mercoledì 2 luglio 2014

Degli adolescenti innocenti



Purpureus veluti cum flos succisus aratro languescit moriens, lassove papavera collo demisere caput pluvia cum forte gravantur. (Eneide, IX, 434-435)
 
Se vi aspettate il solito post ironico (e spero divertente) sull’adolescente che vi propino da un po’, vi sbagliate. Oggi questo è un post di dolorosa riflessione sugli avvenimenti di questi ultimi giorni e su altri adolescenti, non vicini fisicamente ma che penso dovremmo considerare “nostri”.
In questo blog volutamente ho sempre parlato di “cose mie”, che fossero i libri letti, le mie eccelse creazioni o il mio mondo casalingo o scolastico. Volutamente non sono mai entrate la politica o le ideologie, ma ora non posso tacere. Ci ho provato, ma non ci sono riuscita.

Tutti, purtroppo, abbiamo sentito del rapimento e della successiva uccisione dei tre ragazzi israeliani che facevano l’autostop. Non voglio esprimere commenti sulle cause remote e recenti del conflitto arabo–israeliano e non perché non sia doveroso parlarne, ma perché NON MI SEMBRA OPPORTUNO FARLO QUI, fra ricette di cucina e passatempi creativi.
Non posso, però, non parlare dei tre ragazzi.
Non mi importa che fossero ebrei o palestinesi o turcomanni. So bene che ci sono centinaia di conflitti nel mondo in cui cadono a migliaia vittime innocenti di ogni età, ma questa azione mi pare oltremodo vile e ingiusta. Ingiusta perché rivolta contro adolescenti innocenti (2 dei ragazzi avevano 16 anni) e vile perché i tre non erano certo impegnati in azioni di guerra e, quindi, non erano preparati per difendersi. 
Un ragazzino è "ontologicamente" innocente e non può essere usato per vendicare le colpe dei padri e dei padri dei padri (sì, lo so: è dell'uomo fare questo dall'inizio dei secoli, ma non vuol dire che ciò sia giusto).
Le loro facce sorridenti e scanzonate sotto la kippah hanno turbato i miei sogni in queste notti.
Non posso non pensare allo strazio delle famiglie, al dolore di un popolo, ma anche allo spreco…Erano ragazzi pronti a sbocciare, che si preparavano ad entrare nella vita e che sono stati recisi prima che potessero mostrare al mondo la loro bellezza. 
Non entro nel merito della loro appartenenza sociale, della loro religiosità, dei loro studi, perché non è questo l’importante. Erano dei ragazzini, pieni di sogni e speranze che qualcun altro ha stroncato violentemente.

E’ l’umanità a perdere con la loro morte, ma nessuno è il vincitore.

E ancora una volta il sangue innocente ci costringe a vergognarci per tutto ciò che non riusciamo ad impedire.

5 commenti:

  1. La penso allo stesso modo... Non c'è un modo per far finire tutto questo, vero? Niente di concreto che noi, comuni mortali, possiamo fare... Tutto ciò è assurdo e terribilmente triste...

    Maira

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    1. Dobbiamo parlare, dobbiamo educare, dobbiamo costruire nel piccolo perché si ottenga qualcosa nel grande. Non sarà certo semplice. ..ma l'importante è cominciare

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  2. Quando mostrano le foto di questi ragazzi penso subito ai miei figli.
    Quando ho sentito la telefonata di uno di loro sono rimasta impietrita,e ho pensato ai miei figli.
    Adesso hanno ucciso un giovane arabo,e si ricomincia.
    Se tutti pensassimo che ogni giovane,ogni bambino è figlio anche nostro perché patrimonio dell'umanità forse tante brutture non esisterebbero.
    Ma avremmo risolto il male nel mondo,e non so se l'uomo riuscirà mai a farlo.
    Purtroppo le religioni,le ideologie sono diventate per l'uomo un paravento per giustificare la crudeltà e la stoltezza di certe azioni.
    La Storia non insegna niente,purtroppo

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    1. Ti capisco perché ho fatto le stesse considerazioni e oggi, vedendo i funerali del ragazzo palestinese ho provato lo stesso dolore. Continuiamo a non imparare

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  3. Purtroppo l'uomo non cambierà mai. Non siamo in grado di imparare dai nostri errori per diventare migliori.

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