martedì 1 aprile 2014

Delle soddisfazioni del lavoro




Io sono convinta di fare un lavoro bellissimo. 
Come credo che sia meraviglioso per un contadino vedere crescere i frutti del suo sudore e per un artigiano portare a termine la sua creazione, penso che sia veramente meraviglioso educare, formare, comunicare esperienze umane e culturali e assistere alla maturazione di ragazzi che accogli poco più che  bambini e lasci andare quando sono già uomini e donne. 
Questo vale sempre e comunque, anche quando incappi in una classe un po' difficile o poco motivata, in cui lavori tanto per vedere pochi frutti, ma, da inguaribile ottimista, credi che i frutti ci saranno, prima o poi, anche se non li vedrai tu. 
Combatti tutti i giorni per diffondere la conoscenza e sconfiggere l'ignoranza e ti trovi a dover lottare contro i lacci e i lacciuoli della burocrazia, il registro elettronico (a proposito, è meno male di quanto pensassi, a parte il tempo perso in classe), i genitori ciechi, la maleducazione imperante, le difficoltà di relazione...correggi montagne di compiti senza che il tuo lavoro sia considerato, ma sei consapevole di contribuire, sempre e comunque, al progresso dell'umanità.
Ci sono giornate, purtroppo spesso, in cui desideri cambiare mestiere, perché pensi di gettare perle ai porci e, anche se non vuoi apparire presuntuoso, pensi, veramente, di essere sprecato.
E poi ti succede una cosa strana, poco convenzionale e bellissima. Accendi il cellulare e trovi una notifica su facebook di una tua ex alunna che ti “nomina”. 
Penso che ormai sia noto a tutti che su facebook c'è una nuova moda che prevede che ognuno che sia "nominato" debba nominare a sua volta due o più amici che, come lui, dovranno segnalare, con un video o con un testo, la  citazione di un libro che hanno particolarmente amato. Se pensiamo che la moda precedente era dimostrare di essere in grado di ingurgitare birra senza prendere fiato ...comprenderete che questo nuovo gioco non sia proprio da rigettare. 
Bene, da dove nasce il titolo del post?
La mia ex alunna, non solo mi ha nominato come " la mia prof." (e non è poco), ma ha pure proposto una poesia dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters che io avevo letto in classe, proponendo la lettura dell'intero libro. Lei l'ha citata, dicendo che per lei era un continuo monito, che l'aveva stimolata nelle sue scelte e che ringraziava la sua prof. per avergliela fatta conoscere. 
Questo mi ha fatto riflettere. Anche se solo uno recepisce, tu insegnante devi sempre guardare in alto e puntare ad obiettivi alti, senza adagiarti nella mediocrità.
In questa giornata in cui ho potuto verificare che la mia "meravigliosa classe" continua a disinteressarsi di poesia, anche quando davanti si trova Foscolo...mi serviva questo conforto.
A proposito, la poesia citata dalla mia alunna è questa:

GEORGE GREY
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio —
una barca che anela al mare eppure lo teme.
Edgar Lee Masters

1 commento:

  1. L'importante è andare avanti, continuando a fare ciò in cui si crede davvero.

    "Dare un senso alla vita può condurre a follia
    ma una vita senza senso è la tortura
    dell'inquietudine e del vano desiderio —
    una barca che anela al mare eppure lo teme."

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