venerdì 20 giugno 2014

Dell'adolescente figlio di mamma chioccia ( e Dei libri dell'anno 15)



L'adolescente figlio di mamma chioccia è un pulcino che non riesce a saltar fuori dal nido e che non sa se è in grado di volare. 
Perché la mamma chioccia ha paura. 
Ha paura delle amicizie sbagliate e, quindi, controlla i suoi compagni, svolgendo indagini che manco l'FBI.
Ha paura delle scelte sbagliate e, quindi, cerca di indirizzarlo dove è bene per lui, cioè dove vuole lei.
Ha paura di lasciarlo andare e, quindi, se lo tiene stretto sotto le gonne.
E poi lo protegge da tutto e da tutti, perché solo lei sa cos'è bene per lui e di chi ci si può fidare. 
La mamma chioccia dà per scontato che suo figlio abbia ragione e, quindi, spesso lo difende ad oltranza, anche quando il rampollo è indifendibile: se non ha studiato, corre a giustificarlo; se ha saltato un compito, dichiara giurando sulla Bibbia che era a casa malato "Ma, signora, mi scusi...non è possibile! L'ho visto io davanti a scuola e, quando mi ha individuato, si è nascosto dietro l'angolo" "Non è possibile, prof.ssa! Era a casa con 39° di febbre!"
L'adolescente figlio di mamma chioccia non sbaglia mai (?) e,anche quando tutte le prove sono contro di lui, trova nella genitrice un avvocato difensore che farebbe un baffo a Cicerone. E' il compagno che lo ha strattonato, è il prof. che non lo ha saputo valutare, il suo errore è dovuto ad una momentanea distrazione provocata da qualche patologia che il medico compiacente è immediatamente pronto a certificare. 
Per questo l'adolescente figlio di mamma chioccia che, all'inizio, ti fa tenerezza perché lo vedi costretto, schiacciato e dominato dall'ingombrante genitrice, poi comincia a infastidirti. 
Perché l'adolescente figlio di mamma chioccia, dopo un'iniziale difficoltà,  comincia ad apprezzare questa situazione e  si convince di essere veramente il centro dell'universo mondo e che tutto gli è dovuto e, scusatemi, tutto ciò risulta insopportabile.
A meno che...
per una qualche vicenda il "fanciullo" scopra che la libertà è una gran bella cosa,  che anche sbagliare può essere utile e che può essere persino bello riconoscere le proprie colpe ed essere puniti, 
perché anche questo ti fa diventare un uomo, 
perché non è bello che tua madre si intrometta nelle tue beghe con gli amici, 
perché si diventa uomini anche facendosi male. 
L'adolescente lo capisce prima. 
La madre fa un po' più di fatica, ma poi, se ama il figlio, lo lascia andare.

P.S. Ogni figlio, forse, avrebbe voluto essere il protagonista di questo post, perché è comunque bello essere protetti e difesi ad oltranza. Purtroppo i miei hanno capito già da tempo che, più che mamma chioccia, la loro è una mamma strega.


Per il venerdì del libro un libro "estivo", che, a suo modo, parla di una forma deviata di protezione, quale lo stalking. Si tratta di un  giallo di Jeffery Deaver che, anche se non è da annoverare fra i migliori, mi ha comunque coinvolto, "Sarò la tua ombra",



storia di una cantante country oggetto delle attenzioni non gradite di un ammiratore e attorno alla quale si dipana una rete di terribili omicidi. L'abilità indiscussa del narratore fa sì che l'attenzione sia sempre massima, fino all'imprevedibile (come sempre per Deaver!) finale. Ottima lettura da ombrellone, anche se la letteratura è un'altra cosa.
(Comincio a preoccuparmi: se inizio a stroncare il mio giallista preferito, forse sto veramente diventando un mostro...)

10 commenti:

  1. Spero tanto che mia figlia sappia liberarsi di me al momento giusto!
    Per il giallista, dai mica lo hai stroncato...mica!
    Bacioni mamma mostra e a presto ;-)

    RispondiElimina
  2. Deaver ha finito da tempo la benzina,ormai scrive romanzi a peso,infila qualche spunto interessante,il colpo finale e pubblica.Il problema è che i lettori sperano sempre nel ritorno del grande scrittore degli inizi che ,secondo me,è in deficit di ispirazione
    Riguardo all'adolescente figlio di,posso dire che io non sono né chioccia né anarchica,ma qualunque cosa io fossi i miei figli mi stroncherebbero comunque.Sono finiti i tempi in cui il mio piccolo mi diceva parole dolci,ora viene da me solo per bisogni primari.Il grande è più ciarliero ma solo su argomenti non pericolosi,guai a chiedere di amori o ragazze.
    Mio marito appoggia la loro riservatezza quindi sono in netta minoranza.Ma sono così belli

    RispondiElimina
  3. Io non amo molto questo autore, però adoro i tuoi post sugli adolescenti!

    RispondiElimina
  4. Scusatemi tutte per il ritardo con cui vi rispondo!
    @ Fabiola: Si libererà, si libererà...parlo per esperienza!
    @ Solsido: Mi duole dover condividere il tuo giudizio su Deaver...ma comunque confido anch'io in un ritorno.
    Sui figli hai ragione...anche se volessimo essere chiocce, non ce lo permetterebbero. Sarà che li abbiamo educati bene?
    @ Mamma Avvocato: Grazie! Vorrà dire che dovrò continuare a scriverli, ah, ah, ah!

    RispondiElimina
  5. Scusami se sono fuori tema però urge un tuo chiarimento.
    Curiosando fra i blog ho visto un dilagare di un con l'apostrofo che mi fa letteralmente inorridire.Possibile che l'ortografia sia così bistrattata?Non parliamo di e senza accento,a senza acca e qual è con l'apostrofo .Professoresse,lanciate una campagna fra i detentori di blog,come si chiamano,blogger?,per il ripristino dell'ortografia!

    RispondiElimina
  6. Simpatico il ragazzo ....
    Deaver, ho letto varie cose, ma questo mi manca.
    Visto il post ti consiglio, se non l'hai già letto: Joanne Harris, Il ragazzo con gli occhi blu.
    La Harris è quella di Chocolat naturalmente, ma il libro, davvero inquietante, parla proprio di una madre ... un tantino ingombrante, ecco .... e tre figli ..... leggi, leggi ....
    Ancora un volta la Harris dimostra di sapersi muovere fra generi diversi, creando storie appasionanti.
    Bentrovata, mia cara!!!!

    RispondiElimina
  7. @ Solsido: come ti capisco. ..ah, come ti capisco! Cosa proporre? "Difendiamo il congiuntivo?", " Campagna di protezione del verbo essere" "Virgole for ever"? Possiamo solo cercare di scrivere correttamente. ..ma dove non è arrivata la scuola ,difficilmente arriveranno i Blogger . Comunque, a onor del vero, ci sono anche blog scritti benissimo.
    @ Squitty: bentornata a te! Grazie x il consiglio. ..i tuoi accenni mi intrigano

    RispondiElimina
  8. io sono stata (e sono ancora) una mamma chioccia....ma il mio figliolo....all'improvviso ha deciso di prendere il volo......e la mamma chioccia, adesso...si sente vuota....i figli devono prendere la loro strada, è giusto così e chioccia o non chioccia....quando arriverà il loro momento...se ne andranno.....buona vita ai figli.
    ciao ciaooooo

    RispondiElimina