venerdì 28 marzo 2014

Degli adolescenti degli anni '80 (o Dei libri dell'anno 8)




Quando abbiamo parlato quiqui degli adolescenti dei nostri giorni, la mia più fedele commentatrice mi ha invitato a ricordare la nostra adolescenza, com’eravamo noi quando avevamo 15 anni. Confesso che il solo pensiero mi ha fatto morire dal ridere, perché ho rivisto davanti agli occhi me i miei compagni di ginnasio e il confronto con i ragazzi di oggi è impietoso.

L’adolescente degli anni ’80 era brutto, brutto senza pietà. I maschi avevano facce brufolose e baffetti eterni, che venivano rasati solo quando compariva la prima barba. Indossavano camicie a quadri o, se erano tipi eleganti, camicie e gilet da nonni.
Si dividevano in due gruppi: o parlavano solo di calcio o solo di politica e diventavano interessanti e appetibili solo l’ultimo anno del liceo, quando ormai erano pronti a lasciare la scuola e tu non li vedevi più.
Puzzavano anche loro, ma non facevano neanche lo sforzo di profumarsi. Insomma, a parte la bruttezza e la mancanza di Playstation…erano più o meno come quelli di oggi.

Ma le adolescenti femmine…qui non esiste confronto.

Noi non eravamo brutte…eravamo bruttissime!!! Avevamo i baffetti, i peli nelle gambe, gonne informi che nascondevano corpi fiorenti, capelli cespugliosi e sopracciglia unite, occhialoni spessi da miope (le lentine, mai!)… insomma, dei mostri. 

Le nostre madri non ci consentivano di depilarci, di truccarci o di indossare qualcosa di appariscente. L’eventuale vestitino carino era per le feste (poche), il massimo dell'eleganza era il kilt, con spillone annesso e le College con le frange, ma a scuola…come in Chiesa. Le più coraggiose compravano di nascosto i trucchi della Avon dalla compagna sgamata, ma si truccavano una volta uscite da casa, possibilmente nel bagno della scuola. 

Noi diventavamo carine al 3° anno e lì si apriva la caccia. A questo punto le adolescenti si dividevano in due categorie: le normali, civettuole e sveglie, e le secchione, concentrate sugli obiettivi scolastici e lavorativi da perseguire e, quindi, pressocché indifferenti all'interesse dell'altro sesso, anche perché subivano il martellamento domestico "per ora devi studiare, un fidanzato ti distrarrebbe". 
Ecco, parola chiave: FIDANZATO. 
L'adolescente anni '80 aveva il fidanzato, non il ragazzino. Se vedo le fanciulle di oggi, che cambiano amori con la giusta leggerezza dell'età, mi viene da sorridere. Forse ora i  rapporti oggi si sono fatti troppo superficiali ma, cavolo, ai nostri tempi erano TROPPO SERI!
Noi non uscivamo ogni sabato sera e per incontrarci col "fidanzato" ancora non noto alla famiglia inventavamo le scuse più improbabili e avevamo bisogno della complicità di almeno due amiche. 
Ecco, in questo gli adolescenti di oggi sono svantaggiati: con la scusa dei telefonini i genitori hanno il controllo pressocché totale degli spostamenti dei figli, noi potevamo sfuggire più facilmente. 
Noi, però, avevamo maggiori difficoltà per metterci d'accordo per questi incontri galanti. In genere il fanciullo concordava orario e luogo dell'appuntamento con l'amica che poi, innocentemente, chiamava a casa nostra per darci le informazioni. Altro che whats app!
Le adolescenti anni '80  avevano un diario segreto al quale confidavano ogni cosa e che tentavano di nascondere all'occhio attento della genitrice che, però, conosceva tutti gli anfratti in cui si poteva trovare e tutte le tecniche per aprire gli pseudocatenacci che li chiudevano. Oggi i diari segreti esistono ancora, ma le madri hanno altre forme di controllo e quindi non credo che vadano a spulciarli.
Noi, che già avevamo pianto per Candy Candy, guardavamo Lady Oscar e soffrivamo con lei e da queste eroine imparavamo a soffrire eroicamente per amore. Oggi le fanciulle in televisione  vedono altro. Non so meglio o peggio. 
Noi ascoltavamo Baglioni chiuse in camera, buttate sul letto a piangere per l'amore perduto, oggi fanno lo stesso con altra musica e attaccate al telefonino. 

Mah, ero partita pensando che noi eravamo molto diverse, ma forse lo eravamo solo all'esterno.
Forse, riflettendo,  non c'è tanta differenza fra noi, adolescenti degli anni '80, e loro. 

A parte i baffi.

Mentre sugli adolescenti di oggi mi sento molto ferrata, sugli adolescenti degli anni '80 riconosco di avere una visione di parte, dal mio personale punto di vista( per intenderci, la fanciulla baffuta ero io!) per cui si accettano (e anzi sarebbero molto graditi) punti di vista diversi

Che ci fosse un mondo diverso lo dimostra il romanzo proposto per questa settimana del venerdì del libro. che parla di adolescenti più cresciuti più o meno di quel tempo



Si tratta di "il delitto dell'Immacolata", un giallo di Domenico Cacopardo, che, con un linguaggio particolare e divertente, racconta, in prima persona, le vicende occorse ad un giovane studente messinese, Filippo Solimèni, detto Lollo che si trova coinvolto in due omicidi.  Più che l'indagine per gli assassinii  (da vecchia e smaliziata lettrice di gialli avevo individuato il colpevole dopo 50 pagine!) mi ha divertito il quadro d'ambiente, anche se mi è sembrato un po' caricato.  Che fra i giovani del tempo ci fosse tutta questa "vivacità" ed "esuberanza" mi ha un po' sorpreso, ma forse eravamo io e i miei compagni più "lenti", probabilmente perché frequentavamo la scuola pubblica (chi leggerà il libro capirà la battuta!).
Precisa la collocazione spazio-temporale e simpatico l'utilizzo "misto" di italiano e di dialetto messinese, che crea una lingua più reale e meno caricata del pastiche linguistico di Camilleri e che, pertanto, è molto più comprensibile ai non siciliani. Godibile per tutti, ma esilarante per i messinesi che possono riconoscere luoghi e situazioni.

20 commenti:

  1. Personalmente, penso che gli adolescenti di ieri e di oggi condividano bisogni emotivi profondi tipici del cambiamento di stato, ciò che cambia è l'ambiente, famigliare e sociale, in cui sono immersi e... forse noi eravamo "più liberi" di essere e non di apparire, dico forse, perché ho ancora presente "l'angoscia" per una frangia tagliata troppo corta che mi rifletteva un'immagine "orrenda" di me stessa. Noi non eravamo più brutti, eravamo solo vestite diversamente e meno agghindate, e io spero che mia figlia non ecceda anche se già oggi... a otto anni vedo segni di preadolescenza, aiutoooooooooooooo | monica mimangiolallergia (non riesco a postare il nome, pazienza, l'importante è che tu sappia che sono io;)

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  2. Oddio mi hai fatto ricordare i vestiti degli adolescenti degli anni 80, erano veramente brutti ma era la moda così brutta un solo esempio le spalline imbottite, le trovavo e le trovo tuttora, anche se sono sparite, agghiaccianti.

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  3. Non ho molta esperienza delle adolescenti di oggi ma in fondo non è passato molto tempo dalla mia, di adolescenza, e credo che poco sia cambiato, se non che c'è una assolut mancanza di privacy voluta, per l'abitudine a scrivere e pubblicare sui social network di tutto e di più..per il resto, non eravamo brutte, solo acerbe!
    Interessante suggerimento, anche se difficilmente lo leggero' perché il siciliano fatico a comprenderlo, anche se qui dici che c'è n'è poco però non si sa mai, mi hai messo curiosità!

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  4. @ Monica: Hai ragione, noi curavamo più l' "essenza" che l'apparenza, ma andavamo in giro conciate in modo allucinante...e i nostri genitori non capivano i nostri drammi, certamente acuiti dall'età
    @ Kemate: Condivido: le spalline erano spaventose...ma i capelli ce li scordiamo?
    @ Mamma Avvocato: E' vero, eravamo acerbe, come tutte le adolescenti, ma nessuno ci spingeva a correggere i nostri difetti. Se guardo le mie foto di classe del ginnasio...c'è da morire: tanti brutti anatroccoli e un solo, bellissimo, cigno.

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  5. Ti ringrazio di aver accolto il mio invito a ricordare come eravamo noi da adolescenti.
    Bravissima,complimenti per il ritratto impietoso ma veritiero della nostra fanciullezza,segnata da peli,maglioni sformati e complessi di vario genere.
    Mi rivedo buttata sul letto a piangere talvolta per amore ma spesso senza un apparente motivo.Una tristezza improvvisa che mi prendeva e mi tormentava finché un pianto liberatorio dissipava tutto.E mia madre che chiedeva il perché di quelle lacrime senza ottenere altra risposta se non il solito "non lo so".
    E il peso della scuola!Dover andare tutti i santi giorni a rivedere quegli antipatici compagni maschi che ci prendevano in giro tutto il tempo evidenziando i nostri difetti,come se non li conoscessimo già..
    Io sono stata fortunata perché frequentando il conservatorio avevo una realtà mia lontana dalla scuola,mi confrontavo con persone piú grandi,ero la più piccola del mio corso,e ho fatto esperienze che a quei tempi non erano comuni,specie al sud,vedasi corsi estivi con relative avventure sentimentali e non.
    Ma indubbiamente l'adolescenza è legata alla scuola e ci vorrebbero intere pagine per parlare di ogni singolo attimo,vissuto sempre con tutta la forza di quella meravigliosa,insopportabile,indimenticabile,inaccettabile condizione che corrisponde all'età dell'adolescenza.
    Quando capisci tutto questo significa che sei diventato grande...ed è tutta un'altra storia.

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    1. Sai che non mi ricordavo più delle lacrime senza motivo? Mi son tornati all'improvviso in mente lunghi pomeriggi estivi e mia madre che non sapeva che pesci prendere...

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  6. Non mi ci far pensare! Io avevo degli occhiali enormi, delle gonne orribili e dei calzettoni che ancora sogno di notte. E anche io ricordo le spalline come un vero orrore.... non potevano mai mancare mamma mia che ricordi! E poi arrossivo violentemente ad ogni parola che mi venisse rivolta da un qualsiasi appartenente all'altro sesso... Non consoco il libro che segnali ma mi piacerebbe leggerlo!

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    1. Avevo dimenticato i calzettoni, vero!

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  7. Mi piacciono sempre i polizieschi scaccia-pensieri, ci penso su. E mi piace molto il quadretto anni Ottanta, come concordo!

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    1. Effettivamente è un giallo sui generis...non possiamo leggere solo alta letteratura!

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  8. Fortissimo il quadro che hai dipinto di noi adolescenti degli anni '80 :-) ho riso e mi sono intenerita allo stesso tempo.
    Mi segno il titolo del libro che proponi, non conosco l'autore ma mi hai piuttosto incuriosito (e poi amo i gialli in genere).
    Ciao, buon fine settimana!

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    1. E' vero, insieme al riso il "come eravamo" suscita molta tenerezza. Ed è comunque bello ricordare!

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  9. Io ho un'età che non rientra nell'adolescenza di oggi ne in quella degli anni 80 ma questo post mi ha fatto venire in mente una foto della mia mamma ad una festa di compleanno. Quando l'ho vista le ho chiesto quanti anni avesse e ne aveva da poco compiuti 18. Io ci rimasi di stucco perché per com'era vestita sembrava moooolto più grande! Con un gonnellone ammazza forme e la testa tutta capelli! Ogni volta che andavo a trovare i nonni materni (in provincia di Messina tra l'altro!) andavo a riprendere questa foto e guardavo come era diversa mia mamma alla mia età! Ecco ora sono nostalgica e devo chiedere a mia nonna se l'ha conservata!
    Ma mi chiedo: dato che era "di moda" non piaceva un po' a tutti stare con le spalline o i capelli cotonati? Un po' come se gli adolescenti di oggi tra vent'anni si sentissero bruttissimi, gli diremmo tutti che non era cosi... magari torneranno di moda i calzettoni! :D

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    1. Proprio ieri discutevo di questo con mia madre, facendo notare come, effettivamente, vestivamo male e lei mi ha risposto : "Vestivate benissimo, eravate eleganti, non straccioni coi jeans come i tuoi figli" . Punti di vista.
      Sui capellli e le spalline hai ragione: la moda era quella, ma per il resto lottavamo contro i mulini a vento. Ti dico soltanto che, dal momento che dovevo partire in gita scolastica e mia madre aborriva i jeans, mia zia mi cucì due gonne di tweed che neanche la signora Fletcher...e fino a ieri lei sosteneva che erano "elegantissime"

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    2. Non ho precisato che le gonne di tweed erano, in realtà, due gonne pantalone...immagina

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    3. Ihih!!! anche io le avevo quando avevo 6 anni, me le cuciva mia mamma e mi piacevano un sacco perché erano eleganti come le gonne ma comode come i pantaloni... però, riflettendoci bene, a un certo punto della vita conta di più la moda della comodità!

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  10. sulla moda sono d'accordissimo con te, e anche sul fatto che, rispetto ai ragazzi di oggi, la media fosse sensibilimente più brutta.. anche le ragazze che passavano per carine erano niente a confronto di quella specie di pinup dei giorni nostri!

    invece mi trovi in netto disaccordo sulla questione dei fidanzamenti: io a casa mia ho portato solo l'attuale marito (e.. ehm.. dai 15 in poi ne ho cambiati diversi..). i ragazzi di oggi, che conosco tramite qualche esempio di nipotame vario, puntualmente si presentano alle feste di famiglia in compagnia.. salvo poi cambiare compagnia alla festa successiva!!!

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    1. E quindi mi dai ragione...oggi c'è una maggiore vivacità e "alternanza" di compagnie. Sui fidanzati a casa...ehm...tu sei un po' più giovane di me, no?

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  11. Risposte
    1. Assolutamente sì. Unica e inimitabile.

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