però.

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  2. Interessanti questi punti di vista sugli adolescenti! Ma fanno guardare con piu' indulgenza i mostrini in crescita!!

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  3. Io ho le due tipologie di adolescenti,quello onnivoro e quello che mangia solo quello che conosce.
    Il grande mangia di tutto,a Roma ha assaggiato la pasta col sugo di coda!!!,vuole provare sempre nuovi piatti,specialmente di carne,e apprezza tutto il pesce,non parliamo dei dolci perché li non ha pietà per nessuno.
    Il piccolo da sempre è estremamente selettivo,non ha curiosità,va sul sicuro,come suo padre del resto.
    Devo dire che,comunque,a un certo punto io metto un freno,ho paura che ingrassi,e poi non credo che questa bulimia debba essere assecondata ad libitum,,,
    Su Deaver posso dire che l'ultimo suo romanzo,L'uomo del sole",non era male anche se mancava la suspense necessaria per definirlo un thriller riuscito,ma certe notazioni psicologiche erano veramente pregevoli,degne di un grande scrittore.

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  4. Sempre molto efficaci le tue descrizioni degli adolescenti... Per quanto riguarda la lettura... Deaver mi intriga come genere... ho letto qualcosina di suo ma non questo.

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  5. Questo autore che proponi lo metterò nella mia lista di prossime letture . Puntuale la tua analisi delle fasi adolescenziali...ho già sperimentato...poi tornano in sé! !!
    Buona estate
    Simonetta del blog e pagina fb Il mio mondo della lettura

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  6. Io mi ricordo quanta fame avevo .... solo che io mangiavo solo certo selezionatissimi alimenti .... ero abbastanza difficile

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