giovedì 13 febbraio 2014

Di luci e ombre di una giornata

 
Mattinata in giro per uffici, medici e medicine…e scopri che se il mondo va avanti è solo perché, fra tanta gente abulica, sfaticata e indolente, c‘è chi fa con cura, attenzione e disponibilità il proprio lavoro.

E, contemporaneamente, trovi la furba che con la scusa di dover chiedere un’informazione prova a scalare la fila (con Dolcezze fiduciosa che le crede e viene sbranata da quelli dopo di lei, molto più svegli e realisti...).

Poi, nel pomeriggio, un colloquio di lavoro (e per una che nella sua vita ne ha fatto solo uno appena laureata…è un’esperienza inquietante).

Poi, recupero Cucciolo e consegna pagelle. 


Per la strada:

“Quali voti pensi che prenderò?”

“Non lo so. Tu che ne pensi? E poi, lo sai, a mamma e papà non importa il voto in sé, ma che tu sappia e faccia sempre il tuo dovere”

“…”

“Cosa c’è?”

“Beh…, veramente il fatto è che io lo so già”

“La maestra vi ha letto i voti?”

“Non proprio…ho sbirciato mentre la maestra aveva il registro aperto. Lo so che non si fa…ma non ho potuto resistere…”

Non è figlio mio. Me lo devono aver scambiato al Nido.

Sospettavo che fosse già nato quello che mi avrebbe fatto fessa, vista l’involuzione l’evoluzione degli studenti, ma, francamente, non pensavo di averlo generato io…








2 commenti:

  1. Ti dò una notizia:anch'io sbirciavo sul registro non più tardi di 40anni fa...capisco che ero un'alunna terribile ma è nel DNA dello studente cercare di far fesso l'insegnante (e anche la mamma)

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    1. Mi sa, allora, che l'unica ligia ero io...

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