venerdì 11 aprile 2014

Dell'adolescente sognatore (e Dei libri dell'anno 10)



Continua lo studio sugli adolescenti e le loro tipologie. 
Il primo della lista non può che essere lui: l’adolescente sognatore .

(Werther, chi altri?)

L’adolescente sognatore lo riconosci da lontano.
Cammina per strada senza vedere niente e nessuno, se tu gli parli lui non ti sente e se bruscamente richiami la sua attenzione ti dà l’idea di uno che arriva da un altro mondo. Ed effettivamente arriva da un altro mondo, perché lui dimora in una terra sconosciuta, alla quale tu non hai accesso, e la vita che tu gli vedi vivere non è quella reale per lui.
Nel suo paese lui è il cavaliere senza macchia e senza paura, nella quotidianità è un ragazzo distratto, con pochi e selezionati amici, con un libro tra le mani e un libro in testa.  L’adolescente sognatore, infatti, scrive storie e poesie che non fa leggere a nessuno in cui c’è il suo mondo, i suoi ideali, le sue speranze.
L’adolescente sognatore ha il capello pazzo, perché non ha certo il tempo di andare dal barbiere o di pettinarsi al mattino e va vestito spesso di nero, come un nuovo Mazzini o un filosofo esistenzialista.
L’adolescente sognatore è convinto di essere il depositario della verità e della conoscenza e tende ad essere un po’ pieno di sé. Presume di sapere tutto ed è conscio della propria superiorità intellettuale sui compagni dediti solo ai videogiochi (ai quali indulge anche lui, per carità, ma con "sovrano distacco"). Spesso risulta antipatico, soprattutto ai prof. che si sentono continuamente sottoposti ad un esame, ma, in realtà, è un tenero sotto l'aspetto saccente.
L’adolescente sognatore studia, ma non tutte le discipline, proprio perché, dall’alto della sua conoscenza, ne ritiene utili solo alcune.
L’adolescente sognatore dimentica il cellulare a casa. Se, per sbaglio, lo ha con sé e tu lo chiami per sapere dov’è, sta' tranquilla che lui non lo sa, perché della sua città percorre solo 2 strade di cui, ovviamente, ignora il nome.
L’adolescente sognatore è innamorato, sempre, e non di una fanciulla reale, ma dell’Amore. E quando quest’amore si incarna in una figura, questa è una rediviva Beatrice, da guardare ma da non toccare, anzi da guardare a distanza e da adorare, senza che lei neanche sia a conoscenza di cotale amante.
Ovviamente questo fa sì che sia uno sfigato pazzesco e un imbranato totale, destinato alla solitudine fin quando una fanciulla dall’occhio lungo ne comprenderà le potenzialità, lo sceglierà e lo legherà a sé (senza che lui se ne accorga, ovvio!).
E lei sarà la più furba, perché l’adolescente sognatore diventerà un uomo sognatore e, consentitemi, cosa c’è di meglio?




E di un adolescente sognatore, ma, contemporaneamente, con idee molto chiare parla il libro che propongo questa settimana per il venerdì del libro di homemademamma.
Si tratta di “Non so niente di te”, di Paola Mastrocola.


Il romanzo è, nella prima parte, una sorta di indagine alla ricerca di Fil, promettente economista laureato alla Bocconi, rampollo di un’agiata famiglia dell’alta borghesia che compie un gesto assolutamente inspiegabile: entra al Balliol College di Oxford, dove è correlatore in un’importante conferenza, con un gregge di pecore belanti. I genitori, venuti a conoscenza di quanto accaduto cercano di parlare con lui, ma non ci riescono, perché, banalmente, non sanno dov’è. Da qui si dipana una storia per certi versi folle, che porterà la famiglia a capire di non aver mai conosciuto veramente Fil. 
Da genitore ho considerato terribile la parte in cui la madre, convinta da sempre della passione del figlio per la pallacanestro, scopre che, in realtà, lui aveva sempre detestato questo sport, emblema della nostra incapacità di entrare in profondità nel mondo dei nostri figli, a meno che essi non vogliano che vi accediamo. La parte più bella del romanzo è, però, per me quella in cui “si scoprono le carte” e noi comprendiamo le reali motivazioni delle scelte di Fil, per nulla folli e illogiche, ma derivanti dalla necessità, dal bisogno quasi fisico, di “respirare”, di sfuggire ad un cammino imposto da altri “per il tuo bene”, ma che non corrisponde ai tuoi reali bisogni. 
Da qui la domanda per noi genitori: “Quanto spesso noi guidiamo le scelte dei nostri figli, direttamente o indirettamente, senza interrogarci sulle loro reali propensioni o sui loro interessi, spinti dal desiderio di fare il meglio per loro?”
Bellissima la riflessione sulla nostra società, troppo piena di “contatti” con gli altri e troppo vuota del tempo della riflessione, della meditazione e dell’approfondimento personale. La parte finale del romanzo non mi ha entusiasmato, ma globalmente giudico l’opera interessante e un ottimo spunto per la nostra riflessione di genitori ed educatori.



15 commenti:

  1. ma lo sai che sei proprio brava a far venir voglia di leggere un libro che avrei lasciato sullo scaffale se l'avessi visto? mi sa che mi annoto tutti i titoli perché tra qualche anno... ci sarò dentro fino al collo:(

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    1. Se riusciamo a invitare alla lettura, allora il venerdì del libro avrà compiuto la sua missione! Grazie per la visita! (sei Monica?)

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  2. Ma che meraviglia!
    Hai dipinto mio figlio,lo scapigliato sognatore,il poeta vestito di nero,l'eterno innamorato dell'amore,lo studioso presuntuoso che non sopporta ii professori che la sorte gli ha dato e anela a diventare il magico maestro dell"Attimo fuggente".
    Spero che la fortuna lo assista perché uno così in Italia che può fare?

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    1. Se non ci fossero i sognatori il mondo finirebbe! Troverà il suo posto pure tuo figlio. Sono felice di essere riuscita nel mio intento di presentare una tipologia di ragazzo non diffusissima, ma di cui, fortunatamente, ho almeno un modello per classe!

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  3. Il libro che proponi lo conosco solo di fama ma non l'ho letto... In merito alle altre tue considerazioni... bhè, i miei bimbi non sono ancora adolescenti ma ammetto che a volte mi chiedo come saranno, quando arriveranno a quell'età... oggi ho visto una ragazzina con i capelli fucsia e mi sono detta: se un giorno mia figlia rientrasse con i capelli di questo colore potrei anche svenire... eh eh... poi magari ci rientra davvero ;-)

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    1. Sai qual è il bello? Che non sverrai...maturiamo anche noi come genitori!

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. Sicura di averne almeno uno per classe?

    (Descrizione perfetta)

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    1. Fortunatamente sì, anche nella versione "adolescente sognatrice" (con opportune varianti e aggiustamenti). Se non fosse così il mondo finirebbe!

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  6. Io credo di esser stata un'adolescente sognatrice allora ;-) però la versione dell'epoca non prevedeva il cellulare ma di andare in bici e poi motorino da casa a scuola o dai compagni di classe al pomeriggio, quindi le vie erano quelle per forza e i genitori molto presenti, anche se molto era sfuggito loro...
    Mia figlia è piccola ma anche io come Monica - che ha un problema serio con blogspot ;) - mi porto avanti e mi faccio già delle domande. Fortuna che come dici tu cresciamo insieme a loro.

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  7. Non amo particolarmente l'autrice ma la storia che riassumi mi intriga molto e le riflessioni che proponi e propone il libro sono le stesse che ho fatto da figlia e ora mi pongo da genitore, seppur di un bimbo ancora piccolo.
    Le tue descrizioni degli adolescenti sono carinissime!

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    1. Grazie x l'apprezzamento! Il libro då parecchi spunti di riflessione. Penso, come dicevo, che ci possa essere utile.

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  8. Sembra un po' il mio Corto Maltese. Anche se per mia esperienza i sognatori non sono mai saccenti, troppo sognatori per esserlo.
    Il libro invece mi suscita sentimenti ambigui. Anche perché, mediamente, non mi piace la Mastrocola come scrittrice e non condivido praticamente nulla della sua visione didattica come collega.

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    1. Credimi, ci sono anche quelli un po' saccenti, ne ho uno sotto il naso! Per quanto concerne il libro, mi ha convinto più degli altri della Mastrocola.

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