giovedì 23 gennaio 2014

Della maleducazione

Praticamente poco fa è partito un post programmato che mirava a far capire che questo è sul serio il blog di una creativa e non soltanto il luogo dei suoi deliranti pensieri e, in condizioni normali, giuro che non vi avrei tediato oltre per un po'...ma sono troppo, come dire, alterata, arrabbiata, adirata, incollerita, furibonda, furiosa...e chi più ne ha più ne metta

Stamattina l'Amato Bene è uscito all'alba per andare al lavoro (è arcipuntuale, lui) e, sorpresa, ha trovato la macchina bloccata da una deliziosa (e grande) automobile che bloccava non una, non due, ma ben tre macchine.  Da persona educata , non si è messo a strombazzare, pensando che fosse di qualcuno che, magari , era andato a comprare il giornale. Ha aspettato 40 minuti, per poi decidersi a prendere la mia auto perché non poteva attendere oltre.  La macchina, dopo due ore è ancora là.

Cosa spinge una persona ad infischiarsene delle necessità del prossimo e a guardare esclusivamente al proprio interesse? 
E qui non si parla, ovviamente , del ragazzino maleducato che non fa passare le signore o non cede il posto all'anziano o vorrebbe portare il cappello in classe...Qui si parla di un adulto ( e non ho idea di chi sia) che, non trovando parcheggio, ha piazzato il suo bellissimo mezzo dove gli pareva...e che gli altri si arrangino.

Io sono Don Chisciotte e , quotidianamente, insieme al Latino, cerco di insegnare norme di buona creanza e di civile comportamento alle nuove generazioni che poi, fuori o a casa, si trovano questi modelli. Questo ti fa capire perché le tue parole scorrano come l'acqua sugli impermeabili...perché sono isolate! Nessuno insiste più sul "dovere" del saluto, sul divieto della parolaccia, sulla compostezza e delicatezza dei modi...cioé sulle norme base dell' EDUCAZIONE.
Ecco, l'ho detta la parola proibita, EDUCAZIONE, che è una gran bella parola, che vuol dire TIRARE FUORI, FARE USCIRE quanto di buono c'è in noi e negli altri.  
Lo so, sono fuori moda. 
Me lo dicono anche i colleghi che, ai miei sproloqui che mirano ad ottenere il sostegno per debellare radicati malcostumi, se ne escono con "ma che male c'é?".  C'è il male, eccome!

Perdonatemi lo sfogo, ma vengo da una famiglia arretratissima, in cui si usava dire per favore, grazie, scusa  e dove mio padre, prima di entrare nella mia stanza con la porta aperta, bussava e chiedeva:"Permesso?"

3 commenti:

  1. A me è andata peggio perché quando ho presentato le mie rimostranze a chi mi aveva bloccato la macchina con la vespa impedendomi di poter aprire lo sportello sono stata presa a schiaffi.Un'esperienza agghiacciante,una sottospecie di donna completamente fuori di sé che urlava picchiandomi senza che nessuno degli astanti,eravamo in pieno centro a mezzogiorno,avesse il coraggio o la civiltà di intervenire.Ho pianto per la rabbia,l'umiliazione,la mia incapacità di reagire perché mai nella mia vita ero stata colpita sul viso.Viviamo in un mondo in cui le regole sono per i fessi,il rispetto dell'altro è segno di debolezza,l'importante è fare i propri comodi.I miei figli ancora oggi chiedono il permesso per potersi alzare da tavola,ci salutano quando si alzano la mattina e quando vanno a letto la sera,soffrono per mia madre che ha Alzheimer e Dio solo sa quello che combina,ma loro la rispettano e mai si sognerebbero di deriderla.Il rispetto per i deboli,gli anziani,i poveri è uno dei punti cardine della loro educazione,figuriamoci se sarebbero in grado di infastidire qualcun altro.Mi rimproverano perché non metto la cintura di sicurezza,perché lascio le luci accese e l'acqua scorrere eppure sono ragazzi normali,non alieni ma come si troveranno in una società come la nostra?

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  2. liria.. è la solita storia di cui si parlava ultimamente sul forum. io ho tralasciato di approfondire certi aspetti perché mi si tacciava di accanimento (ok.. mi trattengo.. mi trattengo..), ma cosa vuoi farci?
    io lavoro nella zona dei negozi chic, la mattina mi avvio al lavoro anche mezz'ora prima del dovuto perché voglio essere certa di parcheggiare con calma.. e puntualmente alle 5 devo aspettare 10, 20 o 30 minuti perché c'è qualcuno che se n'è andato a fare shopping bloccandomi l'uscita.
    credimi.. mi capita almeno 2 giorni su 5!

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  3. A completamento del discorso...Io avevo sguinzagliato informatori che mi facessero sapere chi era il "genio" e cosa avrebbe fatto o detto...Bene, pare che la "signora" vedendo la piazza svuotata e le tre macchine bloccate abbia detto "Ooops!". Di scuse, ovviamente, neanche l'ombra...

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